UniCa UniCa News Notizie Nasce Sant’Arte, il festival delle arti visive

Nasce Sant’Arte, il festival delle arti visive

In occasione del 50mo anniversario della nascita del muralismo in Sardegna, a San Sperate, un festival che omaggia le arti visive. L’iniziativa, ispirata all’eredità artistica e filosofica di Pinuccio Sciola, nasce dalla sinergia della Fondazione Sciola con l’Università di Cagliari. Il Rettore Maria Del Zompo: “La nostra è una Università che nei suoi rapporti con la società e il territorio sardo sente il legame con i grandi artisti di questa terra”. FOTO E RASSEGNA STAMPA
22 maggio 2018
In Rettorato, la conferenza stampa per presentare l'iniziativa

di Sergio Nuvoli e Valeria Aresu

Cagliari, 21 maggio 2018È stato presentato questa mattina in Rettorato il Festival Sant’Arte – organizzato dalla Fondazione Sciola in collaborazione con il nostro ateneo -  che si svolgerà a San Sperate dal 25 al 27 maggio, per omaggiare l’eredità artistica di Pinuccio Sola.  Il tema per questa prima edizione sarà “Ambiente e Storia, Arte e Racconto”,  titolo che racchiude in se il significato e l’intento di una rivoluzione ancora in atto e in continuo sviluppo, in cui l’ambiente, inteso come ciò che ci circonda, interagisce con la storia dando gli strumenti per intravedere il futuro, grazie all’arte.

La Fondazione Sciola e l’Università di Cagliari vogliono portare avanti il progetto in maniera scientifica, con il contributo della Fondazione di Sardegna e del Comune di San Sperate, il patrocinio del MiBACT e dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna, per promuovere la divulgazione della ricerca artistica di Pinuccio Sciola, in linea con gli obiettivi del proprio statuto.

“La nostra è una Università che nei suoi rapporti con la società e il territorio sardo sente il legame con i grandi artisti di questa terra – dichiara il Rettore Maria Del Zompo – E’ per noi un piacere e un onore collaborare con la Fondazione che vuole perpetuare la memoria di Pinuccio Sciola, un esempio per tutti gli studenti e i docenti. Siamo particolarmente contenti dell’invito della Fondazione ad avere una parte attiva in questo percorso”.

“L’Università di Cagliari si impegna a studiare scientificamente l’opera di Sciola nella sua interezzacommenta Rita Pamela Ladogana, storica dell’arte dell’Università di Cagliari – sia nella dimensione nazionale sia in quella internazionale, sia dal punto di vista storico-artistico sia critico, in modo da contestualizzarla come merita”.

Pamela Rita Ladogana, storica dell'arte del nostro ateneo, alla conferenza stampa per la presentazione del festival. Accanto a lei, Tomaso Sciola
Pamela Rita Ladogana, storica dell'arte del nostro ateneo, alla conferenza stampa per la presentazione del festival. Accanto a lei, Tomaso Sciola
Guarda con noi il servizio del TGR RAI, andato in onda il 21 maggio

Una festa per celebrare l’arte come linguaggio universale e strumento per lo sviluppo di un pensiero critico

Pinuccio Sciola celebrava l’Arte in tutte le sue forme, auspicando che potesse divenire parte integrante della vita quotidiana di ogni persona: l’arte come linguaggio universale, capace di favorire lo sviluppo del pensiero critico, capace di abbattere i confini geografici e mentali. Una delle grandi sfide che la Fondazione Sciola vuole portare avanti è proprio la diffusione e la messa in pratica di questo messaggio.

"Il tempo a volte cancella – spiega Maria Sciola, direttore Generale della Fondazione - Ha cancellato dipinti, murales storici, ma non ha mai annullato le coscienze allora formatesi.   Nel cinquantennale dalla nascita del muralismo a San Sperate si affronta un vuoto per rinascere, per studiare, per comprendere e allora ricreare quel fermento che fu. Ci son paesi dove fecero la lotta con il pennello in mano. Ora noi, facciamo la festa... A nostro padre, all'arte, alla gente, alla bellezza!".

“La prima edizione di Sant’Arte racchiude lo spirito della Fondazione Sciola – spiega il Presidente, Tomaso Sciola - che interpreta l’eredità di Pinuccio, ricreando un ambiente coinvolgente, in cui si respiri arte e cultura ed in cui non ci siano spettatori ma protagonisti. Un modo per proseguire nella visione di un mondo in cui l’arte sia lo strumento per trasmettere messaggi e aprire le menti alla riflessione e alla condivisione”.

Un tema così importante e complesso che verrà sviluppato e discusso nell’intero arco dell’anno (e questa sarà una novità rispetto al Preludio), con appuntamenti da maggio a dicembre, per tenerne viva la filosofia e coinvolgere in modo partecipativo, instancabilmente, in primo luogo gli abitanti, e tutto il pubblico che vorrà contribuire così a far crescere la realtà del Paese Museo e il sogno di Pinuccio Sciola. Un coinvolgimento che sarà dialogo tra pubblico e artisti, partecipazione attiva sia fisica che emotiva, per introdurci tra le pagine di quel libro iniziato dall’artista di fama internazionale, che resterà sempre aperto, pronto a fissare nella nostra storia racconti di un microcosmo così come avvenimenti di più ampio respiro, stati mentali e sentimenti, storie. In questo pluralismo di voci ognuno potrà riconoscersi, riflettere, ricordare, e decidere di agire. Ed essere parte della storia. Si avvera così l’intento di creare nel tempo un appuntamento annuale che sia momento di riflessione teorico-critica sul nuovo scenario dell’arte contemporanea; opportunità di dialogo e scambio con altre realtà territoriali e altri contesti sociali.

Tomaso Sciola, presidente della Fondazione Sciola
Tomaso Sciola, presidente della Fondazione Sciola

Tre giornate di studi e sperimentazione artistica, aperte da un convegno coordinato dall’ateneo

La tre giorni del Festival si aprirà venerdì 25, con un convegno di studi dal titolo “50 e Oltre. Paese Museo, l’Utopia possibile”, con il coordinamento scientifico dell’Università di Cagliari, organizzato dal Comune di San Sperate in collaborazione con la Fondazione Sciola ed al quale parteciperanno studiosi della storia dell’arte, protagonisti di allora e gli attori per i nuovi scenari che oggi attendono l’idea di Paese Museo. Interverranno, con gli altri ospiti, Pamela Rita Ladogana, Giuseppe Marci, Marco Pignotti e Barbara Cadeddu, docenti dell’Ateneo cagliaritano.

