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Camerino: 1000 euro per le borse di dottorato. Conferenza stampa enti di ricerca Mur: ricerca pubblica in ginocchio per i tagli indiscriminati
20 novembre 2006
BUR - Bollettino Università & Ricerca
”L’e-journal professionale per il mondo accademico e della ricerca”
 
Camerino: 1000 euro per le borse di dottorato.
Conferenza stampa enti di ricerca Mur: ricerca pubblica in ginocchio per i tagli indiscriminati
  
 
BUR.IT 14.11.06
Da 800 a 1000 euro netti al mese: a Camerino si può
 
L’ADI plaude all’iniziativa dell’Università di Camerino che innalzerà gradualmente l’importo delle borse di dottorato fino a 1000 Euro netti al mese. L’ADI è lieta di rilevare come in data 28 settembre u.s. l’Università di Camerino abbia deliberato un graduale aumento delle borse di dottorato fino ad arrivare a 1000 euro netti al mese nel 2009. 
In particolare, il Consiglio di Amministrazione di Camerino ha stabilito il seguente calendario: dal 1° gennaio 2007 le borse di dottorato saranno di 900 euro al mese, dal 1° gennaio 2008 di 950 e dal 1° gennaio 2009 di 1000 euro al mese (importi netti). Dal 1° gennaio 2010, inoltre, l’importo della borsa di dottorato verrà rivalutato con adeguamenti automatici agganciati a quelli dei docenti.
L’ADI ha lanciato da alcuni mesi una raccolta di firme per l’innalzamento dell’importo delle borse di Dottorato, cui hanno già aderito diverse migliaia di persone. Quella di Camerino è la prima università che dà concretamente seguito alla proposta. “È una misura davvero innovativa nel panorama italiano, in cui si parla molto di incentivazione all’avviamento alla ricerca dei giovani, ma quasi sempre a vuoto” – commenta Alessandro Fraleoni Morgera, Presidente ADI – “L’Associazione esprime quindi la  soddisfazione dei dottorandi dell’Ateneo di Camerino e di tutta Italia per questo importante segnale di attenzione nei confronti di una categoria di professionisti della ricerca che, a oggi, si ritrova a svolgere un lavoro prezioso per la collettività ma largamente ed ingiustamente sottovalutato, anche dal punto di vista retributivo.
Riteniamo che con questa decisione Camerino si ponga all’avanguardia nel panorama degli atenei italiani, dimostrando con i fatti di saper cogliere in anticipo le conseguenze del processo di integrazione europea dei sistemi formativi”. Augusto Palombini, Segretario ADI, aggiunge: “Oltre a rinnovare il nostro plauso all’iniziativa dell’innalzamento della borsa di dottorato, sottolineiamo con grande soddisfazione una delle rarissime iniziative, in Italia, volte non solo a sanare una situazione emergenziale, ma a programmare a lungo termine una retribuzione adeguata per una categoria di ricercatori essenziale per il Paese. Questo provvedimento incontra quindi il favore dell’ADI, ma anche di tutti coloro che auspicano un miglior funzionamento del sistema ricerca italiano”.
  
  

BUR.IT 13.11.06
La Ricerca pubblica messa in ginocchio dai tagli indiscriminati
 
Si è tenuta oggi, nella sede romana dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Infn, una conferenza stampa in cui i vertici dei principali Enti di Ricerca vigilati dal Mur hanno illustrato la crisi in cui versa la Ricerca italiana, e le gravi conseguenze che potrebbero derivare dai nuovi provvedimenti economici proposti dal Governo. 
All’incontro erano presenti, tra gli altri, i presidenti dell’Istituto Nazionale diFisica Nucleare, Roberto Petronzio, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Fabio Pistella, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Piero Benvenuti, e i premi Nobel italiani Carlo Rubbia e Rita Levi Montalcini.
Di seguito i punti cruciali emersi dall’incontro con la stampa.
- La legge finanziaria, all’art. 53, con il taglio del 12,7 % dei trasferimenti agli Enti –che si somma alla riduzione del 20% della spesa intermedia stabilita con il ‘decreto Bersani’ pochi mesi fa –finisce per influire fino al 60% sulle spese per laboratori, altre infrastrutture di Ricerca, sul numero dei ricercatori non stabilizzati. Questa incidenza così alta è dovuta al fatto che, ovviamente, sono incomprimibili le spese per gli stipendi del personale di ruolo e quelle derivanti da impegni internazionali; Peraltro a questi livelli di taglio anche queste spese, importanti anche per l’immagine del Paese all’estero, potrebbero in alcuni casi essere messe a rischio.
- La Ricerca italiana, dopo anni di ristrettezze che hanno visto una generalizzata e amplissima riduzione dei finanziamenti diretti al netto dell’inflazione, rischia ora di trovarsi nell’impossibilità di gestire le attività di ricerca in molti laboratori e quindi di dover realmente fermare una buona parte delle sue infrastrutture.
- Il vantaggio finanziario derivante dalla manovra operata sugli Enti di Ricerca pubblici è peraltro ridotto, se rapportato al respiro complessivo: si parla infatti di tagli che valgono tra i 200 e i 300 milioni di euro, a fronte di una manovra che si aggira attorno ai 40.000 milioni di euro.
- Con questo taglio è l’insieme del sistema Ricerca, già sofferente, che va in crisi, facendo perdere competitività al paese, lasciando campo libero alle aziende ad alta tecnologia straniere nei progetti internazionali e dando l’immagine in Europa di un Paese che rinuncia alla Scienza.
- In particolare, la ricerca italiana rischia di essere totalmente emarginata dalle iniziative previste dal VII Programma quadro Ue. Un danno che si protrarrebbe irreversibilmente per i prossimi sette anni. “La Scienza è come un albero, una volta tagliato ci vogliono vent’anni per farne crescere un altro” ha osservato il premio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia, intervenuto alla conferenza stampa in collegamento dal Cern di Ginevra.
- La Ricerca non deve e non può essere un capitolo di spesa su cui risparmiare, perché è il motore dello sviluppo, come afferma del resto lo stesso governo e come è diffusa percezione da parte del Paese. I ricercatori poi non sono dei semplici attrezzi da utilizzare o riporre, specie per un paese che, come ha detto la prof.ssa e senatrice Rita Levi Montalcini, “non dispone di materie prime ma ha dalla sua un grande capitale umano”. La Professoressa Montalcini, senatore a vita, ha peraltro annunciato il proprio voto contrario alla Finanziaria nel caso in cui non vengano apportate le opportune modifiche,
- La “compensazione” agli Enti per i tagli subiti non può essere poi trovata nei finanziamenti sui fondi per i progetti di ricerca, perché questi rischiano di essere disponibili troppo tardi rispetto alle stringenti necessità di funzionamento delle strutture esistenti e agli impegni internazionali già sottoscritti. Questo comunicato è stato steso in accordo tra Agenzia Spaziale Italiana, Asi, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Cnr, Istituto Nazionale di Astrofisica, Inaf, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Infn.
 

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