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Ortopedia, premiato il team di Antonio Capone

Il riconoscimento nazionale per gli specialisti del dipartimento di Scienze chirurgiche dell’ateneo arriva dal Joint meeting delle società scientifiche Sida e Air. Al centro del lavoro ”Il ruolo delle moderne tecniche diagnostiche e operatorie delle fratture"
29 ottobre 2021
Brescia. Da sinistra, Antonio Capone, Lorenzo Leinardi e Giuseppe Marongiu

Tra innovazione, esperienza e ricerca. Medicina di qualità dal dipartimento di Scienze chirurgiche

Mario Frongia

Dal Joint meeting curato dalla Società italiana dell’anca e dall’Associazione italiana riprotesizzazione un altro tassello di pregio per l’Università di Cagliari. L’assemblea scientifica, lo scorso 20 ottobre a Brescia, ha infatti assegnato il premio per la migliore Comunicazione degli specializzandi allo staff di Antonio Capone, direttore della clinica ortopedica e traumatologia dell’ateneo. In prima fila, gli specialisti Lorenzo Leinardi e Giuseppe Marongiu. La giuria ha premiato la ricerca dei medici cagliaritani titolata ”Il ruolo deklle moderne tecniche di modellazione in 3D e stampa 3D per il processo diagnostico e la pianificazione preoperatoria delle fratture periprotesiche”. Il frutto di un percorso clinico maturato negli anni. “Abbiamo eseguito una analisi retrospettiva su venti pazienti affetti da frattura periprotesiche sottoposti dalla nostra unità operativa a intervento chirurgico di sintesi o revisione protesiche dal 2016 all’anno scorso. Grazie a una serie di dinamiche e metodiche basate anche sull’impiego di software dedicati, tra questi il Mimics Innovation Suite, Materialise, abbiamo ottenuto la ricostruzione 3D del segmento osseo e dell’impianto. A seguire, con ulteriori analisi sofisticate - spiega il professor Capone - nella fase di post-processazione lo studio dell’interfaccia osso-protesi è stato usato per valutare la qualità del rapporto fra stelo e integrazione ossea”.

La comunicazione vincente
La comunicazione vincente

I risultati da venti pazienti operati al Policlinico universitario “Duilio Casula”

“In diciannove casi su venti l’analisi 3D ha confermato la classificazione intraoperatoria delle fratture periprotesiche e ha evidenziato, negli steli instabili, lo scollamento protesico. I sistemi classificativi delle fratture peri-protesiche di femore in uso - aggiunge il dottor Leinardi - si basano sulla analisi di immagini Rx standard e Tc le quali non sempre son in grado di fornire le informazioni relative alla stabilità dell’impianto protesico e pertanto a discernere tra le fratture B1 e B2 della classificazione Ucs”. In sostanza, un lavoro di cesello e competenze che ha per base il gioco di squadra del dipartimento di Scienze chirurgiche. “Combinando i sistemi classificativi tradizionali con un planning preoperatorio basato sulla ricostruzione 3D e con l’utilizzo di software di modellazione e analisi 3D, ci siamo proposti di creare un algoritmo capace di anticipare la stabilità delle componenti e condizionare la scelta dei mezzi di sintesi da adoperare. La strada sta dando risultati soddisfacenti” rimarca il dottor Marongiu.

 

Alcune immagini a corredo del lavoro scientifico degli specialisti cagliaritani
Alcune immagini a corredo del lavoro scientifico degli specialisti cagliaritani

Un passo avanti per la chirurgia ortopedica e traumatologica

”L’utilizzo del 3D-modeling permette uno studio pre-operatorio delle fratture peri-protesiche più approfondito rispetto alle metodiche tradizionali. Il chirurgo - sottolinea Antonio Capone - affronta l’atto operatorio con nozioni fondamentali inerenti la stabilità dell’impianto e il pattern di frattura. Il planning consente la scelta dei mezzi di sintesi e la realizzazione di una chirurgia modellata attorno al paziente”. Medicina di qualità, tra visione, competenze e intuito. “Le potenzialità del 3D-modeling consentono di anticipare la stabilità dello stelo femorale in caso di frattura periprotesica di tipo B. Ulteriori studi prospettici sono necessari per validare l’efficacia della metodica al fine di aumentare l’accuratezza del planning preoperatorio, ridurre i tempi chirurgici e - conclude il direttore della Scuola di specializzazione della facoltà di Medicina e chirurgia - migliorare l’outcome anche in presenza di pattern con perdita di patrimonio osseo”. 

Un'altra slide discussa al Joint meeting di Brescia
Un'altra slide discussa al Joint meeting di Brescia

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