“È parso opportuno e significativo – aggiunge l’assessore comunale alla Cultura, Emanuela Katia Pilloni - a riprova della trasversalità del messaggio culturale del Paese Museo, che il convegno di studi sul cinquantennale, promosso dall’Amministrazione Comunale con la collaborazione della Fondazione Sciola e la direzione scientifica dell’Università di Cagliari, fosse parte integrante della prima edizione Festival Sant’Arte”.

Il sabato e la domenica, invece, verranno dedicati prevalentemente al fare e sperimentare, al mettersi in gioco, attraverso laboratori di argilla, di disegno, di scenografia e del suono, performance (anche partecipative), spettacoli e concerti. Chiuderà questa prima parte del Festival di Sant’Arte la ormai tradizionale parata tra le vie del paese (LaSciolasciadiSant’Arte) e l’immancabile cena conviviale in strada.

San Sperate diventa così centro nevralgico di uno sviluppo culturale inedito. “L’Amministrazione Comunale di San Sperate – spiega il sindaco Enrico Collu - ha instaurato con la Fondazione Sciola, fin dal suo nascere, un rapporto di reciproca e proficua collaborazione che, proprio nell’anno del cinquantennale del Paese Museo, culmina nella prima edizione del Festival Sant’Arte, che incarna sogni e ideali del suo padre spirituale, il compianto Pinuccio Sciola".

Il sindaco di San Sperate, Enrico Collu
Il sindaco di San Sperate, Enrico Collu

RASSEGNA STAMPA

L'UNIONE SARDA del 22 maggio 2018
L'Università dà il via alla catalogazione delle opere Sant'Arte, un festival con l'anima di Sciola
Sezione "Cultura" pag. 49

Nasce “Sant'Arte”, festival di arti visive che celebra il 50esimo anniversario della nascita a San Sperate del muralismo - linguaggio universale che traspose sulla calce bianca le istanze colorate del '68 -, e soffia sul fermento culturale inesausto di cui Pinuccio Sciola fu anima. Voluto dalla Fondazione a lui intitolata, e di cui i figli Tomaso e Maria sono rispettivamente presidente e direttrice generale, la manifestazione - sostenuto da Comune e Fondazione di Sardegna, col patrocinio di Regione e Mibact - non è solo atto di omaggio. Contando sull'attiva partecipazione dell'Università di Cagliari (la presentazione del programma è stata significativamente accolta dalla rettrice Maria Del Zompo nella sua sede istituzionale), è momento centrale del processo di valorizzazione e divulgazione dell'opera del maestro che fece uscire l'arte per le strade e riuscì a far cantare le pietre, rendendo il villaggio contadino a cui legava saldamente le sue radici un Paese Museo, aperto al dialogo col mondo. Come sottolineato da Rita Pamela Ladogana, storica dell'arte dell'Ateneo cagliaritano, componente del comitato scientifico di “Sant'Arte”, l'evento si inserisce in un progetto che intende «contestualizzare la preziosa opera dell'artista in una dimensione nazionale e internazionale». Obiettivo per cui si rende indispensabile, anche col coinvolgimento degli studenti, la catalogazione dei lavori di Sciola (a cui l'Università sta già lavorando) e la sistemazione del vasto archivio dell'artista
SANT'ARTE Il festival, anticipato dal Preludio dello scorso autunno, realizzerà, dal 25 al 27 maggio, la volontà di Pinuccio Sciola, morto due anni fa. «Ci vorrebbe una festa», diceva. «Come quella che si fa ai Santi, la festa di Sant'Arte. L'unica festa del calendario da festeggiare tutti i giorni dell'anno. Perché è l'unica che salva l'uomo dall'appiattimento mentale». Per significare il senso di condivisione e muovere la riflessione collettiva, la rassegna - hanno sottolineato Tomaso e Maria - «non avrà spettatori, ma protagonisti. Partendo dall'affermazione di nostro padre, che riteneva le mani la nostra protesi più importante, la manifestazione darà centralità ai laboratori». Di argilla e suoni, pittura e grafica.
IL PROGRAMMA Nei giorni del festival - il programma è stato illustrato da Elisabetta Villani, direttrice organizzativa della Fondazione - si avvicenderanno tanti artisti, tra loro anche chi, per l'occasione, restaurerà i murales realizzati in passato. Il calendario prevede poi concerti, performance e spettacoli teatrali. La kermesse si concluderà con la parata “Lasciolasciadisantarte” e la festa finale in strada. Il 26 sarà inaugurata (alle 18) al Museo del crudo di via Roma, teatro di diversi eventi collaterali, la mostra di forme espressive in carcere e all'ergastolo “Risorse vitali”, aperta sino al 3 giugno.
LA GIORNATA DI STUDI L'apertura del festival (ore 10) sarà affidata venerdì 25 maggio al convegno “50 e oltre. Paese museo, l'utopia possibile”. Organizzato dal Comune con la direzione scientifica dell'Università, vedrà la partecipazione - ha annunciato l'assessora alla Cultura Emanuela Katia Pilloni - «di docenti e studiosi dell'Ateneo cagliaritano (Pamela Ladogana, Giuseppe Marci, Marco Pignotti e Barbara Cadeddu) e di importanti università europee, oltreché dei protagonisti del movimento di cui Sciola fu promotore, sintesi tra il linguaggio dell'arte e la semplicità contadina». Connubio - come sottolineato dal sindaco Enrico Collu - che è alla base del fermento culturale di cui San Sperate continua a beneficiare, anche in termini di attrazione turistica.
Manuela Arca

