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Raffiche di luce dalla pulsar al millisecondo

Anche "LA REPUBBLICA" parla della scoperta realizzata con il supporto del team di astrofisici dell'Università di Cagliari guidati da Luciano Burderi: la nuova stella si chiama PSR J1023+0038 ed emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo. FOTO e RASSEGNA STAMPA
27 ottobre 2017
L'immagine stilizzata della nuova pulsar realizzata dagli astrofisici autori della scoperta

Sergio Nuvoli

Cagliari, 26 ottobre 2017 - E’ stata recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista “Nature Astronomy” la scoperta delle pulsazioni ottiche al millisecondo da parte di una Stella di Neutroni in rapidissima rotazione. La firma sull’importante novità è di un gruppo di ricercatori in cui l’Università di Cagliari compare accanto all’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma e all’Università di Palermo.

Nel dettaglio sono coinvolti Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell'articolo (ora all’INAF, ma postdoc dell’Università di Cagliari con la supervisione del prof.  Luciano Burderi del Dipartimento di Fisica dell'Universita' di Cagliari), il prof. Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell’Ateneo cagliaritano, e la prof.ssa Tiziana Di Salvo (Università di Palermo), con cui il team di astrofisici guidato dal docente dell’Università di Cagliari collabora da anni. L'altro primo co-firmatario dell'articolo è Filippo Ambrosino (INAF e La Sapienza).

Per la prima volta al mondo è stata osservata una pulsar al millisecondo, cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X, ma anche nella luce visibile. Mai prima d’ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo. La scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell’Inaf alle Isole Canarie,  equipaggiato per l’occasione con lo strumento Sifap un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della  “Sapienza – Università di Roma”.

“Finora si pensava che queste Stelle di Neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi-X - raggi-Gamma – spiega il professor Burderi - Pertanto la scoperta fatta è davvero importante ed apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti”.

Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall’uomo.
A ogni rotazione della stella, gli elettroni così accelerati producono degli impulsi di radiazione osservabile dalle onde radio ai raggi gamma, consentendoci di conoscerne il periodo di rotazione con precisione elevatissima.

Ci sono pulsar dalle proprietà estreme, che ruotano su se stesse con un periodo di qualche millisecondo e compiono centinaia di rotazioni attorno al proprio asse ogni secondo. Un oggetto che si trovasse sul loro equatore viaggerebbe alla incredibile velocità pari al 10 per cento della velocità della luce.

Tali elevatissime velocità di rotazione sono raggiunte durante una precedente fase evolutiva lunga miliardi di anni, in cui la stella di neutroni strappa materia ad una stella compagna e la costringe a cadere sulla sua superficie attraverso la formazione di un disco di accrescimento.

Solo al termine di questa fase in cui la stella emette brillanti fasci di raggi X, la pulsar si può attivare principalmente come sorgente pulsante di onde radio e raggi gamma. Almeno così si pensava fino a questa scoperta che evidenzia come l'emissione ottica pulsata sia importante in questo tipo di sorgenti.

Luciano Burderi, docente di Astrofisica
Luciano Burderi, docente di Astrofisica

RASSEGNA STAMPA

REPUBBLICA.IT
SCIENZA –  Pulsar al millisecondo scoperta da astrofisici di Cagliari
Lo studio sulle pulsazioni ottiche al millisecondo da parte di una stella di neutroni in rapidissima rotazione firmato dall'Università di Cagliari e Palermo, insieme all'Inaf e pubblicato su Nature Astronomy
Giovedì 26 ottobre 2017

UNA pulsar al millisecondo, una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X ma anche nella luce visibile. È stata osservata per la prima volta anche grazie al supporto degli astrofisici dell'Università di Cagliari. Mai prima d'ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo. La scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell'Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l'occasione con lo strumento Sifap, un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della Sapienza di Roma.
Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall'uomo. La scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Astronomy. La firma sull'importante novità è di un gruppo di ricercatori in cui l'Università di Cagliari compare accanto all'Inaf-Osservatorio Astronomico di Roma e all'Università di Palermo. Coinvolti Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell'articolo (ora all'Inaf, ma postdoc dell'Ateneo cagliaritano), Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell'Università del capoluogo sardo, e Tiziana Di Salvo (Università di Palermo), con cui il team di astrofisici guidato da Burderi collabora da anni.
"Finora si pensava che queste stelle di neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi-X - raggi-Gamma - spiega il professor Burderi - Pertanto la scoperta fatta è davvero importante ed apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti".

