UniCa UniCa News Notizie 5G: l’Università di Cagliari tra i sei vincitori del Bando Mise

5G: l’Università di Cagliari tra i sei vincitori del Bando Mise

Progetto da oltre un milione di euro in collaborazione con Linkem e Tiscali. Un grande risultato per l’Università di Cagliari, capofila, grazie alla sperimentazione coordinata dal professor Luigi Atzori, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica, terza classificata tra le proposte relative al “Programma di supporto delle tecnologie emergenti nell'ambito del 5G”. Dimostrata ancora una volta la capacità dell'Ateneo di proporre ricerca scientifica di elevato valore nel settore delle comunicazioni di nuova generazione. Coinvolti anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, GreenShare, Flosslab, la Regione Sardegna, i comuni di Cagliari, Guspini e Iglesias, il CTM e Abbanoa
15 gennaio 2020
L'Ateneo di Cagliari impegnato sul fronte dell'intelligenza artificiale per l'utilizzo delle teconologie 5G nel campo dei trasporti pubblici, della mobilità sostenibile e dei servizi idrici

Cagliari, 15 gennaio 2020
Ivo Cabiddu

 
Grazie al progetto approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico e finanziato con un totale di oltre un milione di euro, l’Università di Cagliari, Linkem (operatore 5G leader nella banda ultralarga wireless) e Tiscali (tra le principali società di telecomunicazioni in Italia), sperimenteranno l’introduzione di sistemi di sensing distribuito prevalentemente nell’ambito della Green Economy, finalizzati al monitoraggio sicuro, affidabile e intelligente.
 
Oltre alla collaborazione tra Università di Cagliari, Linkem e Tiscali, contribuiranno al progetto l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), che metterà a disposizione l’infrastruttura cloud e strumenti per l’AI, insieme alle PMI innovative GreenShare e Flosslab, che si occuperanno dello sviluppo e sperimentazione dei due use cases. Interessati alla realizzazione del progetto anche la Regione Sardegna, i Comuni di Cagliari, Guspini e Iglesias, l’azienda di trasporto pubblico locale CTM Spa e il gestore unico del Servizio Idrico Integrato Abbanoa Spa.

SCHEDA

Informazioni a cura del professor Luigi Atzori (link), ordinario di Ingegneria delle Telecomunicazioni del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica (DIEE) dell'Università degli Studi di Cagliari.
 
5G, IoT, Blockchain e AI.
I sistemi di monitoraggio basati sull’utilizzo congiunto di molteplici tecnologie emergenti (architettura e tecnologie IoT, blockchain, AI e analisi del segnale radio 5G) saranno implementati per la realizzazione di due Use Cases su mobilità sostenibile e gestione servizio idrico. L’obiettivo finale è quello di supportare la pubblica amministrazione e le aziende private nella gestione dei servizi legati alla mobilità delle persone ed all’uso efficiente delle risorse idriche.
I due use cases saranno abilitati dalla tecnologia 5G di Linkem e implementati nell’area urbana ed extraurbana di Cagliari e anche in altre aree del territorio sardo in particolare grazie alla collaborazione delle amministrazioni locali dei comuni di Guspini ed Iglesias.

il professor Luigi Atzori (DIEE - UniCa)
il professor Luigi Atzori (DIEE - UniCa)

Trasporti pubblici e mobilità sostenibile. Il primo sistema di monitoraggio intelligente sarà incentrato sulla mobilità sostenibile con l’obiettivo di monitorare il movimento delle persone al fine di fornire informazioni importanti per la pianificazione e gestione di servizi pubblici da parte delle pubbliche amministrazioni, con particolare riferimento al trasporto pubblico.

Servizi idrici e consumo di acqua. Il secondo sistema riguarderà la gestione del servizio idrico in ambito urbano e consisterà nell’installazione di dispositivi di rilevazione nelle abitazioni con l’obiettivo di monitorare i consumi ma anche la qualità dell’acqua erogata all’interno delle abitazioni.
 
 

 

RASSEGNA STAMPA


LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 15 gennaio 2020 / PRIMA PAGINA
PROGETTO DI LINKEM  E TISCALI
Banda ultralarga G5
si parte da Cagliari

La potenzialità del G5 al servizio delle pubbliche amministrazioni in un progetto che apre la strada all’arrivo della banda ultralarga. La sperimentazione partirà da Cagliari e avrà come capofila l’Unversità, Linkem (operatore leader nella banda ultralarga) e Tiscali. La sfida sarà trasformare questa applicazione in un reale servizio ai cittadini” spiega Daniele Righi, responsabile di Linkem.   PALMAS A PAGINA 14

 
ECONOMIA - Pagina14
SPERIMENTAZIONE HI TECH
Linkem vince un bando del Mise insieme a Tiscali e all'università di Cagliari
UN PROGETTO BASATO SUL 5G
MONITORA LA FOLLA E L'ACQUA