L'UNIONE SARDA
L'UNIONE SARDA

LA NUOVA SARDEGNA del 22 maggio 2018
Un paese in festa nel nome di Pinuccio Sciola
San Sperate celebra nel week-end il Festival Sant'Arte, nato da un'idea dello scultore scomparso due anni fa

di Stefano Ambu

CAGLIARIL'idea era stata lanciata da Pinuccio Sciola, l'artista dei murales e delle pietre da suonare scomparso due anni fa. «Ci vorrebbe una festa- queste le sue parole-, Come quella che si fa ai santi, la festa di Sant'Arte. L'unica festa del calendario da festeggiare tutti i giorni dell'anno. Perché è l'unica festa che salva l'uomo dall'appiattimento mentale!». Ora quella festa c'è. Ed è un festival di tre giorni, a San Sperate, dal 25 al 27 maggio. Si chiama- quasi inutile dirlo- festival di Sant'Arte. Si comincia con un convegno che affronta il personaggio- come ha sottolineato Rita Pamela Ladogana, storica dell'arte dell'Università di Cagliari- in una dimensione nazionale e internazionale. Con documenti e studi che parlano dei "ponti" disegnati da Sciola con il resto del mondo. Ma poi si passa alle cose da fare con le mani, lo strumento operativo dell'intelligenza e della creatività. L'occasione è il mezzo secolo di vita dei murales a San Sperate. Era il 1968 quando Sciola, giovanissimo, iniziò a riempire i muri del suo paese di calce. Per poi colorarli. Una azione artistica che va inquadrata nel contesto politico dell'epoca: non un semplice abbellimento, ma la pittura che diventa sociale, condivisa da tutta una comunità. I laboratori del festival proveranno a raccogliere eredità e spirito. Non c'è l'artista che crea e gli altri che ammirano e applaudono. Ma le due parti si mescolano. Con gli spettatori che si sporcano le mani e impastano e dipingono. Arte, ma anche un'occasione anche per fare il punto sul possibile sviluppo turistico-economico-culturale del centro a pochi chilometri da Cagliari. Perché, come ha ricordato la direttrice della Fondazione organizzatrice Maria Sciola prendendo le parole in prestito dal padre Pinuccio «si può vivere di bellezza». Tanti appuntamenti in programma. Il festival di arti visive è promosso dalla Fondazione Sciola in collaborazione con l'Universitá di Cagliari e il contributo di Fondazione di Sardegna e Comune di San Sperate. E con il patrocinio del Ministero dei beni culturali e dell'assessorato regionale della Cultura. Filo conduttore è il tema "Ambiente e storia, arte e racconto". La tre giorni del Festival si aprirà venerdì 25, con un convegno di studi dal titolo "50 e Oltre. Paese Museo, l'Utopia possibile". Tra gli ospiti anche il filosofo Diego Fusaro e le rappresentanti della Biennale di Cerveira, in Portogallo, Margarida Barbosa e Ana Vale Costa. «Un momento per noi importante - ha spiegato Tomaso Sciola, vicepresidente della Fondazione -. Una festa, ma anche un momento di riflessione sull'arte. Un punto di partenza anche turistico: il preludio è stato a settembre, il festival si fa a maggio. A inizio stagione, ma senza confonderci con le tante feste estive». Il paese museo è tappa fissa di visite di croceristi e scolaresche. Ma- hanno sottolineato il sindaco Enrico Collu e l'assessore alla Cultura Emanuela Katia Pilloni- c'è uno sforzo collettivo per fare sempre meglio. Tanti i laboratori in programma: suoni, pittura, lavorazione di argilla. Il Festival di Sant'Arte si concluderà a con la parata tra le vie del paese e la cena conviviale in strada.

LA NUOVA SARDEGNA
LA NUOVA SARDEGNA

ANSA

Festival arti visive nel segno di Sciola
Dal 25 al 27 maggio paese-museo ospita "Sant'Arte"

(ANSA) - CAGLIARI, 21 MAG - Mezzo secolo di murales a San Sperate. Da festeggiare come si deve sotto il segno di Pinuccio Sciola, artista scomparso due anni fa. Parole, ma anche laboratori con residenti e visitatori chiamati a usare le mani per le creazioni artistiche e i piedi per camminare tutto insieme in una festosa parata. Un'occasione anche per fare il punto sul possibile sviluppo turistico-economico-culturale dl centro a pochi chilometri da Cagliari. Perché, come ha ricordato la direttrice della Fondazione organizzatrice Maria Sciola prendendo le parole in prestito dal padre Pinuccio, "si può vivere di bellezza".
    Al via dal 25 al 27 maggio la prima edizione di Sant'Arte, festival di arti visive promosso dalla Fondazione Sciola in collaborazione con l'Università di Cagliari e con il contributo di Fondazione di Sardegna e Comune di San Sperate e col patrocinio del Ministero dei beni culturali e dell'Assessorato regionale della Cultura.
    Filo conduttore della tre giorni è il tema "ambiente e storia, arte e racconto". Nel convegno si farà il punto su San Sperate come paese-museo. Sottolineando - è stato spiegato nella conferenza stampa di presentazione dalla storica dell'arte dell'Università di Cagliari Pamela La Dogana - la portata anticipatrice del progetto che già dal 1968 chiedeva il massimo coinvolgimento sociale e culturale dei residenti. Tra gli ospiti dei lavori anche il filosofo Diego Fusaro e le rappresentanti della Biennale di Cerveira, in Portogallo, Margarida Barbosa e Ana Vale Costa. "Un momento per noi importante - ha spiegato Tomaso Sciola, vicepresidente della Fondazione - c'è un vuoto importante. E si sente. Lo spirito è quello di creare un evento di protagonisti e non di spettatori. Una festa, ma anche un momento di riflessione sull'arte. Un punto di partenza anche turistico: il preludio è stato a settembre, il festival si fa a maggio. A inizio stagione, ma senza confonderci con le tante feste estive".
   Tanti i laboratori in programma: suoni, pittura, lavorazione di argilla. Tutte con un filo conduttore: la partecipazione delle persone alla creazione artistica.(ANSA).

ANSA
ANSA

SARDEGNALIVE.NET
Pinuccio Sciola, l’Università celebra “Sant’Arte” contro ‘l’appiattimento mentale’
Presentato all’Università di Cagliari l’omaggio alle arti visive ispirato all’eredità artistica e filosofica di Pinuccio Sciola nel 50° anniversario della nascita del muralismo in Sardegna

