“Mediterranean Integrated System for water Supply” è il progetto coordinato da Giovanni Sistu: con il CIREM-CRENoS ed ENAS, sono coinvolti il Palestinian Wastewater Engineers Group, capofila palestinese, la Comunità di Jerico (Palestina), Aqaba Water Company (Giordania), Institute des Regions Arides (Tunisia), in collaborazione con gli stakeholders locali Cooperativa Coltivatori Arborea e Comune di Arborea. Kickoff meeting lunedì 21 ottobre
17 October 2019
Un particolare simbolico della locandina del kick off meeting

Sergio Nuvoli

Cagliari, 16 ottobre 2019 - Riutilizzare i reflui trattati, miscelati con acque dolci di falda e o piovane in aree con evidente scarsità idrica o in presenza di salinizzazione delle falde stressate da importanti prelievi: è l’obiettivo del Progetto MEDISS “Mediterranean Integrated System for water Supply”, che muoverà i primi passi con il kickoff meeting fissato per  lunedì 21 e martedì 22 ottobre alle 9 nell’Aula magna di Palazzo Baffi della Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche dell’Università di Cagliari (viale Sant'Ignazio 74).

MEDISS intende affrontare il problema della disponibilità limitata d’acqua, condiviso da molti Paesi dell’area del Mediterraneo, pur con notevoli differenze tra loro: i Paesi del Sud e dell'Est sono particolarmente colpiti dalla siccità e tre dei quattro Paesi coinvolti nel progetto (Palestina, Giordania e Tunisia) soffrono di "carenza strutturale" d’acqua, con meno di 500 metri cubi pro capite all’anno. La Sardegna, d'altra parte, è una delle regioni dei Paesi europei del Mediterraneo con meno risorse idriche e a più alto rischio di desertificazione. In molti Paesi, inoltre, la scarsità d'acqua si traduce in una maggiore pressione sulla più importante fonte d'acqua: quella delle falde, mentre nella nostra regione si concretizza con una crescente domanda di risorse dai grandi bacini artificiali.

Il progetto – il cui coordinatore scientifico è Giovanni Sistu, docente alla Facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche - vuole favorire l’incremento dell'uso di acqua non convenzionale, principalmente acque reflue depurate (Treated Waste Water, TWW), contribuire alla desalinizzazione delle acque salmastre, e, insieme, lavorare alla promozione delle Best Agricultural Practices (BAP) e delle energie rinnovabili.

Giovanni Sistu, coordinatore scientifico del progetto
Giovanni Sistu, coordinatore scientifico del progetto

Si tratta di uno dei 41 progetti finanziati dal Programma di cooperazione transfrontaliera 2014-2020 ENI CBC “Mediterranean Sea Basin Programme”: più nel dettaglio, MEDISS è stato finanziato nell’ambito dell’obiettivo tematico “B.4 Environmental protection, climate change adaptation and mitigation” con priorità “B.4.1 Water efficiency”. Il progetto coinvolge 6 partner operanti in 4 aree: con l’Ateneo del capoluogo sardo, con il CIREM-CRENoS ed ENAS, sono coinvolti il Palestinian Wastewater Engineers Group, il capofila palestinese, la Comunità di Jerico (Palestina), Aqaba Water Company (Giordania), Institute des Regions Arides (Tunisia), in collaborazione con gli stakeholders locali Cooperativa Coltivatori Arborea e Comune di Arborea. Il progetto, della durata di 3 anni, ha una dotazione finanziaria di 2,4 milioni di euro, di cui 2,2 milioni di contributo dell’Unione europea.

MEDISS affronterà le problematiche delle realtà mediterranee coinvolte nel progetto attraverso soluzioni innovative, diverse per ogni regione: miscelazione di acque reflue depurate con acque superficiali del Wadi e acque salmastre (Palestina, Valle del Giordano); dissalazione per osmosi inversa con membrana innovativa a lunga durata e utilizzo energia solare (Giordania, Governatorato di Aqaba); impianto pilota di stripping dell'ammoniaca a membrane per fertilizzazione (Italia, Arborea);  trattamento terziario con innovativo letto filtrante (Tunisia, Gabes).

I risultati e le lezioni apprese saranno diffusi nei Paesi del Mediterrano con una strategia di comunicazione ad hoc per facilitare il trasferimento e la capitalizzazione in altri Paesi e in altri settori. Il progetto contribuirà, nel lungo termine, ad un bilancio idrico sostenibile nelle aree interessate, aumentando la resilienza allo stress idrico e ai cambiamenti climatici.

La locandina del meeting di avvio
La locandina del meeting di avvio

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