UniCa UniCa News Notizie L’Università di Cagliari stanzia 200mila euro per la comunità ucraina in ateneo

L’Università di Cagliari stanzia 200mila euro per la comunità ucraina in ateneo

Borse di studio, assegni di ricerca, esonero dalle tasse, corsi di italiano gratuiti per studentesse e studenti. Toccante cerimonia in aula magna di Studi Umanistici. “Siamo vicini ai nostri ragazzi e con loro combattiamo per la pace, l’inclusione e la cultura” dice Francesco Mola. “Vi ringraziamo di cuore” aggiunge Roksolana Vasyliuk. “Fermiamo il baratro infernale della guerra” rimarca Antonello Mura. “Siete da sempre nei nostri cuori” segnala Alessandra Carucci. Il video in esclusiva di Andriy Shevchenko
12 marzo 2022
La piccola grande famiglia ucraina e l'Università di Cagliari in aula magna "Motzo"

IMPORTANTE: sono stati attivati il sottosito d'ateneo "UniCa per l'Ucraina" e l'indirizzo di posta elettronica "unica4ukraine@unica.it" per coordinare la raccolta di informazioni sulle iniziative a favore degli universitari ucraini a Cagliari e non solo. 

Dodicesimo giorno di guerra. Le diciassette ragazze e i cinque ragazzi iscritti all'Università di Cagliari sono scioccati e inorriditi

Mario Frongia

Alle 10.08 di oggi le agenzie hanno battuto una buona notizia: sono stati appena riaperti i corridoi umanitari a Kiev, Mariupol, Kharkiv e Sumy. Nulla di eccezionale, l'inferno è ancora a tinte fortissime. Al dodicesimo giorno di guerra dovuta all’invasione russa, in Ucraina profughi e sfollati sono un milione e 700mila. Nella sola Kharkiv i morti sono oltre duemila, un centinaio i bambini. Pare, ma l’incertezza è generalizzata, che in giornata possano riaprirsi i negoziati utili al cessate il fuoco. La tragedia, nel cuore dell’Europa, a 2.500 chilometri circa dal confine italiano, è inenarrabile. E l’Università di Cagliari ha colto con sensibilità, generosità e attenzione la portata del dramma: in ateneo studiano e fanno ricerca diciassette ragazze e cinque ragazzi ucraini. Per loro, e per quelli che arriveranno in futuro, l’amministrazione, su input del rettore Francesco Mola degli organi decisioni, si è mossa con celerità e concretezza. La sobria e a tratti intensa cerimonia che si è tenuta nell’aula magna “Motzo” a Studi umanistici, ha avuto per protagonisti Anastasia, Anton, Diana, Mariana, Miruslava, Maryna e Roksolana. Proprio quest’ultima è stata la precisa portavoce della comunità ucraina in ateneo. “Vi siamo grati per quanto state facendo. Viviamo momenti di profonda paura, speriamo si arrivi quanto prima alla sospensione delle ostilità e dei bombardamenti”. Pausa. Le parole della ricercatrice rivelano una commozione profonda. “Non ci sono parole per descrivere quel che abbiamo nel cuore. Ci piace pensare che questi aiuti dell’Università di Cagliari vadano a supportare anche i colleghi che hanno iniziato gli studi e non li hanno conclusi. Grazie a tutti voi”. A seguire, un minuto di raccoglimento. In un silenzio tombale, sguardi feriti e angosciati. Su tutto e tutti, un forte senso di paura, impotenza e stordimento.

Francesco Mola e Roksolana Vasyliuk
Francesco Mola e Roksolana Vasyliuk

"Sheva", i suoi giovani connazionali e la gratitudine all’Università di Cagliari

Quarantadue secondi di gratitudine e amarezza. Andriy Shevchenko, la più importante leggenda ucraina, centravanti di rara potenza e fiuto del gol, anni strepitosi in Italia al Milan, vincitore dei trofei internazionali più prestigiosi, Pallone d’oro, in piedi, per l'Ucraina e per l'Università di Cagliari. Il campione ha ringraziato da Londra con un video - realizzato grazie ai colleghi Filippo Grimaldi e Alberto Costa - l’ateneo e il rettore. Ma, soprattutto, ha motivato la piccola grande famiglia ucraina che studia a Cagliari: “Il futuro e la speranza sono nelle vostre mani. Cogliete questa opportunità, non mollate mai”. Le parole, il tono, la postura provata: Shevchenko ha fatto scorrere più di un brivido. Ma la sensazione è stata quella di chi non si arrende. E ringrazia per l’affetto e la collaborazione. L’applauso? Convinto, affettuoso e spontaneo.  