Di Alessandro Congia

Presentato questa mattina all’Università di Cagliari l’omaggio alle arti visive ispirato all’eredità artistica e filosofica di Pinuccio Sciola nel 50° anniversario della nascita del muralismo  in Sardegna, a San Sperate.
“Ci vorrebbe una festa, Come quella che si fa ai Santi… La festa di Sant’Arte.  L’unica festa del calendario da festeggiare tutti i giorni dell’anno. Perché è l’unica festa che salva l’uomo dall’appiattimento mentale”.
Con queste parole  Pinuccio Sciola  celebrava l’Arte in tutte le sue forme, auspicando che potesse divenire parte integrante della vita quotidiana di ogni persona: l’arte come linguaggio universale, capace di favorire lo sviluppo del pensiero critico, capace di abbattere i confini geografici e mentali. Una delle grandi sfide che la Fondazione Sciola vuole portare avanti è proprio la diffusione e la messa in pratica di questo messaggio.
LA TRE GIORNI. Per questo dal 25 al 27 maggio 2018, in occasione del 50° anno della nascita del muralismo, a  San Sperate si svolgerà la prima edizione del  Festival di Sant’Arte, che avrà come filo conduttore il tema  Ambiente e Storia, Arte e Racconto, che racchiude in se il significato e l’intento di una rivoluzione ancora in atto e in continuo sviluppo, in cui l’ambiente, inteso come ciò che ci circonda, interagisce con la storia dando gli strumenti per intravedere il futuro, grazie all’arte.
“Gli Anni della calce, Sciola irriverente... – racconta Chiara Sciola, vicepresidente della Fondazione - con la calce furono ricoperti i murales di Siqueiros, scomodi e invisi alle autorità. A giugno di tanto tempo fa Sciola ricoprì i muri di fango con la stessa calce per prepararli ad accogliere una concreta utopia... riscatto, condivisione, unione, libertà, scontro e quindi confronto... eredità dell’Artista, forza della Comunità, essenza di Sant’Arte”.
"Il tempo a volte cancella – spiega  Maria Sciola, Direttore Generale della Fondazione  - ha cancellato dipinti, murales storici, ma non ha mai annullato le coscienze allora formatesi.   Nel cinquantennale dalla nascita del muralismo a San Sperate si affronta un vuoto per rinascere, per studiare, per comprendere e allora ricreare quel fermento che fu. Ci son paesi dove fecero la lotta con il pennello in mano. Ora noi, facciamo la festa... A nostro padre, all'arte, alla gente, alla bellezza".
Un progetto che la  Fondazione Sciola, grazie alla costante collaborazione con l’Università di Cagliari, vuole portare avanti in maniera scientifica, con il contributo della  Fondazione di Sardegna e del Comune di San Sperate, il patrocinio del MiBACT e dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna, per portare avanti la divulgazione della ricerca artistica di Pinuccio Sciola, in linea con gli obiettivi del proprio statuto.
“La nostra è una Università che nei suoi rapporti con la società e il territorio sardo sente il legame con i grandi artisti di questa terra – dichiara il Rettore Maria Del Zompo – E’ per noi un piacere e un onore collaborare con la Fondazione che vuole perpetuare la memoria di Pinuccio Sciola, un esempio per tutti gli studenti e i docenti. Siamo particolarmente contenti dell’invito della Fondazione ad avere una parte attiva in questo percorso”.

“L’Università di Cagliari si impegna a studiare scientificamente l’opera di Sciola nella sua interezza – commenta Rita Pamela Ladogana, storica dell’arte dell’Università di Cagliari – sia nella dimensione nazionale sia in quella internazionale, sia dal punto di vista storico-artistico sia critico, in modo da contestualizzarla come merita”.
“La prima edizione di Sant’Arte racchiude lo spirito della Fondazione Sciola – spiega il Presidente, Tomaso Sciola - che interpreta l’eredità di Pinuccio, ricreando un ambiente coinvolgente, in cui si respiri arte e cultura ed in cui non ci siano spettatori ma protagonisti. Un modo per proseguire nella visione di un mondo in cui l’arte sia lo strumento per trasmettere messaggi e aprire le menti alla riflessione e alla condivisione”.
Un tema così importante e complesso che verrà sviluppato e discusso nell’intero arco dell’anno (e questa sarà una novità rispetto al Preludio), con appuntamenti da maggio a dicembre, per tenerne viva la filosofia e coinvolgere in modo partecipativo, instancabilmente, in primo luogo gli abitanti, e tutto il pubblico che vorrà contribuire così a far crescere la realtà del Paese Museo e il sogno di Pinuccio Sciola. Un coinvolgimento che sarà dialogo tra pubblico e artisti, partecipazione attiva sia fisica che emotiva, per introdurci tra le pagine di quel libro iniziato dall’artista di fama internazionale, che resterà sempre aperto, pronto a fissare nella nostra storia racconti di un microcosmo così come avvenimenti di più ampio respiro, stati mentali e sentimenti, storie. In questo pluralismo di voci ognuno potrà riconoscersi, riflettere, ricordare, e decidere di agire. Ed essere parte della storia. Si avvera così l’intento di creare nel tempo un appuntamento annuale che sia momento di riflessione teorico-critica sul nuovo scenario dell’arte contemporanea; opportunità di dialogo e scambio con altre realtà territoriali e altri contesti sociali.
La tre giorni del Festival si aprirà venerdì 25, con un convegno di studi dal titolo “50 e Oltre. Paese Museo, l’Utopia possibile”, con il coordinamento scientifico dell’Università di Cagliari, organizzato dal Comune di San Sperate in collaborazione con la Fondazione Sciola ed al quale parteciperanno studiosi della storia dell’arte, protagonisti di allora e gli attori per i nuovi scenari che oggi attendono l’idea di Paese Museo. Interverranno, con gli altri ospiti, Pamela Rita Ladogana, Giuseppe Marci, Marco Pignotti e Barbara Cadeddu, docenti dell’Ateneo cagliaritano.
“È parso opportuno e significativo – aggiunge l’assessore comunale alla Cultura, Emanuela Katia Pilloni - a riprova della trasversalità del messaggio culturale del Paese Museo, che il convegno di studi sul cinquantennale, promosso dall’Amministrazione Comunale con la collaborazione della Fondazione Sciola e la direzione scientifica dell’Università di Cagliari, fosse parte integrante della prima edizione Festival Sant’Arte”.
Il sabato e la domenica, invece, verranno dedicati prevalentemente al fare e sperimentare, al mettersi in gioco, attraverso laboratori di argilla, di disegno, di scenografia e del suono, performance (anche partecipative), spettacoli e concerti. Chiuderà questa prima parte del Festival di Sant’Arte la ormai tradizionale parata tra le vie del paese (La Sciola scia diSant’Arte) e l’immancabile cena conviviale in strada.                                                                                              
Dopo il grande successo del Preludio del Festival, svoltosi a San Sperate lo scorso autunno, la 1° edizione del Festival di Sant’Arte  entra quest’anno nel vivo; quale occasione migliore, se non il 50° anniversario della nascita del muralismo in Sardegna, proprio ad opera dell’artista, nel suo paese natale?
Era il 1968. Il paese, dalla forte vocazione agricola, era per certi versi simile a molti altri, con storia e tradizioni che lo accomunavano ad altri centri del campidano che, pure considerata la vicinanza alla città di Cagliari, non sembravano risentire dei fermenti che animavano il capoluogo e le altre città d’Italia e d’Europa, scosse dai movimenti sociali e dalle rivoluzioni studentesche.
In quell’anno Pinuccio Sciola ritornava da Parigi, dopo avere trascorso un anno in Spagna, e con l’aiuto di amici e concittadini iniziò a imbiancare i muri del suo paese, San Sperate, perché potessero essere le pagine di un libro che raccontasse una nuova storia. Qui il 1968 e gli anni seguenti sono conosciuti come “gli Anni della calce”.
Sciola per primo iniziò a scrivere quelle pagine con i colori e i pennelli, dando l’incipit per la rivoluzione culturale che trasformò il paese in un centro d’interesse per artisti e intellettuali, e che, grazie ai  murales, gli fece meritare l’appellativo di Paese Museo.
Fu un'operazione sociale, economica e politica tale, che questo singolare esperimento identitario ebbe risonanza in tutta Italia e all'estero, tanto che nel 1976 Pinuccio Sciola con  l'intero paese, fu invitato a partecipare alla biennale di Venezia, nella sezione "Ambiente come sociale".
San Sperate diventa così centro nevralgico di uno sviluppo culturale inedito. “L’Amministrazione Comunale di San Sperate – spiega il sindaco Enrico Collu  - ha instaurato con la Fondazione Sciola, fin dal suo nascere, un rapporto di reciproca e proficua collaborazione che, proprio nell’anno del cinquantennale del Paese Museo, culmina nella prima edizione del Festival Sant’Arte, che incarna sogni e ideali del suo padre spirituale, il compianto Pinuccio Sciola.

