UniCa UniCa News Notizie “Autonomia sarda da studiare, amare e riscoprire”

“Autonomia sarda da studiare, amare e riscoprire”

Una tavola rotonda in Consiglio regionale ha concluso il ciclo “70 anni di Autonomia speciale della Sardegna” organizzato in occasione del 70mo Anniversario dello Statuto speciale sardo dal Dipartimento di Scienze sociali e delle istituzioni e coordinato dalla prof.ssa Mariarosa Cardia. Resoconto, IMMAGINI e VIDEO
26 gennaio 2018
Autonomie speciali, la tavola rotonda in Consiglio regionale

di Sergio Nuvoli

Cagliari, 25 gennaio 2018 - La specialità della Sardegna ha ancora la sua ragion d’essere, e l’autonomia dei sardi conserva intatta tutta la sua esigenza, che anzi va riscoperta e approfondita per renderla ancora più attuale e al passo con i tempi. Questo, in estrema sintesi, il contenuto della tavola rotonda di questo pomeriggio nell’Aula del Consiglio regionale della Sardegna, che ha concluso il ciclo “70 anni di Autonomia speciale della Sardegna” organizzato in occasione del 70mo Anniversario dello Statuto speciale sardo dal Dipartimento di Scienze sociali e delle istituzioni e coordinato dalla prof.ssa Mariarosa Cardia.

“Nel nostro Piano strategico accanto all’innovazione c’è da sempre la riscoperta della nostra identità – ha detto Maria Del Zompo, Rettore dell’Ateneo di Cagliari - È fondamentale conoscere fino in fondo la nostra identità per poter essere davvero inclusivi ed essere capaci di costruire vera innovazione. La nostra Costituzione, d’altra parte, è sempre stata inclusiva”. Quindi l’orgoglio per i risultati raggiunti dall’Università di Cagliari, grazie alla mobilitazione generale della società sarda e all’impegno di tutti coloro che ne fanno parte: “Il quadro sta lentamente cambiando – ha dettagliato il Magnifico – e, ora, grazie anche ad alcune variazioni sui rigidi parametri imposti fino a qualche tempo fa, il nostro Ateneo fa registrare ottimi risultati”.

Stefano Usai e Maria Del Zompo
Stefano Usai e Maria Del Zompo
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“Abbiamo bisogno di buone istituzioni – ha ammonito il presidente della Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche, Stefano Usai – che siano adeguate alle sfide che dobbiamo essere in grado di affrontare davanti al cambiamento continuo della nostra società”. Per questo, ha aggiunto il docente di Economia politica, “il seminario organizzato dalla prof.ssa Mariarosa Cardia è un modello da replicare perché permette di approfondire la conoscenza delle istituzioni”.

“L’autonomia riconosciuta ai sardi fu proporzionale alla loro capacità di essere presenti rispetto alle autorità centrali dello Stato – ha aggiunto la coordinatrice dell’iniziativa, dopo aver riepilogato i numeri raggiunti dal prestigioso ciclo di incontri organizzato intorno ai concetti di specialità e autonomia - Emilio Lussu reclamava per i sardi la possibilità di riprendere contatto con la nostra stessa identità, di spezzare l’incantesimo di isolamento di cui erano prigionieri”.

Stefano Usai, presidente della Facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche
Stefano Usai, presidente della Facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche
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“L’autonomia della Sardegna - ha spiegato ancora la prof.ssa Cardia - cerca di trovare quell’adeguatezza che ancora manca. Ma in quella prima stagione si aprì comunque una nuova pagina per i sardi: oggi serve una nuova legge che non si limiti a celebrare saltuariamente il risultato storico raggiunto in quell’epoca storica”.

Celebrare l’autonomia serve tuttora, a detta della docente, “perché col tempo si sono opacizzate le ragioni della specialità regionale, anche all’interno della nostra società. Quelle norme hanno dato ai sardi una grande responsabilità di autogoverno: oggi infatti si sentono un popolo, che vuole dialogare all’esterno per costruire il proprio sviluppo. Anche la concezione autonomistica chiede di essere adeguata ai tempi: i soggetti istituzionali non possono più governare da soli. Autonomia oggi significa integrazione, coordinamento e richiede una prospettiva sistemica”.

Mariarosa Cardia, coordinatrice del ciclo di incontri e docente della Facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche
Mariarosa Cardia, coordinatrice del ciclo di incontri e docente della Facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche

A detta del presidente dell’assemblea sarda Gianfranco Ganau, “il bilancio della nostra autonomia è senza dubbio positivo, ma una riflessione più profonda può e deve essere fatta sulla condizione dell’insularità della nostra regione. Serve davvero una battaglia unitaria per chiedere politiche mirate tese a riconoscerla. Non sempre abbiamo utilizzato gli spazi della nostra autonomia, ma sono stati comunque anni positivi”.

Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio regionale della Sardegna
Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio regionale della Sardegna

“I sardi hanno una fortissima percezione della propria autonomia – ha aggiunto Gianmario Demuro, ordinario di Diritto costituzionale, citando indagini recentemente compiute - La Sardegna ha una storia e una cultura da sempre legate proprio all’elemento dell’isola. Ma la percezione dell’autonomia sarda esiste ancor prima della Costituzione, e viene percepita con precisione anche dagli altri che ci guardano”.

“La Sardegna trasmette da sè un forte senso di autonomia – ha precisato il costituzionalista - L’idea che Emilio Lussu apporta ai costituenti è che attraverso le regioni cambia, aumenta la democrazia in Italia. La pluralità è garanzia dell’unità, che viene infatti meno laddove la pluralità non viene riconosciuta, come sta accadendo in altri Paesi d’Europa. Celebrare l’autonomia è dunque celebrare la democrazia rappresentativa in Italia”.

Gianmario Demuro, docente di Diritto costituzionale
Gianmario Demuro, docente di Diritto costituzionale

Roberto Louvin, docente di Diritto pubblico comparato dell’Università della Calabria, ha chiosato assicurando che “anche l’autonomia valdostana è figlia di un sardo, Emilio Lussu. Le ha garantito una svolta innegabile, in base alla quale la Valle d’Aosta ancora oggi si autoamministra”.

La tavola rotonda è proseguita con gli interventi degli altri relatori presenti.

L'intervento di Roberto Louvin, docente di Diritto pubblico comparato
L'intervento di Roberto Louvin, docente di Diritto pubblico comparato

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