Il rettore Mola durante il toccante videomessaggio di Andriy Shevchenko, proiettato in Aula Boscolo durante l'evento pro-Ucraina di UniCa
Il rettore Mola durante il toccante videomessaggio di Andriy Shevchenko, proiettato in Aula Boscolo durante l'evento pro-Ucraina di UniCa
L'appello di Shevchenko e il suo ringraziamento all'Università di Cagliari nel video registrato a Londra e inviato questa mattina in occasione della manifestazione pro-Ucraina a Sa Duchessa

Partigiani della pace. Testimoni e interpreti della tolleranza, dei valori civici e democratici

“Abbiamo disposto dieci borse di studio annuali e rinnovabili di oltre seimila euro ciascuna, tre assegni di ricerca da ventimila euro, corsi gratuiti di italiani, l’esonero dalle tasse e siamo a disposizione per affrontare qualsiasi evenienza. L’Università di Cagliari - ha sottolineato Francesco Mola - ha per armi la cultura, il sapere, la crescita, la condivisione e l’inclusione. Noi siamo partigiani della pace, vogliamo aiutare le ragazze e i ragazzi che sono qui da noi e quelli che arriveranno. La guerra è un baratro insensato da cui si deve uscire al più presto”. E ancora. “Si avverte un senso di frustrazione generale. La mia generazione doveva preoccuparsi della ripartenza dopo due anni di pandemia. I ragazzi di tutto il mondo hanno visto un rallentamento e credo che per loro sia stato un tradimento. Chiedo scusa, forse potevamo fare qualcosa in più. Il nostro aiuto è la base di partenza e non l’approdo: non ci fermeremo qui, vari dipartimenti - ha concluso il rettore - stanno curando anche altre iniziative”.

Cagliari. Il minuto di raccoglimento per le vittime della guerra in Ucraina
Cagliari. Il minuto di raccoglimento per le vittime della guerra in Ucraina

Dall'Afghanistan all'Ucraina: un sostegno e azioni concrete costruite nel tempo

Da anni l’Università di Cagliari è impegnata nei progetti di sostegno dei rifugiati. Supportiamo gli studenti afghani con borse di studio e lo stesso faremo con la colonia ucraina. Il nostro impegno sarà continuo tanto che abbiamo - ha spiegato Alessandra Carucci, prorettrice all’Internazionalizzazione - partecipato con la Caritas ai progetti per i corridoi universitari per i rifugiati. Tra l’altro, con gli atenei ucraini abbiamo varie partnership e proprio pochi giorni prima che scoppiasse questa tragedia abbiamo presentato un progetto Erasmus che coinvolge tre accademie, inclusa quella di Kiev”.  

A destra nella foto, la professoressa Alessandra Carucci durante il suo intervento
A destra nella foto, la professoressa Alessandra Carucci durante il suo intervento

Valori, dall’appartenenza alla vicinanza. Gli auspici del presidente di facoltà

Gli studenti ucraini sono nei nostri cuori come lo è l’Ucraina. Sono lieto che il rettore abbia individuato la nostra facoltà per discutere di questo tema. Da noi, la ricerca - ha rimarcato Antonello Mura, presidente di Studi umanistici - è principalmente finalizzata all’emancipazione umana, alle forme sempre più umane nelle relazioni. Adesso, ci troviamo in un frangente in cui l’umano perde significato e la follia ci porta nella guerra. Se ne esce solo con la cultura, la formazione, lo studio e valori quali co-appartenenza, vicinanza, solidarietà e cooperazione”.

Da destra: Antonello Mura, Alessandra Carucci, Roksolana Vasyliuk e Francesco Mola
Da destra: Antonello Mura, Alessandra Carucci, Roksolana Vasyliuk e Francesco Mola

Attenzione e sensibilità verso una tragedia che non ha confini

L’incontro - partecipato e sentito, con i prorettori Gianni, Fenu, Fabrizio Pilo, Paola Fadda, Ester Cois ed Elisabetta Gola, la delegata del rettore per Integrazione sociale e disabilità, Donatella Petretto, il direttore generale Aldo Urru e i dirigenti Gaetano Melis, Pina Locci e Marco Maxia, il rappresentante degli studenti, Federico Sias, funzionari ed esperti dell’ateneo, in prima fila nell’allestimento della missione umanitaria. In sala anche Cynthia Alejandra Auyeroc, moglie del Console onorario dell’Ucraina a Cagliari: il marito Anthony Grande è Cracovia per recuperare 50 bambini ucraini. In sala anche Maria Julia Fernandez Manca, presidente dell’associazione Ucraini in Sardegna. Solidarietà e idee da svolgere in sinergia anche da Marco Meloni, presidente del Cus Cagliari. Un insieme di figure istituzionali, amministrative e della società civile unita da ideali forti e determinati: sollecitare una rapida chiusura delle ostilità. Anche perché la guerra non ha mai nessun vincitore. 

 

Cagliari. Il tavolo dei lavori dell'iniziativa dell'ateneo di Cagliari che mette a disposizione 200mila euro per le studentesse e gli studenti ucraini
Cagliari. Il tavolo dei lavori dell'iniziativa dell'ateneo di Cagliari che mette a disposizione 200mila euro per le studentesse e gli studenti ucraini

Lo sgomento, tra le macerie e il dolore della collettività

La gratitudine agli sforzi e alle azioni intraprese dall’Università è arrivata da Marina, impegnata in ateneo con gli studi di Psicologia clinica. “Stimolare la discussione sulla guerra nel mio paese è molto importante. L’importanza della solidarietà espressa da un’istituzione grande e importante come l’Università di Cagliari. Vi ringrazio per la solidarietà e la partecipazione: quando vedo le immagini dei palazzi dove sono cresciuta distrutti dalle bombe, si perde la forza di andare avanti. La Italia e la Sardegna, riconoscendo il nostro dolore e i nostri bisogni, ci danno la forza per andare avanti e concludere gli studi”.
 

Testi e foto, Ivo Cabiddu e Simone Pucci
Supporto tecnico Paolo Labieni

L'intervento di Marina. Al suo fianco il professor Mola
L'intervento di Marina. Al suo fianco il professor Mola

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