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TRASFERIMENTO TECNOLOGICO
Arriva a San Sperate “Sant’Arte” il festival voluto da Pinuccio Sciola

“Ci vorrebbe una festa, come quella che si fa ai Santi … L’unica festa del calendario da festeggiare tutti i giorni l’anno. Perché è l’unica festa che salva l’uomo dall’appiattimento mentale!” con queste parole Pinuccio Sciola celebrava l’arte in tutte le sue forme auspicando che potesse diventare parte integre nate della vita quotidiana di ogni persona. Una sfida che la Fondazione Sciola vuole portare avanti diffondendo e mettendo in pratica questo messaggio.
Partendo da questi presupposti dal 25 al 27 maggio, in occasione del 50° anno della nascita del muralismo, San Sperate ospita la prima edizione del Festival di Sant’Arte ispirato dall’eredità artistica e filosofica di Pinuccio Sciola. Il tema conduttore della manifestazione sarà “Ambiente come Storia, Arte come Racconto” che racchiude il significato e l’intento di una rivoluzione ancora in atto e in continuo sviluppo in cui gli ambienti interagiscono con la storia dando gli strumenti per intravedere il futuro grazie all’arte. Una due giorni organizzata dalla Fondazione Sciola, in collaborazione con l’Università di Cagliari e il contributo della Fondazione di Sardegna e del Comune di San Sperate, il patrocinio del MiBACT e dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna.
“Lo spirito dell’evento- racconta Tommaso Sciola, presidente della Fondazione Sciola – è quello di creare un evento dove non ci sono spettatori ma dove tutti sono protagonisti e possano condividere dell’arte e della cultura racchiusa nelle opere di nostro padre”.
Venerdì l’inaugurazione della manifestazione sarà affidata al convegno, “50 e oltre. Paese museo, l’utopia possibile”, organizzato con il coordinamento dell’Università di Cagliari, che ha l’obiettivo di essere un’occasione per ripensare l’oggi in prospettiva futura e fare il punto sul Paese museo.
“Sono due i binari – ha raccontato la prof.ssa Rita Pamela Ladogana, storica dell’arte dell’Università di Cagliari –  che impegnano l’Ateneo: quello della ricerca e della didattica. Da un lato lo studio delle opere dell’artista con un approfondimento in chiave nazionale e internazionale. Dall’altro la formazione con tante attività didattiche e il coinvolgimento degli studenti. L’Università inoltre sta lavorando anche al catalogo delle sue opere con un progetto avviato insieme alla Regione Sardegna”.
Nel fine settimana si svolgeranno laboratori, mostre, performance e dibattiti che animeranno le vie del paese con artisti provenienti da tutto il mondo. Il programma completo è consultabile sul sito http://www.fondazionesciola.it

TRASFERIMENTO TECNOLOGICO
TRASFERIMENTO TECNOLOGICO

L'UNIONE SARDA online
Festival di Sant'Arte, al via l'iniziativa nel ricordo di Pinuccio Sciola
CULTURA » SAN SPERATE

