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Lauree facili (e inutili) sul web

Su Internet si trova proprio di tutto. Perfino lauree "ad pecuniam", con falsi attestati di vere università e veri attestati di falsi atenei
08 gennaio 2007

R A S S E G N A   W E B

Si sapeva già, su Internet si trova proprio di tutto. Perfino lauree "ad pecuniam", con falsi attestati di vere università e veri attestati di falsi atenei. Sull'argomento proponiamo qui di seguito la lettura degli articoli pubblicati su siti Il Giornale.it (firmato da Paolo Bracalini) e Primadanoi.it
 
 


Il Giornale
Lauree truffa, con 40 euro sei dottore 
 
Anni fa la carriera del finto laureato si svolgeva prevalentemente in Svizzera. Oggi, grazie a internet e alle carte di credito, non c’è più nemmeno bisogno di comprare il bollo delle autostrade elvetiche per andare a ritirare la pergamena col nastrino, e diventare dottore da un giorno all’altro. Basta cliccare su Google e scegliere tra le decine di risultati quello con il prezzo migliore. O, se proprio si è in vena di cultura, è sufficiente iscriversi agli atenei di San Marino, pagare qualche migliaio di euro e presentare una tesina via e-mail. Così fanno molti italiani, soprattutto vip che, poco attratti dalle sudate carte, non vogliono tuttavia rinunciare all’ebbrezza del titolo, fosse solo per sentirsi chiamare così dal barista.
Nel sito www.instantdegrees.com , si trova qualsiasi soluzione per coloro che hanno bisogno di una «laurea» istantanea. Per 110 dollari si può scegliere il tipo di laurea, l’argomento della tesi e la sessione in cui ci si è laureati. «Tutto senza alcun impegno di studio» dice con un certo orgoglio il claim pubblicitario del sito. La lode e le spese postali sono incluse nel prezzo. Ovviamente, il foglio di carta che arriva via posta vale meno di zero. Ma a qualcuno basta: «Da quando posso mettere Dr. invece che Mr davanti al mio nome sul passaporto - dice Andrew K, testimonial del sito -, mi accorgo che tutti mi trattano più cortesemente».
Altre «universities» sono più severe. Sì, ma solo con le tariffe. La Berkley University per esempio, che rispetto alla vera Berkeley University non ha soltanto una «e» in meno, fa pagare 2.550 dollari per una laurea, 3mila per un dottorato, e circa 5mila per un master. Senza obbligo di frequenza, perché l’Università è virtuale, come del resto il titolo che non ha nessun valore legale né in Usa né in Italia. Stessa carriera alla Walden University o alla Rochville University, dove l’unica prova da superare è il modulo d’ordine per l’acquisto del diploma.
Su bestkakedicpolma.com invece si comprano direttamente finti certificati di laurea di vere università, un bel dottorato in Lettere antiche all’Università del Maryland, una laurea a Princeton, oppure anche una alla Bocconi o alla Luiss, ma con una maggiorazione del 50 per cento per via dell’italiano. «Le nostre lauree sembrano vere in tutto e per tutto. Nessuno penserà che non avete mai messo piede in un college». Tutto per meno di 300 euro.
Altri finti atenei non aspettano nemmeno di essere cercati, ma arrivano direttamente attraverso la casella e-mail. «Una vera laurea in due settimane. Niente studio. Certificata al 100 per cento», è il messaggio di una e-mail che sta facendo il giro d’Italia. Il segreto starebbe in «una scappatoia legale che consente ad alcune Università di conferire diplomi e lauree a propria discrezione». Una laurea ad pecuniam, insomma. «Chiama questo numero. Mi ringrazierai dopo...», dice la pubblicità della laurea istantanea.
Poi ci sono le simil-lauree, che agli studenti chiedono lo sforzo minimo di mandare tesine e sostenere un esame finale. Così per esempio l’European Institute of Technology, già Clayton University, con sede a San Marino, già nota per aver concesso l’alloro ad Anna Falchi (in Lettere) e a Stefano Ricucci (dottore in Economia, sa va sans dire). Le lauree di questo tipo non hanno nulla a che vedere con quelle delle regolari università italiane, «il nostro compito è attuare la formazione e riqualificazione degli adulti a livello universitario, ma non rilasciamo lauree», spiega lo statuto dell’ateneo. Con i certificati rilasciati da loro si può accedere a corsi post laurea di alcune università statali europee (non italiane), e questo li distinguerebbe dalle «sedicenti università registrate come associazioni culturali col nome di “University” o titoli simili, le quali, pur nel pieno diritto di fare cultura, non possono rilasciare titoli né certificati con votazione».
Tuttavia il corso di studi è piuttosto singolare. Alle matricole vengono riconosciuti crediti in base alle esperienze «professionali», e già questo accorcia il cammino verso il traguardo. Poi gli esami vengono sostenuti anche via e-mail, con lavori scritti magari con un contatto telefonico per approfondire gli argomenti. Il tema dell’esame lo sceglie l’allievo, tra gli argomenti trattati nei testi. Le uniche presenze obbligatorie sono quelle dell’esame finale con la presentazione e discussione della tesi.
Per chi ha fretta però c’è qualcosa di ancora più rapido. Il sito www.blackmarket-press.com invece fornisce un «kit fai da te» per costruirsi da soli il proprio certificato: carta speciale, ologramma, stemma in tela, ceralacca e un cd-rom con template, font e loghi a 40 euro, anche se alcuni kit possono arrivare al costo di mille euro.
Semplice? Sì, ma attenzione. I dott. per corrispondenza non incappano in sanzioni penali finché tengono il titolo (finto) nel cassetto di casa. Ma chi lo utilizza per esercitare una professione o nei concorsi di Stato rischia pene da sei mesi a tre anni di carcere, oltre a una multa fino a € 1500.
Paolo Bracalini 
 

