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Spondiloartriti, lo stato dell’arte

Scoperte scientifiche, innovazioni, farmaci e opportunità terapeutiche tra i temi del convegno internazionale curato da Alberto Cauli. “L’Università di Cagliari investe nella ricerca e nel futuro di specializzande e specializzandi” le parole del Rettore Francesco Mola
17 settembre 2022
Il Rettore Francesco Mola e il professor Alberto Cauli in un momento del convegno

Spondyloarthritis & friends in Sardinia. Ieri, venerdì 16 settembre, l’aula magna del rettorato ha ospitato il convegno internazionale “Spondyloarthritis & friends in Sardinia”. I lavori sono patrocinati da Università di Cagliari e Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari. L’evento prosegue oggi, sabato 17 settembre. Il congresso approfondisce le nuove scoperte scientifiche e le opportunità terapeutiche innovative provenienti dalla ricerca farmacologica. L’organizzazione è stata curata dal professor Alberto Cauli, docente di Reumatologia della Facoltà di Medicina di Unica (Dipartimento di Scienze mediche e sanità pubblica) e direttore della Reumatologia del Policlinico Duilio Casula. Al convegno prendono parte una ventina di relatori. In apertura i saluti del rettore, Francesco Mola. “Le specializzande e gli specializzandi sono una delle più grandi risorse presenti in Ateneo, l’investimento sulle Scuole è fondamentale e - ha detto il professor Mola - l’Università di Cagliari continuerà ad investire”.

Genetica, ambiente, traumi e stress. Spondiloartrite è il termine che si usa per definire una serie di malattie del tessuto connettivo che provocano importanti infiammazioni articolari, in particolare alla colonna vertebrale. Patologie autoimmuni, con un quadro clinico caratterizzato da manifestazioni scheletriche ed extra-scheletriche. Ci si ammala principalmente per predisposizione genetica, ma anche per cause ambientali, germi intestinali o urogenitali soprattutto (Salmonella, Shigella, Micoplasmi), oppure per traumi fisici o psichici, ad esempio lo stress. Le spondiloartriti colpiscono prevalentemente individui in un’età compresa tra i 15 e i 50 anni, i principali sintomi sono dolore, rigidità e gonfiore; la terapia in uso è un mix di trattamenti farmacologici e non farmacologici: antinfiammatori non steroidei e cortisonici accompagnati da una riabilitazione fisica. L’obiettivo del convegno è quello di approfondire le più recenti scoperte scientifiche sulle spondiloartriti e le importanti opportunità terapeutiche consentite dai nuovi farmaci, sempre più innovativi.

A che punto è la ricerca? Quali sono le opportunità offerte dai nuovi farmaci?

Reumatologia in Sardegna, come e perché. Nell’introdurre i lavori, il professor Cauli ha ripercorso brevemente la storia della Reumatologia in Sardegna, a partire dalle prime ricerche compiute sul gene noto come HLA-B27 dal gruppo di lavoro che operava alla clinica Aresu. Ha poi rivolto lo sguardo al futuro: “Noi siamo allievi degli allievi di personaggi illustri, è nostro dovere continuare un percorso, abbiamo un testimone da passare ai giovani per far crescere il nostro Ateneo e la nostra Scuola di Medicina”. È poi intervenuto il professor Roberto Gerli, presidente della Società italiana di reumatologia (Sir), che ha parlato delle varie iniziative di supporto alla ricerca e alla didattica della Sir.

Il convegno prosegue oggi, sabato 17 settembre, all’hotel Regina Margherita, in viale Regina Margherita 44. (qui il programma completo)

(m.l.)

il professor Cauli durante il suo intervento
il professor Cauli durante il suo intervento

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