"Ci vorrebbe una festa, come quella che si fa ai Santi… la festa di 'Sant'Arte'. L'unica del calendario da celebrare tutti i giorni dell'anno. E perché l'unica che salva l'uomo dall'appiattimento mentale".
Con queste parole Pinuccio Sciola celebrava l'arte in tutte le sue forme, auspicando che potesse divenire parte integrante della vita quotidiana di ogni persona: un linguaggio universale, volto a favorire lo sviluppo del pensiero critico, capace di abbattere i confini geografici e mentali.
E proprio sulla scia di questo pensiero, e in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita del muralismo, è in programma dal 25 al 27 maggio a San Sperate la prima edizione del Festival di Sant'Arte, che avrà come filo conduttore il tema "Ambiente e Storia, Arte e Racconto", che racchiude in se il significato e l'intento di una rivoluzione ancora in atto e in continuo sviluppo, in cui l'ambiente "interagisce con la storia dando gli strumenti per intravedere il futuro, grazie all'arte".
"Il tempo a volte cancella – spiega Maria Sciola, direttore generale della Fondazione – e ha cancellato dipinti, murales storici, ma non ha mai annullato le coscienze allora formatesi. Nel cinquantennale dalla nascita del muralismo a San Sperate si affronta un vuoto per rinascere, per studiare, per comprendere e allora ricreare quel fermento che fu. Ci son paesi dove fecero la lotta con il pennello in mano. Ora noi facciamo la festa... a nostro padre, all'arte, alla gente, alla bellezza".
Il progetto – che sarà portato avanti da Fondazione Sciola, grazie alla costante collaborazione con l'Università di Cagliari, il contributo della Fondazione di Sardegna e del comune di San Sperate, il patrocinio del MiBACT e dell'assessorato alla Cultura della Regione Sardegna - verrà sviluppato e discusso nell'intero arco dell'anno con appuntamenti, da maggio a dicembre, per tenerne viva la filosofia e coinvolgere in modo partecipativo in primo luogo gli abitanti, e tutto il pubblico che vorrà contribuire così a far crescere la realtà del Paese Museo e il sogno di Pinuccio Sciola.
Un coinvolgimento che sarà dialogo tra pubblico e artisti, partecipazione attiva sia fisica che emotiva, per rendere omaggio alle pagine di quel libro iniziato dall'artista di fama internazionale e che resterà sempre aperto, pronto a fissare nella storia racconti di un microcosmo così come avvenimenti di più ampio respiro, stati mentali e sentimenti, storie. In questo pluralismo di voci ognuno potrà riconoscersi, riflettere, ricordare, e decidere di agire.
Apertura del festival, dunque, venerdì 25, con un convegno di studi dal titolo "50 e Oltre. Paese Museo, l'Utopia possibile", alla presenza di studiosi della storia dell'arte e gli attori per i nuovi scenari che oggi attendono l'idea di Paese Museo. Interverranno, con gli altri ospiti, Pamela Rita Ladogana, Giuseppe Marci, Marco Pignotti e Barbara Cadeddu, docenti dell'ateneo cagliaritano.
Il sabato e la domenica, invece, verranno dedicati prevalentemente al fare e alla sperimentazione, al mettersi in gioco, attraverso laboratori di argilla, di disegno, di scenografia e del suono, performance (anche partecipative), spettacoli e concerti. Chiuderanno questa prima parte del Festival di Sant'Arte la ormai tradizionale parata tra le vie del paese (LaSciolasciadiSant'Arte) e l'immancabile cena conviviale in strada.
"La nostra è un'università che nei suoi rapporti con la società e il territorio sardo sente il legame con i grandi artisti di questa terra – dichiara il Rettore Maria Del Zompo – E' per noi un piacere e un onore collaborare con la Fondazione che vuole perpetuare la memoria di Pinuccio Sciola, un esempio per tutti gli studenti e i docenti. Siamo particolarmente contenti dell’invito della Fondazione ad avere una parte attiva in questo percorso".
"La prima edizione di Sant'Arte racchiude lo spirito della Fondazione Sciola – spiega il Presidente, Tomaso Sciola - che interpreta l'eredità di Pinuccio, ricreando un ambiente coinvolgente, in cui si respiri arte e cultura ed in cui non ci siano spettatori ma protagonisti. Un modo per proseguire nella visione di un mondo in cui l'arte sia lo strumento per trasmettere messaggi e aprire le menti alla riflessione e alla condivisione".
LA STORIA - Era il 1968. Il paese di San Sperate, dalla forte vocazione agricola, era per certi versi simile a molti altri, con storia e tradizioni che lo accomunavano ad altri centri del campidano che, pure considerata la vicinanza alla città di Cagliari, non sembravano risentire dei fermenti che animavano il capoluogo e le altre città d'Italia e d'Europa, scosse dai movimenti sociali e dalle rivoluzioni studentesche.
In quell'anno Pinuccio Sciola ritornava da Parigi, dopo avere trascorso un anno in Spagna, e con l'aiuto di amici e concittadini iniziò a imbiancare i muri del suo paese, San Sperate, perché potessero essere le pagine di un libro che raccontasse una nuova storia. Qui il 1968 e gli anni seguenti sono conosciuti come "gli anni della calce".
Sciola per primo iniziò a scrivere quelle pagine con i colori e i pennelli, dando l'incipit per la rivoluzione culturale che trasformò il paese in un centro d'interesse per artisti e intellettuali, e che, grazie ai murales, gli fece meritare l'appellativo di Paese Museo.
Un'operazione sociale, economica e politica tale, che questo singolare esperimento identitario ebbe risonanza in tutta Italia e all'estero, tanto che nel 1976 Pinuccio Sciola con fu invitato a partecipare alla biennale di Venezia, nella sezione "Ambiente come sociale".

L'UNIONE SARDA
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A San Sperate festival arti visive nel segno di Sciola
Mezzo secolo di murales a San Sperate

Mezzo secolo di murales a San Sperate. Da festeggiare come si deve sotto il segno di Pinuccio Sciola, artista scomparso due anni fa. Parole, ma anche laboratori con residenti e visitatori chiamati a usare le mani per le creazioni artistiche e i piedi per camminare tutto insieme in una festosa parata. Un’occasione anche per fare il punto sul possibile sviluppo turistico-economico-culturale dl centro a pochi chilometri da Cagliari.
Perché, come ha ricordato la direttrice della Fondazione organizzatrice Maria Sciola prendendo le parole in prestito dal padre Pinuccio, “si può vivere di bellezza”. Al via dal 25 al 27 maggio la prima edizione di Sant’Arte, festival di arti visive promosso dalla Fondazione Sciola in collaborazione con l’Università di Cagliari e con il contributo di Fondazione di Sardegna e Comune di San Sperate e col patrocinio del Ministero dei beni culturali e dell’Assessorato regionale della Cultura.
Filo conduttore della tre giorni è il tema “ambiente e storia, arte e racconto”. Nel convegno si farà il punto su San Sperate come paese-museo. Sottolineando – è stato spiegato nella conferenza stampa di presentazione dalla storica dell’arte dell’Università di Cagliari Pamela La Dogana – la portata anticipatrice del progetto che già dal 1968 chiedeva il massimo coinvolgimento sociale e culturale dei residenti. Tra gli ospiti dei lavori anche il filosofo Diego Fusaro e le rappresentanti della Biennale di Cerveira, in Portogallo, Margarida Barbosa e Ana Vale Costa.
“Un momento per noi importante – ha spiegato Tomaso Sciola, vicepresidente della Fondazione – c’è un vuoto importante. E si sente. Lo spirito è quello di creare un evento di protagonisti e non di spettatori. Una festa, ma anche un momento di riflessione sull’arte. Un punto di partenza anche turistico: il preludio è stato a settembre, il festival si fa a maggio. A inizio stagione, ma senza confonderci con le tante feste estive”. Tanti i laboratori in programma: suoni, pittura, lavorazione di argilla. Tutte con un filo conduttore: la partecipazione delle persone alla creazione artistica.

