L’emittente televisiva statunitense trasmette in tutto il mondo il documentario sulla ricerca che indaga i markers psicologici dell’invecchiamento di successo in Sardegna, con un’intervista con Chiara Fastame e Paul Hitchcott, ricercatori del team di Maria Pietronilla Penna (Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia). VIDEO, FOTO e RASSEGNA STAMPA
13 February 2018
"Is a social life the answer to longevity?", si chiedono i giornalisti della CNN

di Sergio Nuvoli

Cagliari, 7 febbraio 2018 - Gli studi sui markers psicologici dell’invecchiamento di successo in Sardegna condotti dall’equipe di ricerca composta da Maria Pietronilla Penna, docente di Psicologia generale, e da Chiara Fastame e Paul Hitchcott, ricercatori del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell’Università di Cagliari, sono al centro di un documentario che in questi giorni viene trasmesso dalla CNN in tutto il mondo.

In particolare, nell’intervista con i due ricercatori realizzata a novembre da una troupe dell’emittente televisiva statunitense nei locali dell’Ateneo (come documentano le fotografie di Francesco Cogotti, nella Sala Consiglio del Palazzo del Rettorato), viene evidenziato il ruolo svolto dalla rete sociale nel promuovere il benessere psicologico degli anziani delle aree della longevità, la cosiddetta “zona blu”, un territorio compreso tra l’Ogliastra e la Barbagia in cui si registra un elevato numero di centenari.

Chiara Fastame intervistata dalla CNN (foto Cogotti)
Chiara Fastame intervistata dalla CNN (foto Cogotti)

In particolare, gli studi riportati dalla dott.ssa Fastame e dal dott. Hitchcott documentano che gli anziani della “zona blu” sono considerati una risorsa dalla loro comunità, perché depositari delle conoscenze e delle tradizioni locali e come tali sono ancora produttivi e socialmente coinvolti in diverse attività.

Al riguardo, i ricercatori dell’Università di Cagliari hanno sottolineato ai microfoni della CNN come gli anziani delle aree interne abbiano una miglior memoria, riportino minori segni di depressione e siano più soddisfatti rispetto agli anziani delle aree rurali del Nord Italia, un fenomeno che è più evidente soprattutto in coloro che non sono sedentari e che investono il loro tempo in attività sociali e a carattere ricreativo-culturale.

Il documentario è presentato accanto ad un articolo di Vivien Jones, che riporta alcune dichiarazioni dei ricercatori, dal titolo "The centenarians dominating one region of Sardinia".

La troupe della CNN al lavoro nella Sala Consiglio del Rettorato (foto Cogotti)
La troupe della CNN al lavoro nella Sala Consiglio del Rettorato (foto Cogotti)

RASSEGNA STAMPA

SARDINIAPOST.IT
Invecchiamento di successo in Sardegna, il documentario della Cnn
7 febbraio 2018  Cronaca, In evidenza 15

Gli studi sui markers psicologici dell’invecchiamento di successo in Sardegna condotti dall’equipe di ricerca composta da Maria Pietronilla Penna, docente di Psicologia generale, e da Chiara Fastame e Paul Hitchcott, ricercatori del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell’Università di Cagliari, sono al centro di un documentario (guarda il trailer) che in questi giorni viene trasmesso dalla CNN in tutto il mondo.
“Is a social life the answer to longevity?”, si chiedono i giornalisti della CNN. In particolare, nell’intervista con i due ricercatori realizzata da una troupe dell’emittente televisiva statunitense nei locali dell’Ateneo, viene evidenziato il ruolo svolto dalla rete sociale nel promuovere il benessere psicologico degli anziani delle aree della longevità, la cosiddetta “zona blu”, un territorio compreso tra l’Ogliastra e la Barbagia in cui si registra un elevato numero di centenari.
In particolare, gli studi riportati dalla dottoressa Fastame e dal dottor Hitchcott documentano che gli anziani della “zona blu” sono considerati una risorsa dalla loro comunità, perché depositari delle conoscenze e delle tradizioni locali e come tali sono ancora produttivi e socialmente coinvolti in diverse attività.
Al riguardo, i ricercatori dell’Università di Cagliari hanno sottolineato ai microfoni della CNN come gli anziani delle aree interne abbiano una miglior memoria, riportino minori segni di depressione e siano più soddisfatti rispetto agli anziani delle aree rurali del Nord Italia, un fenomeno che è più evidente soprattutto in coloro che non sono sedentari e che investono il loro tempo in attività sociali e a carattere ricreativo-culturale.
Il documentario è presentato accanto ad un articolo di Vivien Jones, che riporta alcune dichiarazioni dei ricercatori.

