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Formazione in medicina

Livia Turco annuncia un tavolo di lavoro tra il ministero della Salute e quello dell’Università e Ricerca con l’obiettivo di creare maggiori collegamenti e sinergie tra il mondo universitario e il sistema sanitario nazionale, a partire dalla formazione
27 novembre 2006
R A S S E G N A   W E B 
del 27 novembre 2006

Livia Turco annuncia un tavolo di lavoro tra il ministero della Salute e quello dell'Università e Ricerca con l’obiettivo di creare maggiori collegamenti e sinergie tra il mondo universitario e il sistema sanitario nazionale, a partire dalla formazione
 
  
27 novembre 2006. La Conferenza nazionale sulla formazione in medicina promossa dalla Fnomceo ha raggiunto il suo scopo: presentare alle istituzioni le proposte o per una visione organica del percorso formativo in sanità, a partire dall’accesso al corso di laurea, passando per la formazione pre-laurea e specialistica, fino all’esame di Stato e formazione continua-Ecm. E il ministro Turco ha annunciato la nascita di un tavolo di lavoro tra il ministero della Salute e quello dell’Università affinché il mondo universitario e il Ssn lavorino davvero in sinergia. “La nostra professione si basa su due capisaldi: il saper essere e il sapere fare. Ne consegue che il percorso formativo e il curriculum di un buon medico e di un buon odontoiatra devono essere basati sulle due stesse caratteristiche: essere e fare”. Su queste parole del presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco, è ruotata la Conferenza nazionale sulla Formazione in medicina, che ha richiamato alla residenza della Ripetta a Roma una gran parte del mondo della sanità italiana.
Al tavolo dei relatori si sono alternati il ministro Livia Turco ed Eolo Parodi, il neo-presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Cuccurullo, il sottosegretario alla Salute Serafino Zucchelli e Luigi Frati, presidente dei Presidi delle Facoltà di Medicina, tutti a concentrare la loro riflessione sull'impossibilità di rimandare la riorganizzazione - concettuale, istituzionale e poi operativa - dei complessi universi formativi dei professionisti della salute. “Sarebbe ora di iniziare quel dialogo che sino ad ora potremmo definire dialogo tra sordi, vale a dire il dialogo tra ministero della Salute e ministero dell'Università”, è stata una delle sottolineature di Eolo Parodi. “Saluto con soddisfazione la proposta della Federazione - ha commentato Cuccurullo - e ritengo importante che proprio dal mondo dei medici venga il primo positivo scrollone ad una situazione che rischiava di rimanere bloccata nel suo status quo”.
Alla Conferenza è intervenuta anche Livia Turco che nel suo discorso ha toccato sia la tematica ECM che il tema dell'effettiva stagione del dialogo Stato-Regioni. Ma in un punto la Turco ha approfondito proprio la proposta Fnomceo: “Ho letto con attenzione quanto da voi suggerito per far si che gli Ordini possano realmente ed efficacemente svolgere il proprio mandato istituzionale anche in questo campo. E mi riferisco alla rilevazione dei bisogni formativi, alla valutazione delle attività di formazione, alla conservazione dell'albo dei providers, alla registrazione e certificazione dei crediti acquisiti dai professionisti; fino alla volontà di assumere dirette responsabilità di providers e alla predisposizione di rapporti annuali di indirizzo. Su tutti questi temi, per quanto mi riguarda, il confronto è aperto e ritengo che possa condurre a positive conclusioni”.
Turco ha inoltre aggiunto che “stiamo istituendo con il ministero dell'Università un tavolo di lavoro perchè il rapporto tra università e Ssn è uno dei più grandi cambiamenti che dobbiamo realizzare. È un tavolo - ha spiegato - che ha come obiettivi il confronto per avere una formazione che sia adeguata alla vita di oggi, per mettere al passo il sistema universitario con l'Europa e anche per rendere più moderno il sistema sanitario”. In particolare, ha sottolineato il ministro, “ci sono due aspetti che mi stanno molto a cuore: il ruolo della medicina generale nell'ambito della formazione degli studenti e il sistema delle specializzazioni, che saranno appunto temi del tavolo”.
La conferenza si è chiusa con i reciproci impegni affinché la proposta abbia gambe e fiato lungo per ottenere non solo consensi, ma anche effettivo cammino nelle sedi istituzionali di riferimento. Per evitare, come ha ricordato Amedeo Bianco, “l'errore del servizio sanitario inglese, che per difetto di programmazione sanitaria e formativa si trova oggi a importare medici e infermieri da tutti i Paesi d'Europa”.
 
 
È ai nastri di partenza un tavolo di lavoro tra il ministero della Salute e quello dell'Università e Ricerca, con l'obiettivo di “stringere” i collegamenti tra il mondo universitario e il Sistema sanitario nazionale, a partire dalla formazione dei futuri professionisti della medicina. Lo ha annunciato il ministro della salute Livia Turco, intervenendo oggi ad un convegno su formazione e professione medica promosso dalla Federazione degli ordini dei medici (Fnom).
«Stiamo istituendo con il ministero dell'Università un tavolo di lavoro - ha detto il ministro - perchè il rapporto tra università e Ssn è uno dei più grandi cambiamenti che dobbiamo realizzare. È un tavolo - ha spiegato - che ha come obiettivi il confronto per avere una formazione che sia adeguata alla vita di oggi, per mettere al passo il sistema universitario con l'Europa e anche per rendere più moderno il sistema sanitario». In particolare, ha sottolineato il ministro, «ci sono due aspetti che mi stanno molto a cuore: il ruolo della medicina generale nell'ambito della formazione degli studenti e il sistema delle specializzazioni, che saranno appunto temi del tavolo».
Turco ha quindi ricordato come con il decreto 517 del 1999 si sia avviato un percorso innovativo nei rapporti tra Ssn e Università, «volto ad assicurare che la formazione del personale sanitario abbia connotazioni fortemente professionalizzanti. Ma tutto questo - ha aggiunto - è poi rimasta lettera morta e le resistenze dell'Università alla riforma sono iniziate il giorno dopo la sua promulgazione».
A questo punto, «di fronte alla gravità dei problemi esistenti - ha rilevato Turco - si impone l'apertura di un tavolo di confronto tra i due ministeri, esteso anche alle regioni. Su queste basi - ha concluso - ho scritto al ministro Mussi e su queste basi si avvierà il confronto su questi temi». 

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