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A San Sperate la prima edizione del festival Sant'Arte, dedicato all'arte di Pinuccio Sciola.
A 50 anni dalla nascita del muralismo in Sardegna, a San Sperate il festival Sant’Arte dedicato a Pinuccio Sciola

 

Tutto pronto a San Sperate per la prima edizione di “Sant’Arte”, il festival di arti visive che si terrà dal 25 al 27 maggio. Il titolo della manifestazione, ispirata all’eredità artistica ma anche filosofica di Pinuccio Sciola, è “Ambiente come storia, arte come racconto”.
L’evento si colloca nell’ambito del 50esimo anniversario della nascita del muralismo in Sardegna. Era il 1968 quando Pinuccio Sciola realizzò i primi murales nei muri ancora bianchi del suo paese. Da lì, a partire dal 1970, si diffuse l’arte del muralismo in tutta l’isola.
Ci saranno laboratori, mostre, performance e dibattiti. Organizzato dalla Fondazione Sciola, in collaborazione con l’Università di Cagliari e il contributo della Fondazione di Sardegna e del Comune di San Sperate, il patrocinio del MiBACT e dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna, il festival intende portare avanti la divulgazione della ricerca artistica di Pinuccio Sciola.
?Pinuccio era una forza e un vulcano – ha detto il figlio Tomaso – Lo spirito di questo festival è quello di coinvolgere i visitatori e renderli protagonisti, non solo spettatori, dell’arte e della cultura racchiusa nelle opere di nostro padre?.
Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti i figli di Sciola, Tomaso, Chiara e Maria, Pamela Rita Ladogana, docente di storia dell’arte e rappresentante dell’Ateneo nel comitato organizzatore e scientifico dell’iniziativa, il sindaco di San Sperate Enrico Collu e l’assessore Katia Emanuela Pilloni.
In questo contesto, è doveroso ricordare le parole del grande artista scomparso due anni fa: «Ci vorrebbe una festa, come quella che si fa ai santi: la festa di Sant’Arte. L’unica festa del calendario da festeggiare tutto l’anno, perché è l’unica festa che salva l’uomo dall’appiattimento mentale!». Qui sotto, il programma della manifestazione.

Stefania Lapenna

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A San Sperate con Sant’Arte arriva la grande festa voluta da Pinuccio Sciola

“Ci vorrebbe una festa, come quella che si fa ai santi, la festa di Sant’Arte. L’unica festa del calendario da festeggiare tutti i giorni l’anno. Perché è l’unica festa che salva l’uomo dall’appiattimento mentale!”. Con questo auspicio Pinuccio Sciola presentava  la sua idea di una grande celebrazione dedicata alla creatività. Un’idea che il poliedrico artista di San Sperate conosciuto in tutto il  mondo non ha potuto realizzare prima della sua scomparsa, avvenuta esattamente due anni fa.
Ora il progetto diventa realtà grazie all’impegno della Fondazione Sciola e al contributo del Comune di San Sperate, della Regione Sardegna, del Ministero per i Beni culturali e della Fondazione di Sardegna: dal 25 al 27 maggio ci sarà la prima edizione di Sant’Arte, festival di arti visive che sarà accolto in diversi angoli del paese del Cagliaritano. Una prima edizione, dedicata al tema ‘Ambiente come storia, arte come racconto’ che nasce in un anno speciale, dato che nel 2018 cade il cinquantennale dei primi murales creati nel paese: una rivoluzione partecipata e condivisa da tutti i cittadini, che trasformò in pochi anni il centro contadino in museo a cielo aperto.
La festa sarà inaugurata venerdì  con un convegno, “50 e oltre. Paese museo, l’utopia possibile”, giornata di studi con il coordinamento dell’Università di Cagliari. Sabato e domenica ci saranno mostre, laboratori, incontri, performance con artisti da tutto il mondo.
La presentazione di Sant’Arte
“La festa di Sant’Arte si svilupperà in due binari paralleli – ha sottolineato Rita Pamela Ladogana, storica dell’arte dell’Università di Cagliari – da un lato la ricerca e lo studio, con l’approfondimento in chiave nazionale e internazionale della straordinaria grandezza di Pinuccio Sciola che merita di essere letta in un contesto ampio e sotto i diversi punti di vista. Dall’altra la formazione con tante attività didattiche e il coinvolgimento degli studenti. L’Università di Cagliari sarà in prima linea con l’organizzazione del convegno di studi che aprirà la festa: un appuntamento importante, considerato che Sciola ha anticipato tempi con il suo progetto del muralismo con la partecipazione della comunità già nel 1968, dieci anni prima che le stesse cose accadessero in Italia. L’Università inoltre sta lavorando anche al catalogo delle sue opere con un progetto già avviato insieme alla Regione Sardegna”.
Il convegno, organizzato dal Comune in collaborazione con la Fondazione Sciola e l’associazione Noarte Paese Museo, si aprirà venerdì 25 maggio al Teatro comunale di via Is Spinargius alle 10. Ci saranno interventi di attori, storici dell’arte, giornalisti, docenti e ricercatori universitari e intellettuali sardi, nazionali e internazionali. Tra i nomi Ottavio Olita, Rita Pamela Ladogana, Giuseppe Marci, Marco Pignotti, Giampaolo Mameli, Barbara Cadeddu, Margarida Barbosa e Ana Vale Costa, Gloria Aura Bortolini, Paolo Masini, Nino Landis, Susanna Schoenberg, Andreas Altenhoff e Diego Fusaro.
Sabato e domenica la Festa sarà dedicata a laboratori di argilla, disegno, scenografia, suono,  e poi spettacoli, concerti e performance. Saranno poi eseguiti i restauri di alcuni murales storici del paese con il coinvolgimento della comunità; saranno aperte al pubblico le mostre ‘Risorse vitali’, ‘Documenta/muralismo’ ed ‘Evasione in love’ al Museo del crudo.  La tre giorni si chiuderà domenica dalle 20 con una colorata parata per le vie del paese a cui parteciperanno Attilio Zampieri, Claudio Montuori. Mauro Vizioli, Raimonda Mercurio, Stefano Farris e la banda musicale di Monastir. Tutto il programma completo sul sito www.santarte.it.
“Non ci aspettiamo spettatori ma protagonisti – così Tomaso Sciola, figlio di Pinuccio e presidente della Fondazio Sciola nata all’indomani della scomparsa dell’artista. – Sarà una festa, ma anche un momento per pensare all’arte e aprire le menti, come diceva nostro padre”.
Francesca Mulas

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Mezzo secolo di murales a San Sperate, 3 giorni di festa dedicati a Pinuccio Sciola
Il desiderio dell'indimenticabile artista sardo viene realizzato proprio nella sua città, San Sperate. Arriva "Sant'Arte", un intero weekend tra convegni e laboratori, strizzando l'occhio al turismo. Ecco quand'è l'appuntamento

