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Università: 200 milioni di euro in meno

Sul sito della CRUI le note del presidente della Conferenza dei Rettori Guido Trombetti e del ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi
28 luglio 2006

Qui di seguito le note del presidente della Conferenza dei Rettori Guido Trombetti e del ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, pubblicate sul sito Internet della CRUI .
 

Università: 200 milioni in meno
nota del Presidente della Conferenza dei Rettori, Guido Trombetti

Difficile immaginare un inizio peggiore della politica del Governo Prodi verso l’Università e gli Enti di ricerca.
Evidentemente a nulla è valso l’impegno del ministro Mussi; contano i fatti: e i fatti sono quanto mai eloquenti. Si dice, e ormai sono in molti a riconoscerlo (pensavamo, a dire il vero, che tra loro ci fosse anche il presidente del Consiglio), che il sistema universitario italiano è vicino allo stremo, sicuramente bisognoso di risorse aggiuntive, e sia pure da trovare tenendo conto del difficile quadro complessivo.
Succede invece che il maxiemendamento governativo al decreto-legge cosiddetto Bersani-Visco mantenga le Università e gli enti di ricerca tra i soggetti obbligati alla riduzione forzosa delle spese intermedie (per capire: affitti, canoni, servizi: tutti oneri derivanti da contratti e impegni spesso pluriennali non contraibili). Una riduzione insostenibile per chi ha subito in questi anni contrazioni drastiche di risorse. Le conseguenze del nuovo taglio, misurabili in non meno di duecento milioni di euro dall’anno prossimo, avranno conseguenze devastanti sulla qualità della didattica e della ricerca. Esse colpiscono quindi ricercatori e studenti in modo intollerabile Altro che risorse aggiuntive: il messaggio è chiarissimo. E ha a dir poco, un sapore di beffa e di provocazione (anche, temiamo, nei confronti del ministro Mussi), che il maxiemendamento consti in decine di pagine che accolgono qui e lì esigenze corporative. Forse semplicemente l’idea vera che si ha del destino del nostro paese è di farne un parco giochi - per carità, protetto - del mondo avanzato ed emergente.
Davvero, per chiunque nel Governo se ne sia assunta la responsabilità, una mossa felice e incoraggiante..... Un dovere per noi informare i giovani e le famiglie che il sistema universitario italiano non sarà in grado di reggere ancora a lungo


Università e ricerca. Mussi, "togliere soldi alle università è un grave errore”
Siamo pronti a stringere la cinghia nel 2006 ma non in Finanziaria 2007

nota del Ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi

“Il presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Guido Trombetti, il rettore dell’Università Roma Tre, Guido Fabiani, e le decine di rettori e direttori di Enti pubblici di ricerca che mi hanno chiamato protestando con dignità hanno ragione: il taglio del 10% delle spese di gestione degli Atenei e degli Enti pubblici di ricerca previsto dalla “manovrina” è un errore”.
Lo dichiara il Ministro dell’Università e della Ricerca, on. Fabio Mussi.
“A parte la bizzarria dell’esclusione dal taglio – continua Mussi - di scuole, Istituto superiore di Sanità, Istituto Zooprofilattico, Enti parco e chi più ne ha più ne metta, ma non di Università e Ricerca, la cosa è sbagliata in sé: ho tentato, inutilmente, di farlo capire in Consiglio dei Ministri”.
“E’ una decisione – spiega il Ministro - che contrasta con il Programma dell’Unione, le dichiarazioni programmatiche di Prodi alle Camere, il Programma del mio Ministero presentato in Parlamento, il Dpef che recita: ‘Una ripresa duratura della crescita e un graduale innalzamento del tasso di crecita potenziale dell’economia postulano che la produttività totale dei fattori esca dalla lunga stasi degli ultimi anni. Ciò a sua volta implica più investimenti, più innovazione, più ricerca e sviluppo, come previsto dalla Strategia di Lisbona’.”
“Ora - aggiunge Mussi - per il 2006, me la sento di chiedere uno sforzo eccezionale alla Comunità scientifica (che già è stata vittima di ripetuti tagli con il governo di centrodestra), per contribuire al risanamento delle finanze pubbliche: stringiamo la cinghia e guardiamo avanti. Ma è del tutto evidente che la legge finanziaria per il 2007 deve correggere l’errore. Nessuno si aspetta miracoli e abbondanza ma se l’Italia, di fronte alla tendenza esplosiva globale, della spesa in ricerca e formazione superiore, annuncia provvedimenti di definanziamento, il mondo ride e noi piangiamo”.
“Lo si potrebbe fare – conclude - ma si tratterebbe di un’altra politica. Nel qual caso ci vorrà un altro Ministro”.



www.crui.it

 

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