REPUBBLICA.IT
REPUBBLICA.IT

LA NUOVA SARDEGNA del 4 novembre 2017
Atlanti – pagina 38
Spazio. Il progetto
NELL’ISOLA SCIENZIATI E STRUMENTI ALL’AVANGUARDIA
UNA RETE DI SATELLITI PER SVELARE NUOVI SEGRETI DELL'UNIVERSO
Network mondiale proposto dall’Università di Cagliari. Onde gravitazionali e pulsar: Sardegna coinvolta nelle ultime scoperte

di Stefano Ambu

Un'isola che guarda in alto. E che svela i segreti delle stelle. Le ultime scoperte internazionali di astrofisica passano per la Sardegna. Ci sono conoscenze, scienziati, strumenti. E condizioni geografiche giuste. E ora c'è un'intuizione per far diventare l'isola un polo di riferimento mondiale: il progetto parte dall'Università di Cagliari per costruire un network di satelliti in orbita intorno alla terra e studiare alcune interessanti sorgenti cosmiche, aprendo un nuovo fronte sulle controparti elettromagnetiche delle onde gravitazionali. «La costruzione di questo network - dice Luciano Burderi, docente di Astrofisica a Cagliari, tra i protagonisti della scoperta delle pulsazioni ottiche al millisecondo da parte di una stella di neutroni in rapidissima rotazione - lancerà l'isola tra le regioni leader della fisica e dell'astronomia spaziale. Il progetto sta nascendo in questi giorni: chiederemo circa 10 milioni di euro al Ministero. E l'Università di Cagliari sarà leader di questa richiesta». Sardegna star delle stelle. Non per caso. C'è la lungimiranza della Regione, spiega il professore. E uno staff che continua a esplorare. E trovare.
La Sardegna è stata protagonista della "cattura" delle onde gravitazionali ed elettromagnetiche con Srt, il Sardinia Radio Telescope di San Basilio, il grande radio telescopio dell'Inaf, Istituto nazionale di astrofisica. L'ultima scoperta è stata recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista "Nature Astronomy". La firma è di un gruppo di ricercatori in cui l'Università di Cagliari compare accanto all'Inaf-Osservatorio Astronomico di Roma e all'Università di Palermo. Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell'articolo, ora all'Inaf a Roma, ha passato tanto tempo (di ricerca) con il professor Burderi.
Tra i protagonisti, insieme al sardo-siciliano Burderi, c'è anche la professoressa Tiziana Di Salvo dell'Università di Palermo. Per la prima volta al mondo è stata osservata una pulsar al millisecondo, cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X, ma anche nella luce visibile.
Mai prima d'ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo.«Non è stata scoperta una stella - specifica Burderi - ma si è scoperto che una delle stelle che emettevano nella banda radio e nella banda X emettono anche in ottico. E che questa emissione pulsava allo stesso ritmo in cui l'emissione pulsava nella banda radio. Capire come questi oggetti emettono significa stare davvero alle frontiere della fisica. Le energie sviluppate sono immense. E le leggi della fisica vengono portate al loro estremo. Possono manifestare deviazioni rispetto al comportamento immaginato dall'uomo. Si possono aprire nuove porte per leggi ancor più fondamentali».
La scoperta è stata fatta grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell'Inaf alle Isole Canarie. «Per questo tipo di ricerca la condizione ideale - spiega Burderi - si trova proprio lì: una montagna alta e isolata come il Teide. Ma per altri tipi di ricerca, come quella sulla banda radio, San Basilio è perfetto: pochissime interferenze elettromagnetiche. Il telescopio è sistemato su una conchetta di un altipiano con le rocce che schermano le pochissime possibili intrusioni».

L'ASTROFISICO LUCIANO BURDERI
«Così studiamo le stelle di neutroni e i buchi neri»

Stelle di neutroni e buchi neri. Ecco il principale oggetto degli studi del professor Luciano Burderi (foto) e dei suoi colleghi di Cagliari. «Un bellissimo gruppo di ricerca di astrofisica degli oggetti compatti - spiega il docente -. Stelle di neutroni e buchi neri sono l'esito della morte finale delle stelle che esauriscono il loro combustibile nucleare. Resta un oggetto molto pesante e molto denso. Le stelle di neutroni hanno una massa una volta e mezzo di quella del sole concentrata però nelle dimensioni grosso modo della città di Cagliari». Se la massa della stella è ancora più grande ecco il buco nero. «Una concentrazione di densità così alta che attorno ad essa di forma una superficie che chiamiamo orizzonte degli eventi: può essere attraversata solo da fuori verso dentro. Nessuna informazione, per proprietà importanti della fisica (la gravità è talmente forte che trattiene la luce all'interno di questa superficie), può arrivare da dentro verso fuori. Sono oggetti davvero stranissimi». (s.a.)