SARDINIAPOST
SARDINIAPOST

L’UNIONE SARDA
I segreti della longevità sarda in un documentario della CNN
Oggi alle 11:52

Gli studi sull'importanza della componente psicologica nel segreto della longevità sarda condotti dall'equipe di ricerca dell'Università di Cagliari e composta da Maria Pietronilla Penna, docente di Psicologia generale, e da Chiara Fastame e Paul Hitchcott, ricercatori del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia e Filosofia, sono al centro di un documentario che in questi giorni viene trasmesso dalla CNN in tutto il mondo.
"Is a social life the answer to longevity?", si chiedono i giornalisti della CNN.
In particolare, nell'intervista con i due ricercatori realizzata a Cagliari da una troupe dell'emittente televisiva statunitense, viene evidenziato il ruolo svolto dalla rete sociale nel promuovere il benessere psicologico degli anziani delle aree della longevità, la cosiddetta "zona blu", un territorio compreso tra l'Ogliastra e la Barbagia e in cui si registra un elevato numero di centenari.
Gli studi effettuati dalla dottoressa Fastame e dal dottor Hitchcott documentano, in particolare, come gli anziani della "zona blu" siano considerati una risorsa dalla loro comunità, perché depositari delle conoscenze e delle tradizioni locali e come tali ancora produttivi e coinvolti in numerose attività sociali.
I ricercatori dell'ateneo del capoluogo hanno sottolineato ai microfoni della CNN come gli anziani delle aree interne abbiano una miglior memoria, riportino minori segni di depressione e siano più soddisfatti rispetto agli anziani delle aree rurali del Nord Italia, un fenomeno che è più evidente soprattutto in coloro che non sono sedentari e che investono il loro tempo in attività sociali e a carattere ricreativo-culturale.

L'UNIONE SARDA
L'UNIONE SARDA

ANSA
I segreti dei centenari sardi sulla Cnn
Studi Università Cagliari evidenziano ruolo della rete sociale

La longevità sarda fa il giro del mondo. Ora anche con un documentario che in questi giorni viene trasmesso dalla Cnn, il colosso dell'informazione statunitense. Sotto l'occhio delle telecamere gli studi sui markers psicologici dell'invecchiamento di successo in Sardegna condotti dall'equipe di ricerca composta da Maria Pietronilla Penna, docente di Psicologia generale, Chiara Fastame e Paul Hitchcott, ricercatori del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell'Università di Cagliari.
"Is a social life the answer to longevity?", si chiedono i giornalisti della Cnn. Cioè, è tutto merito della vita sociale? La risposta è anche quella. In particolare, nell'intervista con i due ricercatori realizzata da una troupe della tv statunitense nei locali dell'Ateneo, viene evidenziato il ruolo svolto dalla rete sociale nel promuovere il benessere psicologico degli anziani delle aree della longevità, la cosiddetta "zona blu", un territorio compreso tra l'Ogliastra e la Barbagia in cui si registra un elevato numero di centenari.
Gli studi riportati da Fastame e da Hitchcott documentano che gli anziani della "zona blu" sono considerati una risorsa dalla loro comunità, perché depositari delle conoscenze e delle tradizioni locali e come tali sono ancora produttivi e socialmente coinvolti in diverse attività. Al riguardo, i ricercatori dell'Università di Cagliari hanno sottolineato ai microfoni della Cnn come gli anziani delle aree interne abbiano una miglior memoria, riportino minori segni di depressione e siano più soddisfatti rispetto agli anziani delle aree rurali del Nord Italia, un fenomeno che è più evidente soprattutto in coloro che non sono sedentari e che investono il loro tempo in attività sociali e a carattere ricreativo-culturale.

