UniCa UniCa News Notizie Invecchiamento attivo, 120 over 65 impegnati per tre mesi a Cagliari con il progetto degli specialisti dell’Università e del Coni

Invecchiamento attivo, 120 over 65 impegnati per tre mesi a Cagliari con il progetto degli specialisti dell’Università e del Coni

Finanziata con 90mila euro la ricerca che non ha precedenti in Europa. Il percorso di sviluppa su attività motorie “dolci” e attività culturali. “Le neuroscienze hanno dimostrato che fare moto aiuta a vivere meglio e più a lungo” dice il rettore Maria Del Zompo. “Le ricadute sono sanitarie, sociali ed economiche” aggiunge Mauro Carta. Al via a gennaio le prime sedute
10 novembre 2018
Cagliari. Sala consiglio del rettorato, una fase della conferenza stampa. Da sinistra, Gian Mario Migliaccio, Gianfranco Fara, Maria Del Zompo, Mauro Carta e Gioia Mura

Una ricerca senza eguali in Europa al via dal prossimo gennaio a Cagliari

Mario Frongia

OGGI, VENERDI’ 9 NOVEMBRE, la sala consiglio del rettorato ha ospitato la conferenza stampa di presentazione dello studio clinico “Anzianità attiva e salute”. Il progetto - curato dal dipartimento di Scienze mediche e sanità pubblica dell’ateneo di Cagliari, con Mauro Carta responsabile scientifico, e dal Coni Sardegna - è finanziato con 90mila euro da Fondazione di Sardegna e Università di Cagliari. I 120 partecipanti - le iscrizioni sono aperte: 070.6092280, lunedì, martedì e venerdì dalle 11 alle 14 - saranno suddivisi in due gruppi da 60 in modo casuale e seguiranno attività fisica “dolce” e attività culturali. Il progetto prende il via a Cagliari nel gennaio del 2019 e si sviluppa per dodici settimane continuative.

 

Il sorriso dei partecipanti al progetto apripista del Coni sulla terza età, Chent'annos in salude (foto Comitato olimpico Sardegna)
Il sorriso dei partecipanti al progetto apripista del Coni sulla terza età, Chent'annos in salude (foto Comitato olimpico Sardegna)

Maria Del Zompo: "Da tempo è stato dimostrato che stile di vita e comportamenti aiutano ad allungare il benessere delle persone"

"Per noi medici la prevenzione è una vera missione, in quanto significa allungare la vitalità e il benessere delle persone. Le attività fisiche aiutano la socializzazione, aumentano la padronanza cognitiva e prevengono acciacchi e mali di vario genere. Siamo - dice il rettore Maria Del Zompo - molto soddisfatti e partecipi nel sostenere e promuovere questo progetto che si innesca sul territorio. Un percorso che ancora una volta dimostra come la sinergia sport, ricerca e salute sia proficua per le collettività”. Ma non solo. Per la professoressa Del Zompo è fondamentale cogliere anche i benefici individuali e sociali. “Le attività motorie costanti, con regole e metodicità acclarate e supportate da personale specializzato, forniscono un valido supporto nel fronteggiare il declino cognitivo e della memoria. E agiscono anche nelle prime fasi della depressione e sugli "atteggiamenti disfunzionali" legati alla non accettazione dei limiti imposti dall'età”. Le considerazioni della farmacologa alla guida dell'ateneo del capoluogo, ampliano il quadro. “Mi piace pensare, nella terra della longevità, che anche questo progetto, basato sulla verifica con metodo scientifico dei parametri vitali, contribuisca anche a innescare attività di svago, movimento e vacanze nella nostra regione. Una buona pratica - sottolinea la professoressa Del Zompo - che fa capo ai nostri ricercatori e a figure competenti”.