RICERCA E RICADUTE
Guardi in cielo e inventi il wi-fi

Scoperte in cielo. Che hanno riflessi sulla terra. Le rivoluzioni le hanno fatte Copernico e Galilei. Ma «bisogna aiutare e finanziare la ricerca di base - questo l'appello dell'astrofisico Luciano Burderi - non solo per aiutare il progresso del sapere, ma anche perché inevitabilmente ci saranno ricadute economiche». Un esempio, anzi due: «I primi che mi vengono in mente sono internet, un'invenzione di scienziati, il wi-fi, inventato dai radioastronomi. Gli investimenti sulla scienza ripagano sempre». (s.a.)

LA NUOVA SARDEGNA
LA NUOVA SARDEGNA

ANSA.IT
Pulsar a millisecondo,c'è anche Cagliari
Università nello staff protagonista della scoperta
Giovedì 26 ottobre – 13:57

Una pulsar al millisecondo. Cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X ma anche nella luce visibile. È stata osservata per la prima volta anche grazie al supporto degli astrofisici dell'Università di Cagliari. Mai prima d'ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo. La scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell'Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l'occasione con lo strumento Sifap, un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della Sapienza di Roma.
Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall'uomo. La scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista "Nature Astronomy". La firma sull'importante novità è di un gruppo di ricercatori in cui l'Università di Cagliari compare accanto all'Inaf-Osservatorio Astronomico di Roma e all'Università di Palermo. Coinvolti Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell'articolo (ora all'Inaf, ma postdoc dell'Ateneo cagliaritano), il prof. Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell'Università del capoluogo sardo, e la prof.ssa Tiziana Di Salvo (Università di Palermo), con cui il team di astrofisici guidato da Burderi collabora da anni.
"Finora si pensava che queste Stelle di Neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi-X - raggi-Gamma - spiega il professor Burderi - Pertanto la scoperta fatta è davvero importante ed apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti".

ANSA.IT
ANSA.IT

UNIONESARDA.IT
Il contributo sardo alla scoperta degli impulsi delle Pulsar
Giovedì 26 ottobre alle 15:15 - ultimo aggiornamento alle 16:33

C'è un pizzico di Sardegna nella recente scoperta sulle pulsazioni ottiche al millisecondo di una stella di neutroni in rapidissima rotazione, pubblicata recentemente sulla prestigiosa rivista “Nature Astronomy”.
E la firma di un gruppo di ricercatori in cui l’Università di Cagliari appare accanto all’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma e all’Università di Palermo: tra i protagonisti dell'importante scoperta scientifica figurano Alessandro Papitto, postdoc dell’Università di Cagliari ora all’INAF, Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell’ateneo cagliaritano e la professoressa Tiziana Di Salvo dell'Università di Palermo, che con l'ateneo del capoluogo sardo collabora da anni.
Per la prima volta al mondo è stata osservata una Pulsar al millisecondo, cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione che emette impulsi periodici come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X, ma anche nella luce visibile. Psr J1023+0038, questo il nome della Pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo e la scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell’Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l’occasione con lo strumento Sifap, un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica dell'Università La Sapienza di Roma.
"Finora si pensava che queste Stelle di Neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi X - raggi Gamma" – spiega il professor Burderi - "pertanto la scoperta fatta è davvero importante e apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti".
Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici, quando la stella ruota abbastanza velocemente i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle a energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall’uomo.
A ogni rotazione della stella, gli elettroni così accelerati producono degli impulsi di radiazione osservabili dalle onde radio ai raggi gamma, consentendoci di conoscerne il periodo di rotazione con precisione elevatissima.

