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Il genio di Leonardo, un mondo meno antropocentrico

Seminario del Rettore con Domenico Laurenza: “Così un artista si è trasformato in un grande anatomista che ha anticipato i tempi”. Un viaggio affascinante tra le pagine del Codice Leicester accompagnati da uno gli studiosi più autorevoli per capire dove sta la vera modernità di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia. RESOCONTO, IMMAGINI e VIDEO
01 ottobre 2019
GUARDA IL VIDEOPITCH CON DOMENICO LAURENZA (REALIZZATO DA SERGIO NUVOLI)

Sottolineata ancora una volta l'importanza della cultura. Il Rettore: "Il commissario europeo che più si avvicina alla cultura ha le competenze sull'innovazione, forse perchè senza conoscenza non c'è innovazione. C'è ancora tanta strada da fare"

Sergio Nuvoli

Cagliari, 1 ottobre 2019 - Il Codice Leicester è uno spartiacque per capire il passaggio di Leonardo ad un’arte sempre meno antropocentrica, a differenza del percorso fatto da Michelangelo. Così Domenico Laurenza ha concluso il seminario tenuto questa sera a Palazzo Belgrano: “Forse in questo risiede la sua vera modernità, più che nella anticipazione della macchina o del treno”, ha detto lo studioso, che come ha sottolineato il Rettore Maria Del Zompo, è laureato in Medicina e chirurgia e ha un dottorato in storia, e che ha tenuto alta l’attenzione dei partecipanti per quasi due ore nell’Aula magna.

Rita Pamela Ladogana, docente di Storia dell’Arte a Studi umanistici, ha introdotto l’iniziativa rimarcando che “il rapporto tra l’arte e la scienza in Leonardo è tra i punti di forza della ricerca del professor Laurenza. Studia in particolare la generazione delle forme, sottolineando che quello di Leonardo è un disegno autoreferenziale per la sua ricerca artistica che finisce per estendersi alla filosofia naturale. Un altro nodo centrale nelle riflessioni di Laurenza è l’analogia tra corpo dell’uomo e corpo della Terra”. Prima di lei, il Rettore Maria Del Zompo aveva sottolineato l’importanza della cultura e della ricerca scientifica: “Oggi non c’è più nemmeno un commissario europeo che abbia tra le sue competenze l’istruzione e la ricerca. Si tratta di temi che sono stati accorpati con l’innovazione: certamente l’innovazione può nascere solo dalla conoscenza, ma si tratta di una situazione davvero triste, che mostra quanto ci sia da lavorare”.

Domenico Laurenza intervistato da Roberta Mocco per il TgR della RAI
Domenico Laurenza intervistato da Roberta Mocco per il TgR della RAI

Il genio e il talento: “Leonardo eseguì anche disegni di fossili, e presto cercò di dimostrare che si trattava di resti di animali vissuti in passato. In questo le sue conoscenze giocarono un ruolo chiave"

“Due aspetti della tarda arte di Leonardo mi colpiscono in particolare – ha detto Laurenza in uno dei passaggi più importanti dell’incontro - Il paesaggio da lui raffigurato sembra il corrispettivo della teoria della Terra sviluppata nel Codice Leicester. Il secondo elemento è la nozione del tempo, sviluppata nella rappresentazione del corpo umano come in quella della natura. Si tratta di un rapporto problematico, quello tra corpo e paesaggio: la distanza tra tempi umani e tempi della natura è uno dei punti approfonditi da Leonardo nel Codice Leicester”.

Riferendosi poi alla temperie culturale del periodo storico in cui visse, lo studioso ha aggiunto che “Leonardo eseguì anche disegni di fossili, e presto cercò di dimostrare che si trattava di resti di animali vissuti in passato. In questo le sue conoscenze giocarono un ruolo chiave: un modello in particolare lo aiutò a dimostrare la sua teoria. Un foglio del Codice Leicester lo dimostra, perché scrive che secondo lui la conchiglia fossile era composta da tre parti: conchiglia, calco esterno e fango. Un modello, una ripartizione che ricorda molto da vicino la struttura tripartita di un cavallo in bronzo che realizzò a Milano, in cui creta, intercapedine e calco esterno furono usati da lui per realizzare l’opera”.

L'incontro con il Rettore Maria Del Zompo, pochi minuti prima dell'inizio del seminario
L'incontro con il Rettore Maria Del Zompo, pochi minuti prima dell'inizio del seminario

"C’è una forte trasfigurazione artistica della ricerca anatomica: si manifesta bene nello studio delle analogie tra l’uomo e il mondo animale", così uno dei passaggi del seminario

Quanto al Codice Leicester, il seminario del professor Laurenza ha svelato molti particolari inediti al grande pubblico: “Abbiamo individuato in esso anche disegni invisibili a occhio nudo, visibili solo con luce latente – ha evidenziato – Esso include studi sulla geologia e mostra la capacità di una approfondita ricerca scientifica. Uno dei temi centrali in esso è la geologia: in particolare, l’idea di una terra fatta di un inizio e di continui cambiamenti esattamente come il corpo umano, e che quindi va studiato nello stesso modo. Una visione oggi per noi scontata, ma per l’epoca assolutamente innovativa. La formazione artistica e tecnologica e il contesto in cui visse Leonardo sono da tenere presenti: non è un genio nel deserto, lo stimolo più profondo venne forse dal fatto che anche altri artisti si occuparono di geologia scrivendo pure trattati sul tema. L’interesse per i fossili di animali marini fu il motivo che attirò il giovane Leonardo: la natura sembrava avere scolpito nelle pietre forme di piante e animali, come se la natura si comportasse come un artista, mentre altri attribuivano quelle forme al caso. Leonardo rigettò queste teorie, anche se con ogni probabilità l’idea della natura artista lo attirava”.

Ecco perché, ha aggiunto lo studioso, “il rapporto tra arte e anatomia si trasforma nel percorso di Leonardo. C’è una forte trasfigurazione artistica della ricerca anatomica: si manifesta bene nello studio delle analogie tra l’uomo e il mondo animale, che va ben al di là dell’anatomia conosciuta nel suo periodo storico”.

“Leonardo pretende di riformare l’anatomia – ha spiegato ancora Laurenza - Compie varie scoperte anatomiche, per esempio scopre che il cuore è un muscolo e che ha quattro cavità, e non due come si pensava all’epoca. Questa ricerca scientifica ha rapporti molto stretti con la sua arte: disegni dissettivi e ricompositivi, visioni esplose, non vennero mai riprodotti a stampa. Si tratta di immagini di straordinaria complessità anche per le epoche successive. Leonardo è un anatomista che è anche uno dei maggiori disegnatori occidentali del suo periodo. Ma anche la scienza jnfluenzò sempre di più la sua rappresentazione del corpo umano”.

Un magnifico pomeriggio, quello trascorso a Palazzo Belgrano, a parlare di “uno dei maggiori artisti occidentali, anatomia e geologia sono i suoi campi di maggiore applicazione”. In apertura la provocazione: “Lo studio scientifico influenzò la sua arte, l’anatomia fini per influenzare lo studio della geologia. Ma come e perché un artista si trasformò in anatomista?”.

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