 



Prima da noi .it 

Undici gli atenei on line in Italia, ovvero le università telematiche dove non serve andare in facoltà per seguire le lezioni. E recentemente si è scoperto che dietro una di queste, come ha riportato un articolo del Corriere della Sera, si nascondeva il Cepu.

L’università è virtuale, la preparazione pure

Si può fare tutto via internet, si scaricano le lezioni registrate dei docenti e le esercitazioni da fare, si partecipa ai forum didattici e si può chattare con i professori.
Un giro d’affari milionario per i piccoli atenei che non hanno bisogno di sedi grandi per accogliere tutti gli iscritti. Servono solo un po’ di professori part-time, uno staff che abbia dimestichezza con Internet e l’Università è bella e pronta. Ma spesso oltre all’università ad essere virtuale è anche la preparazione degli studenti.
Anche in Abruzzo è presente, e si sa, uno degli 11 atenei telematici, (la Leonardo Da Vinci), che come ha scritto il 31 dicembre il Corriere della Sera avrebbe «zero docenti di ruolo (per la banca dati), tre facoltà (Scienze dei Beni culturali, Scienze della Formazione e Scienze manageriali) e un legame strettissimo con l’Università Gabriele “D’Annunzio" di Chieti-Pescara (nota anche per un gran numero di speedy-lauree) il cui patriarca indiscusso è Franco Cuccurullo, ex-presidente del Comitato etico nazionale nominato da Rosy Bindi per esaminare il protocollo Di Bella, presidente del Comitato di indirizzo di valutazione sulla ricerca e futuro presidente dell’Istituto Superiore di Sanità».
Insomma una università senza docenti propri ma presi in prestito dalla “collega pubblica” tanto per arrotondare lo stipendio malandato dei professori.
Forse è la soluzione ideale per pigri e timidi, iscriversi all’università e dare gli esami stando comodamente seduti in poltrona e seguire le lezioni senza essere guardati con disappunto se scappa uno sbadiglio.
Ma in queste ultime settimane il ministro dell’istruzione vorrebbe vederci chiaro. «Il miele che attira le api», scrive il Corriere, «quelle buone e quelle meno buone», è la possibilità di rastrellare una quantità mai vista prima di «aspiranti dottori».
Merito di quella riformetta che permette un po’ a tutti di «mettere a frutto il proprio lavoro». Facendosi riconoscere, sulla base dell’esperienza accumulata come ragionieri o guardie forestali, giornalisti o vigili del fuoco, impiegati catastali o brigadieri dei carabinieri, una gran quantità di crediti formativi universitari (fino a 140, prima che Mussi imponesse un tetto massimo di 60 su 180) così da poter puntare a una laurea con pochi esami».
I costi per gli studenti (al netto di collegamento ad internet) sono molto vicini a quelle delle università tradizionali: si va da un minimo di 800 euro ad un massimo di 2000 euro l’anno, ma non si devono sostenere spese come affitto e trasporto.
Chi sceglie di studiare via web ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni, e si tratta soprattutto di ex studenti che non sono riusciti ad ottenere una laurea, con qualche presenza di alcuni "dottori", che aspirano ad un secondo titolo.
In tutto il mondo invece sono oltre 400 le università che permettono agli studenti di conseguire la laurea a distanza potendo scegliere università prestigiose, da Harvard ad Oxford. Ma in mezzo a prestigiose università e docenti di fama internazionale, molto spesso si corre il rischio di imbattersi in delle vere e proprie truffe. Su Internet, infatti, sono decine i siti (soprattutto stranieri) che propongono lauree a distanza a prezzi stracciati. Titoli dai nomi e dall’aspetto del tutto simili a quelli di casa nostra, ma che in realtà nascondono un particolare da non trascurare: il più delle volte si tratta di lauree rilasciate da università straniere, e che non hanno valore legale nel nostro Paese.

 

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