UNIONESARDA.IT
UNIONESARDA.IT

LANUOVASARDEGNA.IT
Stella ai neutroni, gli atenei di Cagliari e Palermo scoprono i suoi segreti
Per la prima volta è stata osservata una radio pulsar, corpo celeste che ruota velocemente e ha caratteristiche inaspettate
Sabato 28 ottobre 2017

UNA pulsar al millisecondo, una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X ma anche nella luce visibile. È stata osservata per la prima volta anche grazie al supporto degli astrofisici dell'Università di Cagliari. Mai prima d'ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo. Lo spiega Sergio Nuvoli dell'università di Cagliari sul sito dell'ateneo dove si riporta anche una rassegna stampa nazionale con la notizia della scoperta.
La scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Astronomy. La firma sull'importante novità è di un gruppo di ricercatori in cui l'Università di Cagliari compare accanto all'Inaf-Osservatorio Astronomico di Roma e all'Università di Palermo. Coinvolti Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell'articolo (ora all'Inaf, ma postdocente dell'Ateneo cagliaritano), Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell'Università del capoluogo sardo, e Tiziana Di Salvo (Università di Palermo), con cui il team di astrofisici guidato da Burderi collabora da anni. "Finora si pensava che queste stelle di neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi-X - raggi-Gamma - spiega il professor Burderi - Pertanto la scoperta fatta è davvero importante ed apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti".
Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori
a quelle raggiungibili per esempio dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall'uomo. Gli scenari aperti da questa scoperta, insomma, contengono nuovi possibili sviluppi di attività di ricerca avviate negli ultimi decenni.

LANUOVASARDEGNA.IT
LANUOVASARDEGNA.IT

CASTEDDUONLINE.IT
Pulsar, nuova scoperta degli astrofisici dell’Università di Cagliari
E’ stata recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista “Nature Astronomy” la scoperta delle pulsazioni ottiche al millisecondo da parte di una Stella di Neutroni in rapidissima rotazione
Di Redazione Cagliari Online 26 ottobre 2017

E’ stata recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista “Nature Astronomy” la scoperta delle pulsazioni ottiche al millisecondo da parte di una Stella di Neutroni in rapidissima rotazione. La firma sull’importante novità è di un gruppo di ricercatori in cui l’Università di Cagliari compare accanto all’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma e all’Università di Palermo.
Nel dettaglio sono coinvolti: Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell’articolo (ora all’INAF, ma postdoc dell’Università di Cagliari con la supervisione del prof.  Luciano Burderi del Dipartimento di Fisica dell’Universita’ di Cagliari), il prof. Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell’Ateneo cagliaritano, e la prof.ssa Tiziana Di Salvo (Università di Palermo), con cui il team di astrofisici guidato dal docente dell’Università di Cagliari collabora da anni.
Per la prima volta al mondo è stata osservata una pulsar al millisecondo, cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X, ma anche nella luce visibile. Mai prima d’ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo. La scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell’Inaf alle Isole Canarie,  equipaggiato per l’occasione con lo strumento Sifap un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della  “Sapienza – Università di Roma”. “Finora si pensava che queste Stelle di Neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi-X – raggi-Gamma – spiega il professor Burderi – Pertanto la scoperta fatta è davvero importante ed apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti”.
Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall’uomo.
A ogni rotazione della stella, gli elettroni così accelerati producono degli impulsi di radiazione osservabile dalle onde radio ai raggi gamma, consentendoci di conoscerne il periodo di rotazione con precisione elevatissima.
Ci sono pulsar dalle proprietà estreme, che ruotano su se stesse con un periodo di qualche millisecondo e compiono centinaia di rotazioni attorno al proprio asse ogni secondo. Un oggetto che si trovasse sul loro equatore viaggerebbe alla incredibile velocità pari al 10 per cento della velocità della luce.
Tali elevatissime velocità di rotazione sono raggiunte durante una precedente fase evolutiva lunga miliardi di anni, in cui la stella di neutroni strappa materia ad una stella compagna e la costringe a cadere sulla sua superficie attraverso la formazione di un disco di accrescimento.
Solo al termine di questa fase in cui la stella emette brillanti fasci di raggi X, la pulsar si può attivare principalmente come sorgente pulsante di onde radio e raggi gamma. Almeno così si pensava fino a questa scoperta che evidenzia come l’emissione ottica pulsata sia importante in questo tipo di sorgenti.
Ultima modifica: 26 ottobre 2017

CASTEDDUONLINE.IT
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CAGLIARIPAD.IT
Pulsar al millisecondo scovata da astrofisici di Cagliari
Una pulsar al millisecondo
Giovedì 26 ottobre 2017

