UniCa UniCa News Notizie Ricerca scientifica, UniCa chiede di non fermare la sperimentazione animale

Ricerca scientifica, UniCa chiede di non fermare la sperimentazione animale

Gli organi collegiali dell’Ateneo hanno approvato un documento in cui si chiede che la libertà di ricerca pubblica venga riaffermata nel pieno rispetto dei principi etici e delle normative vigenti e che le istituzioni sostengano la scienza applicando le normative vigenti senza ulteriori restrizioni e divieti. Il commento del Rettore: “Confidiamo nell’equilibrio più volte dimostrato della magistratura italiana per una soluzione valida per tutti”. RASSEGNA STAMPA: Micaela Morelli, Prorettore alla Ricerca scientifica, intervistata dal TG della RAI e da L'UNIONE SARDA
04 febbraio 2020
Ricerca in un laboratorio, immagine simbolo

Sergio Nuvoli

Cagliari, 31 gennaio 2020 - Il Senato Accademico e il Consiglio di amministrazione dell’Università degli Studi di Cagliari hanno approvato all’unanimità un documento che chiede di non fermare la sperimentazione animale nella ricerca scientifica, con particolare riferimento al Progetto Light-Up di Marco Tamietto e Luca Bonini, docenti degli Atenei di Torino e Parma, sospeso in via cautelare dal Consiglio di Stato con la pronuncia del 23 gennaio.

Si tratta di un importante progetto di ricerca internazionale finalizzato a curare una particolare forma di cecità che si intendeva studiare su sei macachi cui sarebbe stato necessario procurare una micro zona d’ombra nell’occhio, secondo il protocollo scientifico previsto per questo tipo di studio.

“L’auspicio che formuliamo a nome della Comunità Accademica dell’Università degli studi di Cagliari – si legge nell’appello firmato dagli organi collegiali dell’Ateneo - è che la libertà di ricerca pubblica venga riaffermata nel pieno rispetto dei principi etici e delle normative vigenti e che le istituzioni sostengano la scienza applicando le normative vigenti senza ulteriori restrizioni e divieti e confidiamo sulla saggezza, conoscenza e consapevolezza del Consiglio di Stato perché il nostro Paese non venga relegato ai margini della ricerca in Bio-medicina per la scoperta di nuove cure nel campo dei tumori, delle malattie neurodegenerative, e in tanti altri campi”.

“La nostra iniziativa – commenta Maria Del Zompo, Rettore dell’Università di Cagliari - nasce da un lato dall’esigenza di far presente alla società civile che la ricerca sull’animale si basa sempre su principi etici e di assoluto rispetto del suo benessere e dall’assoluta necessità di proseguire la sperimentazione animale per molte malattie rare, degenerative, tumorali, come consentito attualmente in tutti i Paesi europei e nordamericani e su larga scala a livello internazionale. La nostra preoccupazione è che a questo punto l’Italia e i ricercatori italiani - già penalizzati - vengano ulteriormente danneggiati non potendo partecipare a nessun bando che preveda la sperimentazione animale. Per questo confidiamo nell’equilibrio più volte dimostrato della magistratura italiana per una soluzione valida per tutti”.

Il Rettore Maria Del Zompo
Il Rettore Maria Del Zompo
GUARDA IL SERVIZIO ANDATO IN ONDA NEL TG DELLA RAI DEL 3 FEBBRAIO 2020

RASSEGNA STAMPA

L’UNIONE SARDA di domenica 2 febbraio 2020

CAGLIARI - Pagina 22

UNIVERSITÀ. La magistratura sospende un progetto di ricerca scientifica

APPELLO DEL SENATO ACCADEMICO PER GLI ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI

«Non fermate la sperimentazione sugli animali nella ricerca scientifica». L'appello arriva dal senato accademico e dal Consiglio di amministrazione dell'Università. Hanno approvato un documento che si riferisce al progetto “Light-up” di Marco Tamietto e Luca Bonini, docenti degli Atenei di Torino e Parma, sospeso in via cautelare dal Consiglio di Stato il 23 gennaio.

È un importante progetto di ricerca internazionale per curare una particolare forma di cecità che si intendeva studiare su sei macachi, ai quali sarebbe stata procurata una micro zona d'ombra in un occhio, secondo il protocollo scientifico previsto per questo tipo di studio.

«L'auspicio», si legge nell'appello firmato dagli organi collegiali dell'Ateneo, «è che la libertà di ricerca pubblica sia riaffermata nel pieno rispetto dei principi etici e delle normative in vigore». Chiedono «che le istituzioni sostengano la scienza senza ulteriori restrizioni e divieti e confidiamo sulla saggezza, conoscenza e consapevolezza del Consiglio di Stato affinché il nostro Paese non venga relegato ai margini della ricerca in Bio-medicina per la scoperta di nuove cure nel campo dei tumori, delle malattie neurodegenerative, e in tanti altri campi».

La rettrice, Maria Del Zompo, spiega che «c'è l'esigenza di far presente alla società civile che la ricerca sull'animale si basa sempre su principi etici e di assoluto rispetto del suo benessere e dall'assoluta necessità di proseguire la sperimentazione animale per molte malattie rare, degenerative, tumorali, come consentito attualmente in tutti i Paesi europei e nordamericani e su larga scala a livello internazionale».

