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Dall'Università di Cagliari al Ghana per una missione umanitaria

STORIE di UNICA. Luca Gordini, medico specializzando all’ultimo anno della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale, ha partecipato all'iniziativa di "Operation Hernia", che punta a fornire una chirurgia di qualità ai pazienti in una delle regioni più povere del pianeta. Tutti i dettagli
12 gennaio 2018
Operation Hernia: Equipe medica in Ghana

di Rossana Orrù

Cagliari, 12 gennaio 2018 - Luca Gordini, specializzando all’ultimo anno della Scuola di Specializzazione in Chirurgia generale dell’Università degli Studi di Cagliari, ha posto volontariamente la sua professionalità a servizio dell'Africa grazie alla missione umanitaria condotta da Operation Hernia nel Baptist Medical Centre di Nalerigu, un piccolo villaggio situato nel distretto di Mamprusi, nel nord del Ghana, al confine tra il Burkina Faso e il Togo.

Il trentaquatrenne cagliaritano è attualmente membro Young SICO National  Board  -  Steering  Committee - Società  Italiana  di  Chirurgia  Oncologica – SICO, e associate editor della MedShr, occupandosi di pubblicazione di case reports e di promozione e sviluppo dell'interesse verso la piattaforma nel campo della Chirurgia Generale all'interno della comunità scientifica internazionale. Nel 2017 è stato vincitore della borsa di studio "Rising Medical Stars 2017", un programma di Alta Formazione promosso dalla Springer Healthcare Italia.

Ogni anno, nel mondo, vengono eseguite oltre 20 milioni di ernioplastiche inguinali. Tuttavia, circa 200 milioni di pazienti affetti da tale patologia ricevono un trattamento inadeguato, o non lo ricevano affatto, e molti di questi si trovano nelle regioni più povere del nostro pianeta.

“Questa esperienza mi ha dato la possibilità di conoscere e comprendere le problematiche e le necessità contingenti di una realtà sanitaria lontana dalla nostra – dice a UniCa.it il dottor Gordini - Si parla sempre di più di una "Global Surgery" e in questa ottica è fondamentale garantire un accesso alle cure anche nelle regioni più disagiate del nostro pianeta”.

Gli anni di formazione sono stati decisivi per il suo spiccato interesse verso la Chirurgia dell’Ernia e della Parete Addominale, aiuto prezioso nell’affrontare la missione umanitaria. “Per il target della missione, improntata sulla chirurgia della parete addominale, è stata decisiva l'esperienza maturata nell'ambito della Day Surgery che la nostra Chirurgia esegue nell'Ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari – ha infatti precisato Luca Gordini - Il percorso scientifico, clinico e chirurgico intrapreso in questi anni di specializzazione è stato fondamentale nell'affrontare ogni difficoltà incontrata nel corso della missione. La mia gratitudine va a Prof. Calò e Prof. Nicolosi che mi hanno sostenuto in questa esperienza e a tutti i colleghi strutturati e specializzandi che hanno contribuito alla mia formazione”.

Si stima che circa 50mila persone muoiano ogni anno in Africa per complicanze legate ad ernie inguinali non trattate. Si tratta spesso di ernie complesse, inguinoscrotali, che interessano prevalentemente i giovani con una età media di 34 anni e agiscono miseramente sulle fragili economie locali, basate prevalentemente sul lavoro agricolo: circa il 64% di chi ne è affetto presenta delle limitazioni nelle attività quotidiane e il 16,3% non è in grado di lavorare.

La carenza di chirurghi nell’area interessata dalla missione incide in maniera significativa sulle drammatiche statistiche mondiali: l’Africa Orientale che conta una popolazione di oltre 320 milioni di abitanti ha a disposizione 1690 chirurghi con una media di un chirurgo ogni 200.000 abitanti, numero che in altre regioni del continente africano può arrivare fino a uno per milione.

Il dott. Luca Gordini
Il dott. Luca Gordini

L’operato dei volontari umanitari, in grado di superare le barriere culturali e linguistiche e fornire un aiuto concreto alla chirurgia, diventa essenziale.
Operation Hernia, charity fondata nel 2005 dal prof. Andrew Kingsnorth e dal dr. Chris Oppong (attuale Chairman) che opera in tutto il mondo ma prevalentemente nell’Africa Sub-Sahariana, è impegnata - grazie al prezioso aiuto di volontari - nel fornire una chirurgia di qualità a pazienti che non sarebbero altrimenti in grado di riceverla, ma anche nella formazione in chirurgia dell’ernia inguinale di chirurghi e personale sanitario locale. 

Per ovviare all’eccessivo costo delle protesi per il trattamento delle ernie comunemente disponibili sul mercato internazionale – costo non sostenibile nelle regioni rurali dell’Africa Sub-Sahariana -  ha introdotto l’utilizzo di semplici zanzariere sterilizzate (le mosquito net) come protesi, rendendo questa opzione a basso costo, ma ugualmente efficace, uno standard nel trattamento dell’ernia inguinale.

Le sfide che si incontrano in questo contesto sono numerose: la costante necessità di un interprete per interagire con i pazienti; la frequente esecuzione di interventi chirurgici, spesso complessi, come unico operatore con la sola collaborazione di uno strumentista locale; l’usuale inadeguatezza degli strumenti a disposizione: da un letto operatorio lontano dai comuni standard a ferri chirurgici talvolta logori e di numero limitato; i ripetuti blackout che costringono a interrompere l’esecuzione dell’intervento chirurgico o a proseguirlo con la sola luce degli smartphone.

In una regione ricca di barriere e difficoltà si riscopre la vera importanza di essere medici: la gratificazione, la riconoscenza, l'arricchimento personale ed emotivo, l'utilità del proprio lavoro, valori perduti o dati per scontati nella routine quotidiana. “Dal punto di vista umano ogni viaggio è una occasione di riflessione, di incontro e di scambio – ha concluso il dott. Gordini - Sono tornato con un bagaglio di sorrisi, di sguardi e di esperienze di vita”.


 

Mosquito net, usata come protesi per il trattamento delle ernie
Mosquito net, usata come protesi per il trattamento delle ernie

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