Una pulsar al millisecondo. Cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X ma anche nella luce visibile.
È stata osservata per la prima volta anche grazie al supporto degli astrofisici dell’Università di Cagliari. Mai prima d’ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo.
La scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell’Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l’occasione con lo strumento Sifap, un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della Sapienza di Roma. Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall’uomo.
La scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista “Nature Astronomy”. La firma sull’importante novità è di un gruppo di ricercatori in cui l’Università di Cagliari compare accanto all’Inaf-Osservatorio Astronomico di Roma e all’Università di Palermo. Coinvolti Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell’articolo (ora all’Inaf, ma postdoc dell’Ateneo cagliaritano), il prof. Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell’Università del capoluogo sardo, e la prof.ssa Tiziana Di Salvo (Università di Palermo), con cui il team di astrofisici guidato da Burderi collabora da anni.
“Finora si pensava che queste Stelle di Neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi-X – raggi-Gamma – spiega il professor Burderi – Pertanto la scoperta fatta è davvero importante ed apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti”.

CAGLIARIPAD.IT
CAGLIARIPAD.IT

SARDINIAPOST.IT
Pulsar al millisecondo scovata dagli astrofisici dell’università di Cagliari
Giovedì 26 ottobre 2017

Una pulsar al millisecondo. Cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X ma anche nella luce visibile. È stata osservata per la prima volta anche grazie al supporto degli astrofisici dell‘Università di Cagliari. Mai prima d’ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo. La scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell’Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l’occasione con lo strumento Sifap, un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della Sapienza di Roma.
Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall’uomo. La scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista “Nature Astronomy”. La firma sull’importante novità è di un gruppo di ricercatori in cui l’Università di Cagliari compare accanto all’Inaf-Osservatorio Astronomico di Roma e all’Università di Palermo. Coinvolti Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell’articolo (ora all’Inaf, ma postdoc dell’Ateneo cagliaritano), il prof. Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell’Università del capoluogo sardo, e la prof.ssa Tiziana Di Salvo (Università di Palermo), con cui il team di astrofisici guidato da Burderi collabora da anni. “Finora si pensava che queste Stelle di Neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi-X – raggi-Gamma – spiega il professor Burderi – Pertanto la scoperta fatta è davvero importante ed apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti”.

SARDINIAPOST.IT
SARDINIAPOST.IT

SARDEGNAOGGI.IT
Scoperta una nuova stella pulsar, le raffiche di luce osservate dagli astrofisici dell'Università di Cagliari.
Raffiche di luce dalla pulsar al millisecondo: una scoperta realizzata con il supporto degli astrofisici dell'Università di Cagliari. La nuova stella si chiama Psr j1023+0038 ed emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo. Emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi x, ma anche nella luce visibile.
Giovedì 26 ottobre 2017

CAGLIARI - E' stata recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista "Nature Astronomy" la scoperta delle pulsazioni ottiche al millisecondo da parte di una Stella di Neutroni in rapidissima rotazione. La firma sull'importante novità è di un gruppo di ricercatori in cui l'Università di Cagliari compare accanto all'Inaf-Osservatorio Astronomico di Roma e all'Università di Palermo.
Nel dettaglio sono coinvolti: Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell'articolo, Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell'Ateneo cagliaritano, e Tiziana Di Salvo (Università di Palermo), con cui il team di astrofisici guidato dal docente dell'Università di Cagliari collabora da anni.
Per la prima volta al mondo è stata osservata una pulsar al millisecondo, cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X, ma anche nella luce visibile. Mai prima d'ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo.
La scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell'Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l'occasione con lo strumento Sifap un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della "Sapienza – Università di Roma". "Finora si pensava che queste Stelle di Neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi-X - raggi-Gamma – spiega il professor Burderi - Pertanto la scoperta fatta è davvero importante ed apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti".
Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall'uomo.
A ogni rotazione della stella, gli elettroni così accelerati producono degli impulsi di radiazione osservabile dalle onde radio ai raggi gamma, consentendoci di conoscerne il periodo di rotazione con precisione elevatissima.
Ci sono pulsar dalle proprietà estreme, che ruotano su se stesse con un periodo di qualche millisecondo e compiono centinaia di rotazioni attorno al proprio asse ogni secondo. Un oggetto che si trovasse sul loro equatore viaggerebbe alla incredibile velocità pari al 10 per cento della velocità della luce.
Tali elevatissime velocità di rotazione sono raggiunte durante una precedente fase evolutiva lunga miliardi di anni, in cui la stella di neutroni strappa materia ad una stella compagna e la costringe a cadere sulla sua superficie attraverso la formazione di un disco di accrescimento.
Solo al termine di questa fase in cui la stella emette brillanti fasci di raggi X, la pulsar si può attivare principalmente come sorgente pulsante di onde radio e raggi gamma. Almeno così si pensava fino a questa scoperta che evidenzia come l'emissione ottica pulsata sia importante in questo tipo di sorgenti.