 

Maria Del Zompo e Mauro Carta
Maria Del Zompo e Mauro Carta

Medicina, tra assistenza e prevenzione. Le attività motorie come motore di benessere

“L’attività fisica contrasta la disabilità legata alle malattie croniche, ha effetti positivi sulla qualità della vita e sui ritmi biologici, impedisce il declino delle funzioni motorie aiutando a prevenire le cadute, fattori di disabilità e morte precoce negli anziani. Inoltre, il moto continuo e regolare, migliora la risposta immunitaria e incide positivamente sui possibili disturbi metabolici, incluso il diabete”. Mauro Carta rilancia: “Il 36 per cento della popolazione italiana avrà più di 65 anni nel 2050 e ci saranno 180 milioni di anziani in Europa. L’invecchiamento è associato all’aumentare delle malattie croniche, così come all’aumento proporzionale degli anni di vita con la presenza di disabilità, con un elevato impatto sui costi sociali e sanitari. La nostra ricerca è la prima sulla prevenzione in Europa” dice il professor Carta. Il gruppo di lavoro dello specialista è stato pioniere su scala internazionale: "Nel 2006 abbiamo pubblicato il primo lavoro che evidenziava la bontà dell'attività fisica contro la depressione. In quegli anni le pubblicazioni erano una decina. Quest'anno le ricerche legate all'attività fisica con funzioni poreventive sono state diverse centinaia". 

Il presidente del Comitato olimpico regionale, Gianfranco Fara, con la professoressa Del Zompo
Il presidente del Comitato olimpico regionale, Gianfranco Fara, con la professoressa Del Zompo

Le indicazioni dell'Unione Europea e Horizon 2020: un percorso con al centro la salute e il benessere

 “La ricerca - come da bersaglio del piano Horizon 2020 dell’Unione Europea, oltre 135 milioni di euro dedicati alla terza età - richiede uno sforzo multidisciplinare integrato. Il progetto multidisciplinare che proponiamo è un'opportunità per acquisire ulteriori conoscenze nell'area dell'invecchiamento attivo” spiega la specialista Gioia Mura. Lo studio clinico randomizzato controllato, in singolo cieco, “Anzianità attiva e salute” nasce dall’esperienza dei ricercatori dell’ateneo di Cagliari sugli effetti dell’attività fisica nelle persone over65, e dalle competenze professionali del Coni. La sinergia tra Università e Coni, con l’accordo tra il professor Carta e il numero uno del Comitato olimpico, Gianfranco Fara, ha già prodotto il progetto “A Chent’Annos in Salude”. Il presidente del Coni regionale rimarca un aspetto: “Abbiamo supportato per primi in Italia la bontà degli effetti sulla terza età di un protocollo di attività fisica vigorosa verso uno di attività fisica lieve-moderata su parametri fisici, biomeccanici, metabolici, e psicologici”. In sostanza, una “buona pratica” non solo nell’ambito della ricerca scientifica dell’ateneo di Cagliari, ma per la cooperazione tra il know how universitario, il mondo del lavoro, il Coni  (istituzione deputata nel settore dell’attività fisica) e il territorio. 

L'Università di Cagliari e l'Invecchiamento attivo, manifesto di pensiero scientifico volto al presente e al futuro
L'Università di Cagliari e l'Invecchiamento attivo, manifesto di pensiero scientifico volto al presente e al futuro

Staff accademico multidisciplinare, tra competenze ed esperienze di profilo internazionale

Il progetto di ricerca “Anzianità attiva e salute” è curato da un gruppo multidisciplinare del dipartimento di Scienze mediche e sanità pubblica è composto da Mauro Carta, Gioia Mura, Claudia Sardu, Luigi Minerba, Gabriele Finco, Eleonora Cocco, Marco Monticone, Enrico Cacace, Franco Rongioletti, Laura Atzori, Alberto Cauli, Valeria Ruggiero, Sofia Cosentino, Fernanda Velluzzi, Andrea Loviselli, Ernesto d’Aloja, Paolo Contu. Fanno parte del team di ricerca Maria Petronilla Penna (dipartimento Pedagogia, psicologia e filosofia), Massimiliano Pau (dipartimento Ingegneria meccanica, chimica e dei materiali) e Gian Mario Migliaccio (Coni).
 

Foto e video di Ivo Cabiddu e Francesco Cogotti

Terza età, tra salute e benessere. Il tema della ricerca ha calamitato i media
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