di Antonello Palmas
CAGLIARI I movimenti delle persone e quelli dell'acqua nelle condotte controllati con sensori ed elaborati per consentire un futuro più sostenibile grazie al 5G. Le potenzialità della nuova tecnologia al servizio delle pubbliche amministrazioni in un progetto che precorre i tempi e apre la strada all'arrivo della banda ultralarga. Ha come capofila il dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica dell'università di Cagliari (coordinatore Luigi Atzori) creato insieme a Linkem, operatore 5G leader nella banda ultralarga wireless, e Tiscali tra le principali società di telecomunicazioni italiane, e ha ottenuto il terzo posto nella valutazione per il programma di supporto delle tecnologie emergenti, piazzandosi tra i sei a livello nazionale che hanno ottenuto il finanziamento del Mise. Si basa sul monitoraggio definito "sicuro, affidabile e intelligente" del movimento delle persone per fornire informazioni importanti per la pianificazione e gestione dei trasporti pubblici per una mobilità sostenibile; e dei consumi e della qualità dell'acqua erogata alle abitazioni, in entrambi i casi con l'uso di particolari sensori e con l'utilizzo congiunto di tecnologie emergenti (Internet delle cose, blockchain, intelligenza artificiale e analisi del segnale radio 5G) A beneficiare della sperimentazione da un milione di euro saranno Cagliari (area urbana ed extraurbana), Iglesias e Guspini. Contribuiranno al progetto anche l'Istituto nazionale di fisica nucleare (per l'infrastruttura cloud e l'intelligenza artificiale), mentre le Pmi innovative GreenShare e Flosslab si occuperanno dello sviluppo e sperimentazione nei due campi applicativi. Interessati anche Regione, l'azienda di trasporti Ctm e Abbanoa. «Il bando richiedeva la presenza di un operatore con tecnologia 5G e Linkem - dice il responsabile open innovation Daniele Righi - è uno dei 6 in Italia a lavorare su banda 3,5, la golden band per la realizzazione del 5G. Con l'ateneo e Tiscali abbiamo montato questo progetto che ha l'ambizione di diventare modello per il monitoraggio sicuro e affidabile su tecnologia 5G per i due use case (gli ambiti d'applicazione, ndc)». La ratio - spiega - è mettere insieme il bisogno degli enti di innovare e riqualificare i propri servizi pubblici, e le novità che provengono dal mondo della ricerca, dagli operatori di tlc e dalla creatività delle start up, in modo che domani siano gestiti in maniera più efficace.Ad esempio? «Per la pianificazione dei trasporti alla ricerca di una mobilità sostenibile - spiega Righi - servono informazioni-chiave inerenti allo sbarco di turisti dalle navi, sulle presenze in occasione di grandi manifestazioni, oppure sul passaggio di veicoli nelle rotatorie». E per quanto riguarda il sistema idrico, sono previsti il controllo dei consumi tramite l'installazione di sensori acustici e di vibrazione nelle tubature degli scarichi dell'abitazione e l'utilizzo di algoritmi di elaborazione per analizzare le informazioni acquisite; il monitoraggio della qualità dell'acqua all'interno dell'abitazione mediante l'utilizzo di dispositivi ad hoc; la misurazione dei consumi per applicazioni di telelettura. «Oggi si può fare in maniera efficace attraverso un sistema di sensoristica sul territorio grazie a un mix di tecnologie emergenti, dando alle amministrazioni la possibilità di aggiungere uno strumento decisionale che ora non hanno».Il responsabile innovazione ritiene che «la sfida più grande sarà per noi trasformare questa applicazione in un reale servizio, mostrando in che modo si possano effettivamente dispiegare le opportunità offerte dall'avvento della rete di quinta generazione, in grado di portare grandi vantaggi in tutti gli ambiti, dai beni culturali al turismo, dalla sicurezza alla gestione dei servizi sociali. Il nostro obiettivo è mettere in piedi ecosistemi che saranno realizzati da altre società e abbiamo creato una struttura ad hoc, Linkem Lab. È il modello di sviluppo in cui crediamo e prevede anche una collaborazione più spinta tra pubblico e privato». La novità del progetto, scelto proprio per la sua replicabilità in altri contesti - spiegano quelli di Linkem - non consiste solo nella sperimentazione della potenza del 5G, ma l'utilità reale per il territorio.
 

LA POLEMICA
«Pericoli per la salute? Non ci sono prove»

La strada che porta al 5G sembra tracciata: «C'è una road map tecnologica da percorrere per far decollare la rivoluzione ma la nostra rete - dicono i responsabili di Linkem - è già 5G ready», predisposta per il cambiamento. L'operatore infatti utilizza già dal 2008 il sistema Fwa, Fixed wireless access, che si affida alla fibra nel tratto sino all'antenna per poi superare l'ultimo miglio con le onde radio. «Abbiamo intercettato il suo potenziale - spiega la responsabile comunicazione Claudia Pollio - puntando sull'utilizzo di frequenze licenziate già con la tecnologia Lte (quella utilizzata sinora, ndc). Le nostre reti saranno upgradate al 5G con la semplice sostituzione di alcuni componenti. Ciò consentirà da una parte agli utenti una navigazione molto più veloce, e dall'altra di abilitare le nuove applicazioni utili alle amministrazioni locali». Resta il problema non indifferente delle contestazioni che accompagnano i progetti di sviluppo della nuova tecnologia di quinta generazione e le richieste di chiarire i dubbi sulla pericolosità del 5G: «Anche di recente - risponde la Pollio - l'istituto superiore della sanità e il ministero dell'ambiente si sono espressi sull'argomento sollecitati dalle interrogazioni parlamentari: è emerso che a oggi non esistono prove di effetti delle radiofrequenze utilizzate per il 5G sulla salute umana. Questo anche perché sostanzialmente si tratta di onde elettromagnetiche che si propagano allo stesso modo dei sistemi precedenti, mentre è la rete a essere strutturata in maniera differente. Come operatori 5G e avendo avuto modelli di business basati sulla tecnologia wireless abbiamo sempre partecipato a tavoli tecnici di enti, ministeri e del comitato elettromagnetico italiano per fornire tutte le informazioni utili a garantire il monitoraggio sull'eventuale impatto per salute e ambiente». Ma le paure corrono sul filo, anzi, tramite wireless e in tutto il mondo è in corso una campagna che si oppone a una tecnologia secondo alcuni potenzialmente cancerogena. (a.palm.)

L'articolo di Antonello Palmas sulla Nuova Sardegna di mercoledì 15 gennaio
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