SARDEGNAOGGI.IT
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TTECNOLOGICO.COM
Raffiche di luce dalla pulsar al millisecondo: una scoperta realizzata con il supporto degli astrofisici dell’Università di Cagliari
Giovedì 26 ottobre 2017

E’ stata recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista “Nature Astronomy” la scoperta delle pulsazioni ottiche al millisecondo da parte di una Stella di Neutroni in rapidissima rotazione. La firma sull’importante novità è di un gruppo di ricercatori in cui l’Università di Cagliari compare accanto all’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma e all’Università di Palermo.
Nel dettaglio sono coinvolti: Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell’articolo (ora all’INAF, ma postdoc dell’Università di Cagliari con la supervisione del prof.  Luciano Burderi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari), il prof. Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell’Ateneo cagliaritano, e la prof.ssa Tiziana Di Salvo (Università di Palermo), con cui il team di astrofisici guidato dal docente dell’Università di Cagliari collabora da anni.
Per la prima volta al mondo è stata osservata una pulsar al millisecondo, cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X, ma anche nella luce visibile. Mai prima d’ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo. La scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell’Inaf alle Isole Canarie,  equipaggiato per l’occasione con lo strumento Sifap un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della  “Sapienza – Università di Roma”. “Finora si pensava che queste Stelle di Neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi-X – raggi-Gamma – spiega il professor Burderi – Pertanto la scoperta fatta è davvero importante ed apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti”.
Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall’uomo.
A ogni rotazione della stella, gli elettroni così accelerati producono degli impulsi di radiazione osservabile dalle onde radio ai raggi gamma, consentendoci di conoscerne il periodo di rotazione con precisione elevatissima.
Ci sono pulsar dalle proprietà estreme, che ruotano su se stesse con un periodo di qualche millisecondo e compiono centinaia di rotazioni attorno al proprio asse ogni secondo. Un oggetto che si trovasse sul loro equatore viaggerebbe alla incredibile velocità pari al 10 per cento della velocità della luce.
Tali elevatissime velocità di rotazione sono raggiunte durante una precedente fase evolutiva lunga miliardi di anni, in cui la stella di neutroni strappa materia ad una stella compagna e la costringe a cadere sulla sua superficie attraverso la formazione di un disco di accrescimento.
Solo al termine di questa fase in cui la stella emette brillanti fasci di raggi X, la pulsar si può attivare principalmente come sorgente pulsante di onde radio e raggi gamma. Almeno così si pensava fino a questa scoperta che evidenzia come l’emissione ottica pulsata sia importante in questo tipo di sorgenti.

TTECNOLOGICO.COM
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ADMAIORAMEDIA.IT
SCIENZA, Scoperta con supporto degli astrofisici dell’Universià’ di Cagliari: raffiche di luce dalla pulsar al millisecondo
Giovedì 26 ottobre 2017

La scoperta delle pulsazioni ottiche al millisecondo da parte di una stella di neutroni in rapidissima rotazione è stata recentemente pubblicata sulla rivista “Nature Astronomy” e la firma sull’importante novità è di un gruppo di ricercatori, dove ha ruolo anche l’Università di Cagliari, accanto all’Inaf-Osservatorio Astronomico di Roma e all’Università di Palermo.
Per la prima volta al mondo è stata osservata una pulsar al millisecondo, cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X, ma anche nella luce visibile. Mai prima d’ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo. La scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell’Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l’occasione con lo strumento Sifap un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica dell’Università Sapienza di Roma.
“Finora si pensava che queste Stelle di Neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi-X – raggi-Gamma – spiega Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell’Ateneo cagliaritano – Pertanto la scoperta fatta è davvero importante ed apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti”. Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall’uomo. A ogni rotazione della stella, gli elettroni così accelerati producono degli impulsi di radiazione osservabile dalle onde radio ai raggi gamma, consentendoci di conoscerne il periodo di rotazione con precisione elevatissima.
Ci sono pulsar dalle proprietà estreme, che ruotano su se stesse con un periodo di qualche millisecondo e compiono centinaia di rotazioni attorno al proprio asse ogni secondo. Un oggetto che si trovasse sul loro equatore viaggerebbe alla incredibile velocità pari al 10 per cento della velocità della luce. Tali elevatissime velocità di rotazione sono raggiunte durante una precedente fase evolutiva lunga miliardi di anni, in cui la stella di neutroni strappa materia ad una stella compagna e la costringe a cadere sulla sua superficie attraverso la formazione di un disco di accrescimento. Solo al termine di questa fase in cui la stella emette brillanti fasci di raggi X, la pulsar si può attivare principalmente come sorgente pulsante di onde radio e raggi gamma. Almeno così si pensava fino a questa scoperta che evidenzia come l’emissione ottica pulsata sia importante in questo tipo di sorgenti. (red)