L'Unione Sarda
L'Unione Sarda

RASSEGNA STAMPA

L’UNIONE SARDA di martedì 4 febbraio – pagina 40

CULTURA

INTERVISTA. Università, il Senato accademico approva un documento

«Senza la sperimentazione animale la ricerca sulla salute può paralizzarsi»

Tra scienza e tribunali i rapporti sono stati spesso tumultuosi. Sentenze e processi hanno condizionato l'agire di molti ricercatori. Sin da Galileo colpito dagli strali del Sant'Uffizio prima di essere per fortuna riabilitato dalla Chiesa nel 1992, 359 anni dopo i fatti. «In questioni di scienza - ha detto colui che viene considerato il padre della scienza moderna - l'autorità di un migliaio di individui non vale tanto quanto l'umile ragionamento di un singolo individuo». Ora l'attenzione della comunità scientifica è rivolta alla decisione del Consiglio di Stato di sospendere in via cautelare le attività di ricerca del Progetto Light-Up attuate , attraverso la sperimentazione animale, dai docenti dell'Università di Torino e di Parma Marco Tamietto e Luca Bonini. L'oggetto del contendere, nel caso specifico, è l'utilizzo di sei macachi per uno studio che riguarda una particolare forma di cecità. Il ricorso presentato dalla Lega antivivisezione, respinto in prima istanza dal Tar, è poi passato all'esame del Consiglio di Stato che, in attesa della sentenza prevista nel prossimo mese di aprile, ha imposto lo stop alla sperimentazione. Tra le prime università a prendere posizione, con un documento approvato all'unanimità dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione, c'è quella di Cagliari che rivolge un appello all'organo della giustizia amministrativa: «Confidiamo sulla saggezza, conoscenza e consapevolezza del Consiglio di Stato perché il nostro Paese non venga relegato ai margini della ricerca in biomedicina per la scoperta di nuove cure nel campo dei tumori, delle malattie neurodegenerative, e in tanti altri campi».

Secondo il prorettore alla Ricerca Micaela Morelli «siamo di fronte al grave rischio di paralizzare filoni importanti della ricerca in Italia e di bloccare studi che hanno significative implicazioni sulla nostra salute».

Perché pensate che la sospensiva del Consiglio di Stato sia ingiustificata?

«Il progetto ha ricevuto le autorizzazioni del Consiglio europeo della ricerca, del Ministero della Salute e del Consiglio superiore di Sanità, autorizzazioni indispensabili alla selezione e al finanziamento di una ricerca che ha una rilevanza internazionale. Rispettiamo il ruolo della magistratura ma quello che è successo ci sembra il segno di un'intromissione ingiustificata in una ricerca che, lo ripeto, ha superato più gradi di valutazione».

Per questo studio potevano essere previsti metodi alternativi?

«Non ci sono alternative. Alcuni pazienti dopo un ictus perdono la capacità cosciente di vedere pur mantenendo la capacità inconscia nel senso che non vanno a sbattere contro un ostacolo. Gli esperimenti sui macachi sono necessari per studiare questo tipo di deficit che non può essere analizzato con metodi alternativi. Non si possono usare cellule e neppure topi. Tutto questo naturalmente nel pieno rispetto delle leggi vigenti e delle norme sul benessere animale».

Poche università in Italia fanno ricorso alla sperimentazione con gli animali.

«Fare ricerca con gli animali non è facile. Pochi laboratori possono attuare forme di sperimentazione sui primati. In Italia c'è una legislazione più restrittiva rispetto a quella in vigore in altri Stati. È una politica che rispettiamo ma che crea tanti svantaggi ai nostri ricercatori. I colleghi di altri paesi europei, oltre a disporre di maggiori risorse finanziarie per i loro studi, possono correre più velocemente di noi».

Nell'ambito dell'Università di Cagliari come si svolgono le sperimentazioni?

«Non utilizziamo primati ma solo ratti e topi».

Quali potrebbero le conseguenze per il mondo della ricerca scientifica se il Consiglio di Stato dovesse bloccare definitivamente il progetto?

«Sarebbe un grave precedente e potenzialmente un danno molto serio per tanti giovani ricercatori che lavorano con entusiasmo e con l'intenzione di fare qualcosa di buono per la salute umana e per scoprire nuove terapie per le malattie che sono ancora incurabili».

Nel recente passato la scienza ha subito attacchi durissimi.

«Sì e oggi ribadiamo la nostra preoccupazione per possibili pericolose derive. Lei ricorderà il caso stamina e la polemica sui vaccini. Penso che si debba dare il giusto valore agli studi della comunità scientifica».

Sui vaccini si continua a discutere.

«In modo intermittente, però. Di fronte alla diffusione del coronavirus si parla della necessità di un vaccino che deve essere per forza testato sugli animali. Ma le associazioni animaliste hanno improvvisamente perso la voce. Tutti zitti perché c'è un sentimento comune che invoca il vaccino e la cura. Appena finisce l'allarme torneranno alla carica. Ricordiamoci che certe soluzioni si possono trovare solo con la scienza, la ricerca seria e con il giusto rispetto per gli animali».

Massimiliano Rais

L'intervista con la prof.ssa Morelli su "L'UNIONE SARDA" del 4 febbraio 2020
L'intervista con la prof.ssa Morelli su "L'UNIONE SARDA" del 4 febbraio 2020

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