ANSA
ANSA

LA NUOVA SARDEGNA.IT
La longevità dei sardi fa il giro del mondo e sbarca sulla Cnn americana
Sul sito del colosso statunitense di informazione un servizio sugli studi dell'università di Cagliari

CAGLIARI. La longevità sarda fa il giro del mondo. Ora anche con un documentario che in questi giorni viene trasmesso dalla Cnn, il colosso dell'informazione statunitense. Sotto l'occhio delle telecamere gli studi sui markers psicologici dell'invecchiamento di successo in Sardegna condotti dall'equipe di ricerca composta da Maria Pietronilla Penna, docente di Psicologia generale, Chiara Fastame e Paul Hitchcott, ricercatori del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell'Università di Cagliari.
"Is a social life the answer to longevity?", (cliccare per vedere il video servizio in inglese) si chiedono i giornalisti della Cnn. Cioè, è tutto merito della vita sociale? La risposta è anche quella. In particolare, nell'intervista con i due ricercatori realizzata da una troupe della tv statunitense nei locali dell'Ateneo, viene evidenziato il ruolo svolto dalla rete sociale nel promuovere il benessere psicologico degli anziani delle aree della longevità, la cosiddetta "zona blu", un territorio compreso tra l'Ogliastra e la Barbagia in cui si registra un elevato numero di centenari.
Gli studi riportati da Fastame e da Hitchcott documentano che gli anziani della "zona blu" sono considerati una risorsa dalla loro comunità, perché depositari delle conoscenze e delle tradizioni locali e come tali sono ancora produttivi e socialmente coinvolti in diverse attività.
Al riguardo, i ricercatori dell'Università di Cagliari hanno sottolineato ai microfoni della Cnn come gli anziani delle aree interne abbiano una miglior memoria, riportino minori segni di depressione e siano più soddisfatti rispetto agli anziani delle aree rurali del Nord Italia, un fenomeno che è più evidente soprattutto in coloro che non sono sedentari e che investono il loro tempo in attività sociali e a carattere ricreativo-culturale.

LA NUOVA SARDEGNA
LA NUOVA SARDEGNA

VISTANET.IT
In un documentario della Cnn gli studi dell’Università di Cagliari sull’invecchiamento in Sardegna
7 febbraio 2018 12:09 La Redazione

Gli studi sui markers psicologici dell’invecchiamento di successo in Sardegna condotti dall’equipe di ricerca composta da Maria Pietronilla Penna, docente di Psicologia generale, e da Chiara Fastame e Paul Hitchcott, ricercatori del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell’Università di Cagliari, sono al centro di un documentario che in questi giorni viene trasmesso dalla CNN in tutto il mondo.
«Is a social life the answer to longevity?», si chiedono i giornalisti della CNN. In particolare, nell’intervista con i due ricercatori realizzata da una troupe dell’emittente televisiva statunitense nei locali dell’Ateneo, viene evidenziato il ruolo svolto dalla rete sociale nel promuovere il benessere psicologico degli anziani delle aree della longevità, la cosiddetta “zona blu”, un territorio compreso tra l’Ogliastra e la Barbagia in cui si registra un elevato numero di centenari.
In particolare, gli studi riportati dalla dott.ssa Fastame e dal dott. Hitchcott documentano che gli anziani della “zona blu” sono considerati una risorsa dalla loro comunità, perché depositari delle conoscenze e delle tradizioni locali e come tali sono ancora produttivi e socialmente coinvolti in diverse attività.
Al riguardo, i ricercatori dell’Università di Cagliari hanno sottolineato ai microfoni della CNN come gli anziani delle aree interne abbiano una miglior memoria, riportino minori segni di depressione e siano più soddisfatti rispetto agli anziani delle aree rurali del Nord Italia, un fenomeno che è più evidente soprattutto in coloro che non sono sedentari e che investono il loro tempo in attività sociali e a carattere ricreativo-culturale. Il documentario è presentato accanto ad un articolo di Vivien Jones, che riporta alcune dichiarazioni dei ricercatori.

