UniCa Ateneo Docenti e ricercatori Paolo Dal Molin Ricerca Linee e Progetti di ricerca ARCIMUSA. I beni culturali e le costruzioni identitarie: arte, cinema e musica. Il caso della Sardegna, dal secondo dopoguerra ai giorni nostri.

Paolo Dal Molin

ARCIMUSA. I beni culturali e le costruzioni identitarie: arte, cinema e musica. Il caso della Sardegna, dal secondo dopoguerra ai giorni nostri.

In corso. Progetto finanziato dalla Fondazione di Sardegna.
06 aprile 2021

SH5 Cultures and Cultural Production: Literature and philosophy, visual and performing arts, music, cultural and comparative studies

Gruppo di ricerca: Giulia Aromando (borsista di ricerca), David Bruni, Clementina Casula, Marco Cosci (assegnista di ricerca), Tatiana Cossu, Paolo Dal Molin (coordinatore), Antioco Floris, Rita Ladogana, Marco Lutzu, Ignazio Macchiarella, Carlo Maxia.

I complessi meccanismi della costruzione identitaria sono spesso imperniati su processi di valorizzazione/patrimonializzazione di pratiche ritenute tipiche e caratterizzanti. Tali processi tendono a focalizzare, all’interno di scenari e strategie comunicative, determinati tratti ritenuti maggiormente rappresentativi dell’unicità di un popolo, di un gruppo, di un’entità collettiva. È quanto si può riscontrare anche nella produzione artistica (arte, musica, cinema e fotografia) degli ultimi settant’anni in Sardegna, la quale, pur sviluppandosi all’interno di correnti variamente originate e orientate, tende in molti casi a includere elementi espressivi marcatamente connessi con le singolarità del patrimonio di saperi locali. Questi ultimi acquisiscono un particolare valore per il pubblico, entrando nelle narrazioni identitarie e nelle rappresentazioni di appartenenza culturale con effetti di riconoscimento a livello sia interno (il pubblico isolano si riconosce in tali rappresentazioni) sia esterno (il pubblico non sardo, a partire da queste rappresentazioni, identifica un determinato carattere).

In campo artistico, sin dai primi anni Cinquanta, l’apertura alle ricerche contemporanee svolte nella penisola si è integrata, nei lavori di alcune personalità di spicco (Maria Lai), con un costante riconoscimento delle radici isolane, riferendosi a un sostrato arcaico e mitico, fino a eleggere, in alcuni casi, l’insularità come condizione privilegiata. Nell’ambito della musica d’arte, l'elemento sonoro o musicale sardo trova forme di ricezione compositiva (Franco Oppo), in cui esso è struttura del linguaggio e dello stile dell’opera, anziché ornamento o colore. Sul versante della popular music si possono citare i casi di star della scena nazionale che cantano in sardo (Tazenda), tornano a cantare in sardo (Marisa Sannia) o che, entro un discorso musicale appartenente al mainstream popular internazionale, introducono elementi sonori o linguistici che rimandano alle peculiarità culturali dell’isola. L’elemento identitario risulta centrale anche nello sviluppo del jazz in Sardegna, accompagnato dalla fioritura di rinomati festival e dalla fama mondiale di jazzisti isolani. Nel cinema, infine, è rilevabile una produzione che da un lato consolida caratteri di derivazione deleddiana con opere di autori provenienti dal Continente, dall’altro rompe gli schemi della visione di matrice letteraria per cogliere caratteri peculiari: così già in Banditi a Orgosolo (De Seta), prodromico del filone che si affermerà all’inizio del Millennio per raccontare l’isola da una prospettiva interna.

Il progetto di ricerca, caratterizzato per l’interdisciplinarità degli approcci che combinano antropologia culturale, sociologia, etnomusicologia, musicologia storica, storia dell’arte, popular music e film studies, si propone di intrecciare due livelli: la ricognizione e l’approfondimento di casi esemplari in cui si riscontrano processi di valorizzazione di elementi espressivi che rinviano al legame con la singolarità culturale sarda; l’indagine sulla ricezione nell’isola di tale produzione e i discorsi su di essa, attraverso la raccolta di testimonianze ad hoc (interviste) e di fonti d’archivio.

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