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Medicina, in ateneo brilla la chirurgia ginecologica mini invasiva

Il tema è stato al centro del nono meeting annuale Sicmig. “Meno dolore post operatorio, tempi di recupero più brevi e piccole cicatrici” ha rimarcato Stefano Angioni. Un altro importante riconoscimento per la scuola di Cagliari
11 ottobre 2019
Monserrato. Seduta operatoria in clinica ginecologica (archivio unica-Aou Cagliari)

Innovazione tecnologica, competenze maturate sul campo, accreditamento internazionale

Mario Frongia

Consesso di alto profilo con al centro le recenti innovazioni nel campo della chirurgia mini invasiva ginecologica. Il check sul comparto è stato affidato a Stefano Angioni. Lo specialista e docente nella facoltà di Medicina dell’Università di Cagliari, ha presieduto con Massimo Luerti il nono congresso nazionale della Scuola italiana di chirurgia mininvasiva Ginecologica (Sicmig) tenutosi in città lo scorso settembre. Il professor Angioni ha avuto il prestigioso incarico di organizzare l’evento dopo aver svolto il ruolo di responsabile scientifico Sicmig. Ma l’evento ha avuto pieno riscontro anche per il valore clinico, sanitario e la ricerca conquistato e rivestito dalla Clinica ginecologica dell’Aou diretta da al Policlinico universitario "Duilio Casula" da Anna Maria Paoletti. Ai lavori hanno preso parte anche Francesco Marongiu (pro rettore attività sanitarie), Gabriele Finco (presidente facoltà Medicina) e Piergiorgio Calò (direttore dipartimento Scienze chirurgiche). 
 

Cagliari. L'intervento di Piergiorgio Calò al convegno della Sicmig
Cagliari. L'intervento di Piergiorgio Calò al convegno della Sicmig

La rivoluzione in sala operatoria passa anche dalla riduzione di tempi di degenza e riabilitazione

Ogni anno in Italia vengono eseguite circa 70mila isterectomie, interventi chirurgici per la rimozione dell’utero in seguito a malattie benigne (come fibromi e prolassi) e maligne (come i tumori). Un dato che, sommato ai numeri di operazioni come la rimozione di cisti e tumori ovarici o “semplici” indagini diagnostiche, fa della chirurgia ginecologica uno dei campi principali di intervento chirurgico nel nostro Paese, e non solo. “Facile comprendere quanto siano importanti in questo campo le innovazioni chirurgiche e tecnologiche, dalla mini-laparoscopia e la laparoscopia a singolo accesso alla robotica. Sempre con il fine ultimo di portare vantaggi alle pazienti, riducendo complicazioni, tempi di degenza e dolore. Oggi - ha spiegato Stefano Angioni - le principali patologie ginecologiche possono essere trattate con un impatto operatorio minimo rispetto alla chirurgia tradizionale con grande vantaggio per le donne soprattutto in merito al recupero delle funzionalità quotidiane”

 

Stefano Angioni. Il docente ha eseguito una laparoscopia a singolo accesso in collegamento dalle sale operatorie del complesso di Monserrato
Stefano Angioni. Il docente ha eseguito una laparoscopia a singolo accesso in collegamento dalle sale operatorie del complesso di Monserrato

Confronto aperto su approcci chirurgici, nuove metodiche e applicazioni laser

Durante l’evento, relatori di primo livello nel panorama nazionale provenienti dai principali centri italiani hanno presentato gli approcci chirurgici più innovativi ed efficaci. Luigi Nappi, direttore della Clinica ginecologica di Foggia ha indicato le nuove applicazioni della chirurgia laser, mentre Michele Peiretti (Aou Cagliari) ha rimarcato l’importanza della valutazione del linfonodo sentinella per ridurre l’invasività della chirurgia nel carcinoma dell’endometrio. Le Università di Milano, Sassari, Foggia, Bari, Genova, Padova, Napoli, Siena, Bologna e Torino hanno partecipato con relazioni e discussioni sulle loro esperienze e ricerche in tema di chirurgia ginecologica. Oltre alle sessioni plenarie di grande impatto e incisività, ci sono stati i collegamenti in live surgery dalle sale operatorie del Policlinico universitario di Monserrato, dove è stato mostrato un panorama il più possibile completo delle tecniche chirurgiche più avanzate. Tra gli interventi più apprezzati, la laparoscopia a singolo accesso, che ha avuto nella Clinica ginecologica di Cagliari lo sviluppo e la validazione scientifica, eseguito dal professor Angioni. “L’evento ha riscosso molto interesse, vista l’affluenza di ginecologi da tutta la Sardegna e da molte regioni italiane, ed è stato patrocinato da Regione, Comune di Cagliari, Università, Aou e Ordine dei medici e delle ostetriche di Cagliari”. Dagli specialisti sono giunti i complimenti agli organizzatori. Infine, sono stati di notevole interesse per medici e ostetriche i corsi teorico-pratici post congressuali dedicati alla prevenzione e trattamento delle lacerazioni in sala parto e delle emergenze ostetriche ed alla prevenzione dei difetti del pavimento pelvico ed al loro trattamento riabilitativo in modo da ridurre la necessità o migliorare i risultati del trattamento chirurgico.

Cagliari. Sala gremita al T-Hotel per i lavori sulla chirurgia mini invasiva. A sinistra, in primo piano, il professor Finco
Cagliari. Sala gremita al T-Hotel per i lavori sulla chirurgia mini invasiva. A sinistra, in primo piano, il professor Finco

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