VISTANET.IT
VISTANET.IT

YOUTG.NET
I centenari sardi sulla Cnn: contro l'invecchiamento la protezione della rete sociale

CAGLIARI. La rete sociale in Sardegna - soprattutto fra Barbagia e Ogliastra - protegge dall'invecchiamento e rende longevi gli abitanti dell'Isola: questo il  messaggio che la Cnn sta trasmettendo a tutto il mondo, attraverso un documentario.  Gli studi sui markers psicologici dell’invecchiamento di successo  condotti dall’equipe di ricerca composta da Maria Pietronilla Penna, docente di Psicologia generale, e da Chiara Fastame e Paul Hitchcott, ricercatori del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell’Università di Cagliari, sono al centro del lavoro dell'emittente americana.
“Is a social life the answer to longevity?”, si chiedono i giornalisti della Cnn. In particolare, nell’intervista con i due ricercatori realizzata da una troupe dell’emittente televisiva statunitense nei locali dell’Ateneo, viene evidenziato il ruolo svolto dalla rete sociale nel promuovere il benessere psicologico degli anziani delle aree della longevità, la cosiddetta “zona blu”, un territorio compreso tra l’Ogliastra e la Barbagia in cui si registra un elevato numero di centenari.
In particolare, gli studi riportati dalla Fastame e da Hitchcott documentano che gli anziani della “zona blu” sono considerati una risorsa dalla loro comunità, perché depositari delle conoscenze e delle tradizioni locali e come tali sono ancora produttivi e socialmente coinvolti in diverse attività.
Al riguardo, i ricercatori dell’Università di Cagliari hanno sottolineato ai microfoni della CNN come gli anziani delle aree interne abbiano una miglior memoria, riportino minori segni di depressione e siano più soddisfatti rispetto agli anziani delle aree rurali del Nord Italia, un fenomeno che è più evidente soprattutto in coloro che non sono sedentari e che investono il loro tempo in attività sociali e a carattere ricreativo-culturale.

YOUTG.NET
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ADNKRONOS.IT
Super nonni molto social, ecco i segreti dei centenari sardi
SALUTE
Pubblicato il: 07/02/2018 16:09

