UniCa UniCa News Notizie Da Cagliari a Ventotene per un’Europa unita: libro e spettacoli sui burattini di Ernesto Rossi

Da Cagliari a Ventotene per un’Europa unita: libro e spettacoli sui burattini di Ernesto Rossi

Prende forma il progetto editoriale curato da Palabanda Edizioni insieme all'Università di Cagliari: il 24 ottobre presentazione ufficiale a Ventotene
23 ottobre 2017
Mauro Sarzi

Cagliari, 23 ottobre 2017 - Da Cagliari a Ventotene per diffondere il sentimento europeista tra i giovani. Prende forma il progetto editoriale curato dalla casa editrice cagliaritana Palabanda insieme all’Università di Cagliari, organizzato dalla Fondazione Salvemini Ernesto Rossi e dalla Fondazione famiglia Sarzi di Reggio Emilia. Tra le collaborazioni anche quella dell’Università di Locarno e il prestigioso patrocinio del Ministero dei Beni culturali. Un libro per ragazzi, ma anche uno spettacolo con le lettere scritte da Ernesto Rossi alla madre durante gli anni in prigione che prenderanno vita tra le note delle musiche scritte dal jazzista Paolo Fresu: il progetto verrà presentato martedì 24 ottobre a Ventotene, in una conferenza stampa a cui parteciperanno anche il sindaco Gerardo Santomauro insieme alla onlus Human art “Le mani dei Sarzi”.

Il libro. Un progetto europeo che nasce in Sardegna. Negli scorsi mesi gli studenti dell’Università di Cagliari hanno lavorato alla storia contenuta nel libro per ragazzi che verrà pubblicato nel 2018 dalla casa editrice Palabanda e che racconterà ai bambini la vita di Ernesto Rossi. Il protagonista sarà un burattino, Fagiolino, che rappresenta la figura di una persona onesta e semplice che finisce in prigione per seguire i propri ideali, proprio come Rossi. Alla fine del libro alcune pagine disegnate da Mauro Sarzi, dove verrà spiegato come costruire un burattino, stimolando i bambini ad inventare delle storie a cui dare vita. "Siamo felici che questo lavoro su Ernesto Rossi pensato, progettato e realizzato nella nostra isola, stia incontrando l'entusiasmo e l'approvazione di così tanta gente in Italia e in Europa”, sottolinea la direttrice editoriale di Palabanda, Alberta Zancudi.

Lo spettacolo dei burattini. Si parte la prossima settimana da Ventotene con  una mostra percorso costituita da otto lettere che sono quelle che durante la prigionia Rossi scrisse alla madre Elide e che contengono all’interno dei disegni in cui vengono rappresentate le persone incontrate in carcere. Verranno spiegate all’interno del percorso e le persone ritratte prenderanno vita attraverso il teatro delle ombre. Tra loro c’è Francesco Fancello, suo amico di Dorgali. Ci sarà anche l’utilizzo di burattini originali di Ernesto Rossi che verranno animati durante lo spettacolo. Tra le attività previste a Ventotene anche dei laboratori con i bambini che scriveranno delle storie su Ernesto Rossi e le rappresenteranno in uno spettacolo finale previsto nel finesettimana. “L’obiettivo è far conoscere la storia attraverso la fiaba – dice Mauro Sarzi – E presentare ai giovani e alle scuole il fantastico mondo dei burattini di Rossi,  diffondendo i valori di solidarietà, fratellanza e di un’Europa federale che nasce con il manifesto di Ventotene”.

Chi era Ernesto Rossi. Democratico ribelle, incarcerato dal fascismo negli anni ’30 e confinato politico nell’isola di Ventotene, fu coautore nel 1941, con Eugenio Colorni e Altiero Spinelli, del Manifesto di Ventotene, il substrato della futura Unione Europea. Fu nel 1915 che scoprì a Bologna il mondo dei burattini e, aiutato da un burattinaio emiliano e da sua madre Elide, costruì una dozzina di burattini e un teatrino, riscoperti poi in un antico negozio di giocattoli di Firenze nel 1917 dallo storico politico Calamandrei che, rendendosi conto della preziosità degli oggetti, li acquistò e restituì alla famiglia. Una passione che compare anche nelle sue lettere inviate alla madre dal carcere e dal confino, che Rossi concludeva con un burattino disegnato accanto alla sua firma.

Il prof. Storari con Rosella Onnis (Unicef) e Mauro Sarzi in una recente iniziativa del progetto
Il prof. Storari con Rosella Onnis (Unicef) e Mauro Sarzi in una recente iniziativa del progetto

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