Prima edizione di “Sant’Arte”, festival di arti visive dedicato a Pinuccio Sciola, a San Sperate dal 25 al ventisette maggio prossimi. L’evento è stato presentato all’Università di Cagliari l’Omaggio alle arti visive ispirato all’eredità artistica e filosofica di Pinuccio Sciola nel 50° anniversario della nascita del muralismo in Sardegna, a San Sperate. “Ci vorrebbe una festa, Come quella che si fa ai Santi… La festa di Sant’Arte. L’unica festa del calendario da festeggiare tutti i giorni dell’anno. Perché è l’unica festa che salva l’uomo dall’appiattimento mentale!”
Con queste parole Pinuccio Sciola celebrava l’Arte in tutte le sue forme, auspicando che potesse divenire parte integrante della vita quotidiana di ogni persona: l’arte come linguaggio universale, capace di favorire lo sviluppo del pensiero critico, capace di abbattere i confini geografici e mentali. Una delle grandi sfide che la Fondazione Sciola vuole portare avanti è proprio la diffusione e la messa in pratica di questo messaggio. Per questo dal 25 al 27 maggio 2018, in occasione del 50mo della nascita del muralismo, a San Sperate si svolgerà la prima edizione del Festival di Sant’Arte, che avrà come filo conduttore il tema Ambiente e Storia, Arte e Racconto, che racchiude in se il significato e l’intento di una rivoluzione ancora in atto e in continuo sviluppo, in cui l’ambiente, inteso come ciò che ci circonda, interagisce con la storia dando gli strumenti per intravedere il futuro, grazie all’arte. “Gli Anni della calce, Sciola irriverente… – racconta Chiara Sciola, vicepresidente della Fondazione – con la calce furono ricoperti i murales di Siqueiros, scomodi e invisi alle autorità. A giugno di tanto tempo fa Sciola ricoprì i muri di fango con la stessa calce per prepararli ad accogliere una concreta utopia… riscatto, condivisione, unione, libertà, scontro e quindi confronto… eredità dell’Artista, forza della Comunità, essenza di Sant’Arte”.
“Il tempo a volte cancella – spiega Maria Sciola, Direttore Generale della Fondazione – Ha cancellato dipinti, murales storici, ma non ha mai annullato le coscienze allora formatesi. Nel cinquantennale dalla nascita del muralismo a San Sperate si affronta un vuoto per rinascere, per studiare, per comprendere e allora ricreare quel fermento che fu. Ci son paesi dove fecero la lotta con il pennello in mano. Ora noi, facciamo la festa… A nostro padre, all’arte, alla gente, alla bellezza!”. Un progetto che la Fondazione Sciola, grazie alla costante collaborazione con l’Università di Cagliari, vuole portare avanti in maniera scientifica, con il contributo dellaFondazione di Sardegna e del Comune di San Sperate, il patrocinio del MiBACT e dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna, per portare avanti la divulgazione della ricerca artistica di Pinuccio Sciola, in linea con gli obiettivi del proprio statuto.
“La nostra è una Università che nei suoi rapporti con la società e il territorio sardo sente il legame con i grandi artisti di questa terra – dichiara il Rettore Maria Del Zompo – E’ per noi un piacere e un onore collaborare con la Fondazione che vuole perpetuare la memoria di Pinuccio Sciola, un esempio per tutti gli studenti e i docenti. Siamo particolarmente contenti dell’invito della Fondazione ad avere una parte attiva in questo percorso”. “La prima edizione di Sant’Arte racchiude lo spirito della Fondazione Sciola – spiega il Presidente, Tomaso Sciola- che interpreta l’eredità di Pinuccio, ricreando un ambiente coinvolgente, in cui si respiri arte e cultura ed in cui non ci siano spettatori ma protagonisti. Un modo per proseguire nella visione di un mondo in cui l’arte sia lo strumento per trasmettere messaggi e aprire le menti alla riflessione e alla condivisione”.
Un tema così importante e complesso che verrà sviluppato e discusso nell’intero arco dell’anno (e questa sarà una novità rispetto al Preludio), con appuntamenti da maggio a dicembre, per tenerne viva la filosofia e coinvolgere in modo partecipativo, instancabilmente, in primo luogo gli abitanti, e tutto il pubblico che

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Diego Fusaro tra gli ospiti del Festival arti visive a San Sperate

Mezzo secolo di murales a San Sperate. Da festeggiare come si deve sotto il segno di Pinuccio Sciola, artista scomparso due anni fa. Parole, ma anche laboratori con residenti e visitatori chiamati a usare le mani per le creazioni artistiche e i piedi per camminare tutto insieme in una festosa parata. Tra gli ospiti dell’evento il filosofo Diego Fusaro, considerato il volto nuovo del “politicamente scorretto”.
Un’occasione anche per fare il punto sul possibile sviluppo turistico-economico-culturale dl centro a pochi chilometri da Cagliari.
Perché, come ha ricordato la direttrice della Fondazione organizzatrice Maria Sciola prendendo le parole in prestito dal padre Pinuccio, “si può vivere di bellezza”. Al via dal 25 al 27 maggio la prima edizione di Sant’Arte, festival di arti visive promosso dalla Fondazione Sciola in collaborazione con l’Università di Cagliari e con il contributo di Fondazione di Sardegna e Comune di San Sperate e col patrocinio del Ministero dei beni culturali e dell’Assessorato regionale della Cultura.
Filo conduttore della tre giorni è il tema “ambiente e storia, arte e racconto”. Nel convegno si farà il punto su San Sperate come paese-museo. Sottolineando – è stato spiegato nella conferenza stampa di presentazione dalla storica dell’arte dell’Università di Cagliari Pamela La Dogana – la portata anticipatrice del progetto che già dal 1968 chiedeva il massimo coinvolgimento sociale e culturale dei residenti. Tra gli ospiti dei lavori anche il filosofo Diego Fusaro e le rappresentanti della Biennale di Cerveira, in Portogallo, Margarida Barbosa e Ana Vale Costa.
“Un momento per noi importante – ha spiegato Tomaso Sciola, vicepresidente della Fondazione – c’è un vuoto importante. E si sente. Lo spirito è quello di creare un evento di protagonisti e non di spettatori. Una festa, ma anche un momento di riflessione sull’arte. Un punto di partenza anche turistico: il preludio è stato a settembre, il festival si fa a maggio. A inizio stagione, ma senza confonderci con le tante feste estive”. Tanti i laboratori in programma: suoni, pittura, lavorazione di argilla. Tutte con un filo conduttore: la partecipazione delle persone alla creazione artistica.

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