Lo avevano soprannominato il 'nonno del mondo'. Antonio Todde è stato il primo uomo a vivere fino alla soglia dei 113 anni. Nato nel 1889, si è spento serenamente nel 2002. E la sua carta d'identità è diventata subito d'interesse per la scienza. Un dato biografico, in particolare: Todde abitava a Tiana, un piccolo centro di meno di 500 anime nella provincia di Nuoro, in Sardegna. Segni particolari: si trova all'interno di una regione straordinaria, una terra di 'matusalemme', dove i centenari sono presenti in una proporzione 3 volte maggiore rispetto al resto della Sardegna stessa e dell'Italia continentale. Le vite di questi abitanti speciali - e gli studi condotti dagli scienziati a caccia del loro segreto di longevità - hanno fatto il giro del mondo e tornano ora sotto i riflettori internazionali in un lungo reportage della 'Cnn'.
Qual è il 'sacro Graal', l'elisir di lunga vita custodito dai super nonni sardi? La ricerca continua. Ma sebbene i buoni geni, la dieta e l'esercizio fisico siano spesso citati come cruciali - in quanto presenti nella maggior parte dei luoghi battezzati come 'Blue zone' - l'indagine scientifica in questa regione del Mediterraneo indica che l'interazione sociale può essere altrettanto influente. La qualità dei rapporti umani: un'altra variabile che appare determinante. Le osservazioni condotte nell'area suggeriscono che la cura e l'attenzione da parte dei familiari e l'essere strettamente coinvolti nelle attività della comunità aiutano a mantenere uno stato mentale sano, che è fondamentale per il benessere generale.
La Blue zone sarda è stata circoscritta dal medico e demografo Giovanni Pes che, nei primi anni 2000, ha osservato tassi di mortalità molto bassi e alte aspettative di vita in diversi villaggi della Sardegna centrale. Lo scienziato ha segnato ogni insediamento con queste caratteristiche su una mappa, etichettando l'area come zona blu, termine ora usato per riferirsi a qualsiasi zona con popolazioni super longeve. Ne sono state identificate 5 nel mondo, da Nicoya in Costa Rica a Ikaria in Grecia. Ma l'area sarda ha una particolarità che la rende unica: "Nella maggior parte dei Paesi occidentali il rapporto tra i sessi a 100 anni è di 1 a 4 a favore delle donne", ha ricordato Pes. Invece in questa zona centrale della Sardegna, "è 1 a 1. Abbiamo cioè la stessa proporzione di uomini a donne in età avanzata".
Lo scienziato ha analizzato inizialmente il patrimonio genetico, partendo dall'ipotesi che l'isolamento geografico potrebbe aver portato a varianti nel Dna che favoriscono la longevità. Ma i fattori genetici, ha concluso, spiegavano solo "dal 20% al 25% della durata media della vita". L'analisi si è mossa con interviste ai super nonni e mettendo insieme dati storici. E i risultati hanno portato a definire come altrettanto importanti i fattori sociali e psicologici.
Il ruolo svolto dalla famiglia è stato evidenziato anche da Luigi Corda, autore di un viaggio fotografico lungo 2 anni fra i centenari sardi nelle regioni della Barbagia, dell'Ogliastra, della Trexenta e del Medio Campidano. Nei suoi scatti occhi profondi e vividi spiccano tra le rughe di volti sereni segnati dal tempo. "Il fatto di sentirsi ancora importanti, di essere al centro dell'attenzione li rende attivi e dà loro la forza di andare avanti, sottolineando l'importanza della famiglia, oltre agli aspetti genetici, all'alimentazione e alla religione", ha avuto modo di raccontare.
Secondo la sua testimonianza, tutti i centenari erano in ottima salute e incredibilmente lucidi. Spesso non avevano neanche bisogno degli occhiali per leggere. Nella sua galleria fotografica ci sono donne che hanno lavorato in miniera e uomini che hanno fatto i calzolai, i barbieri, i contadini, i pastori. Sulle loro tavole un bicchiere di vino, ma anche le bacche o il latte di capra, senza dimenticare passioni come quella per le patatine fritte o le lasagne. Generazione 1900, nonni fuori dal comune che fino ai 100 anni hanno mantenuto un'autonomia invidiabile, fra cruciverba e calcio in tv, balli e giri in bici, pranzi preparati quotidianamente con le proprie mani. In questa zona nel cuore della Sardegna, parenti e vicini si prendono cura degli anziani che vengono visti come persone che trasmettono valori e conoscenze, evidenziano gli esperti. La casa diventa uno spazio di contatto quotidiano con i giovani, fa notare Maria Chiara Fastame, psicologa dell'università di Cagliari.
Parola d'ordine: rete sociale. Gli anziani sono al centro delle loro comunità, partecipano attivamente alla vita e agli eventi locali, si incontrano in piazza, chiacchierano, giocano a carte, socializzano. E tutto questo mantiene la loro mente acuta a lungo. Da una recente ricerca dell'ateneo cagliaritano è emerso che i senior della zona blu sarda sono coinvolti in un numero più consistente di attività sociali e ricreative rispetto alle popolazioni anziane di altre aree. Questo avrebbe creato un diverso modello psicologico che è stato legato a vite più lunghe.
Il contesto sociale, evidenzia Fastame, "è fondamentale per invecchiare bene". La depressione è rara fra i super nonni sardi che, sebbene non conducano una vita rurale idilliaca, hanno una maggiore resistenza. Insomma, il segreto della longevità non è uno solo. "E' piuttosto - sostiene Pes - nell'interazione di molti fattori diversi". E saranno necessarie ulteriori ricerche per approfondire la comprensione della ricetta perfetta per un invecchiamento di successo.

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