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PALERMOTODAY.IT
Professoressa palermitana scopre rapidissime raffiche di luce da stella Pulsar
Osservata per la prima volta una pulsar al millisecondo, una stella di neutroni in rapidissima rotazione: nel team di ricercatori c'è anche Tiziana Di Salvo, dell'università di Palermo. Lo studio è stato firmato con l'ateneo di Cagliari, insieme all'Inaf, e pubblicato su Nature Astronomy
Giovedì  26 ottobre 2017 – 18:57

E’ stata recentemente pubblicata su “Nature Astronomy” la scoperta delle pulsazioni ottiche al millisecondo da parte di una Stella di Neutroni in rapidissima rotazione. La firma sull’importante novità è di un gruppo di ricercatori in cui l’Università di Palermo compare insieme all’Università di Cagliari e l’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma. Nel team c'è Tiziana Di Salvo, professoressa associata di Astronomia e Astrofisica presso il Dipartimento di Fisica e Chimica dell’Università degli Studi di Palermo.
Per la prima volta al mondo è stata osservata una pulsar al millisecondo, cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X, ma anche nella luce visibile. Mai prima d’ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo. La scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell’Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l’occasione con lo strumento Sifap un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della “Sapienza – Università di Roma”. “Finora si pensava che queste Stelle di Neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi-X- raggi-Gamma – spiega lo scienziato Luciano Burderi –. Pertanto la scoperta fatta è davvero importante ed apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti”.
Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall’uomo.
A ogni rotazione della stella, gli elettroni così accelerati producono degli impulsi di radiazione osservabile dalle onde radio ai raggi gamma, consentendoci di conoscerne il periodo di rotazione con precisione elevatissima.
Ci sono pulsar dalle proprietà estreme, che ruotano su se stesse con un periodo di qualche millisecondo e compiono centinaia di rotazioni attorno al proprio asse ogni secondo. Un oggetto che si trovasse sul loro equatore viaggerebbe alla incredibile velocità pari al 10 per cento della velocità della luce.
Tali elevatissime velocità di rotazione sono raggiunte durante una precedente fase evolutiva lunga miliardi di anni, in cui la stella di neutroni strappa materia ad una stella compagna e la costringe a cadere sulla sua superficie attraverso la formazione di un disco di accrescimento.
Solo al termine di questa fase in cui la stella emette brillanti fasci di raggi X, la pulsar si può attivare principalmente come sorgente pulsante di onde radio e raggi gamma. Almeno così si pensava fino a questa scoperta che evidenzia come l’emissione ottica pulsata sia importante in questo tipo di sorgenti.

PALERMOTODAY.IT
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METEOWEB.EU
Astrofisica: team dell’Università di Cagliari scopre una pulsar al millisecondo
E' stata osservata per la prima volta una pulsar al millisecondo, una stella di neutroni in rapidissima rotazione
Giovedì 26 ottobre 2017 - 13:39

E’ stata osservata per la prima volta anche grazie al supporto degli astrofisici dell’Università di Cagliari una pulsar al millisecondo, una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici non solo nella banda dei raggi X ma anche nella luce visibile: mai prima d’ora era stato rilevato un comportamento simile in un oggetto celeste di questa categoria.
La scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista “Nature Astronomy“.
Psr J1023+0038 emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo: la scoperta si deve alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo dell’Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l’occasione con lo strumento Sifap, un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della Sapienza di Roma. Coinvolti Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell’articolo, il prof. Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell’Universita’ del capoluogo sardo, e la prof.ssa Tiziana Di Salvo (Universita’ di Palermo).
A cura di Filomena Fotia

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QUOTIDIANODISICILIA.IT
Quando una stella in rapidissima rotazione si comporta come un potente faro cosmico
Pulsazioni ottiche al millisecondo scoperte grazie a uno studio che ha coinvolto l’Inaf e le Università di Cagliari e Palermo
Sabato 28 ottobre 2017

PALERMO - È stata recentemente pubblicata su “Nature Astronomy” la scoperta delle pulsazioni ottiche al millisecondo da parte di una stella di neutroni in rapidissima rotazione. La firma sull’importante novità è di un gruppo di ricercatori in cui l’Università di Cagliari compare accanto all’Inaf-Osservatorio Astronomico di Roma e all’Università di Palermo.
Nel dettaglio, sono coinvolti Alessandro Papitto, primo co-firmatario dell’articolo (ora all’Inaf, ma postdoc dell’Università di Cagliari con la supervisione di Luciano Burderi del dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari), Luciano Burderi, docente di Astrofisica dell’Ateneo cagliaritano, e Tiziana Di Salvo (Università di Palermo), con cui il team di astrofisici guidato dal docente dell’Università di Cagliari collabora da anni.
Per la prima volta al mondo è stata osservata una pulsar al millisecondo, cioè una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico, non solo nella banda dei raggi X, ma anche nella luce visibile. Mai prima d’ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria: Psr J1023+0038, questo il nome della pulsar, emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo.
La scoperta è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio nazionale Galileo dell’Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l’occasione con lo strumento Sifap, un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il dipartimento di Fisica della Sapienza - Università di Roma.

“Finora – ha spiegato Burderi - si pensava che queste stelle di neutroni emettessero luce pulsata esclusivamente nella banda radio e nella finestra raggi X-raggiGamma, pertanto la scoperta fatta è davvero importante e apre prospettive inattese per lo studio di questi affascinanti oggetti”.
Le radio pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i suoi intensissimi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall’uomo. A ogni rotazione della stella, gli elettroni così accelerati producono degli impulsi di radiazione osservabile dalle onde radio ai raggi gamma, consentendoci di conoscerne il periodo di rotazione con precisione elevatissima. Ci sono pulsar dalle proprietà estreme, che ruotano su se stesse con un periodo di qualche millisecondo e compiono centinaia di rotazioni attorno al proprio asse ogni secondo. Un oggetto che si trovasse sul loro equatore viaggerebbe alla incredibile velocità pari al 10 per cento della velocità della luce. Tali elevatissime velocità di rotazione sono raggiunte durante una precedente fase evolutiva lunga miliardi di anni, in cui la stella di neutroni strappa materia a una stella compagna e la costringe a cadere sulla sua superficie attraverso la formazione di un disco di accrescimento. Solo al termine di questa fase in cui la stella emette brillanti fasci di raggi X, la pulsar si può attivare principalmente come sorgente pulsante di onde radio e raggi gamma.
Almeno così si pensava fino a questa importante scoperta, che evidenzia come l’emissione ottica pulsata sia importante in questo tipo di sorgenti.

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CORRIEREDELLECONOMIA.IT
Università di Cagliari: scoperti i segreti della stella ai neutroni
Grazie al supporto degli astrofisici dell'ateneo sardo per la prima volta è stata osservato il corpo celeste ai neutroni
Lunedì 30 ottobre 2017

È stata osservata per la prima volta, anche grazie al supporto degli astrofisici dell’Università di Cagliari, una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, non solo nella banda dei raggi X ma anche nelle luce visibile.
Si tratta di una pulsar al millisecondo che è stata soprannominata Psr J1023+0038 e pubblicata, non appena scoperta, sull’importante rivista astronomica “Nature Astronomy”.
Le radio pulsar sono corpi celesti di neutroni che ruotano velocemente e  che si comportano come dei veri e propri fari cosmici. Tali elevatissime velocità di rotazione sono raggiunte durante una precedente fase evolutiva lunga miliardi di anni, in cui la stella di neutroni strappa materia ad una stella compagna e la costringe a cadere sulla sua superficie attraverso la formazione di un disco di accrescimento.
Solo al termine di questa fase in cui la stella emette brillanti fasci di raggi X, la pulsar si può attivare principalmente come sorgente pulsante di onde radio e raggi gamma. Almeno così si pensava fino a questa scoperta che evidenzia come l’emissione ottica pulsata sia importante in questo tipo di sorgenti.
Secondo  Sergio Nuvoli dell’Università di Cagliari, questa pulsar emette circa 590 impulsi di luce visibile ogni secondo.
Oltre all’Università di Cagliari, anche l’Osservatorio Astronomico di Roma e l’Università di Palermo hanno contribuito in parte a questa nuova scoperta.
Gli scenari possibili dopo questa scoperta aprono prospettive inattese per gli studi e le ricerche decennali di questi corpi celesti.

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