L’intervento di Gianmario Demuro al simposio in videocollegamento con la base italiana di Herat (Afghanistan): “Occorre rendere effettivo il principio costituzionale di uguaglianza”. RESOCONTO e FOTO
12 October 2017
La base di Herat durante il videocollegamento con Cagliari

di Sergio Nuvoli

Cagliari, 13 ottobre 2017 – “La repressione penale non è sufficiente ad arginare il fenomeno della corruzione nella Pubblica amministrazione, ma occorre un cambiamento radicale sull'effettività dell'attuazione dei principi costituzionali: il primo è quello di eguaglianza”.

Lo ha sostenuto con forza il prof. Gianmario Demuro, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Cagliari, intervendo ieri pomeriggio al simposio sul tema del contrasto alla corruzione nella Pubblica Amministrazione, tenuto a favore delle forze di sicurezza afgane di Herat (Afghanistan) per approfondire e dibattere argomenti relativi al quadro normativo vigente  attraverso un confronto operativo con la situazione italiana.

L’iniziativa – prima nel suo genere - ha visto la sede del Comando del contingente italiano di Camp Arena a Herat in collegamento con il Tribunale di Cagliari e con il Post Conflict Operation Center di Torino per dibattere sul tema con il Procuratore Generale di Herat davanti ad una nutrita platea di autorità civili e militari afgane tra cui il governatore e il sindaco della città afghana.

“L’intervento del generale Massimo Biagini, comandante del TAAC WEST – si legge sul sito del giornale italiano delle Nazioni Unite e sul sito del Ministero italiano della Difesa - ha aperto i lavori del Simposio affrontando il tema della corruzione dal punto di vista della motivazione e onestà, aspetti fondamentali per svolgere il proprio servizio nell’ambito delle istituzioni pubbliche”.

Successivamente l’avvocato Giuseppe Ledda, direttore della Scuola della Camera Penale di Cagliari,  Maria Alessandra Pelagatti capo della Procura di Cagliari, Paolo De Angelis, magistrato della Procura del capoluogo sardo insieme con Rita Dedola, presidente dell’Ordine degli Avvocati della città, e  il prof. Demuro hanno dibattuto con il Procuratore Generale di Herat, Abdul Haq Amahdi, mettendo a disposizione della platea esperienze e conoscenze giuridico-legali di alto livello. La sinergia creata tra professionisti e docenti di Paesi ed esperienze diverse ha offerto spunti per trovare comuni misure di contrasto al fenomeno della corruzione.

Demuro, in particolare, si è detto d’accordo con quanto sostenuto dal Procuratore De Angelis sul fatto che la legislazione in materia penale sia ormai idonea a combattere il fenomeno drammatico della corruzione in Italia.

Il costituzionalista ha spiegato che “ogni attività corruttiva altera il rapporto tra Pubblica amministrazione e cittadini, nonché tra PA e imprese. In questo la violazione del corollario dell'imparzialità è ancor più grave perché mette a rischio il rapporto di fiducia che deve sussistere tra cittadini e potere pubblico. Un potere che discrimina è un potere delegittimato”.

Conseguenze gravi anche dal punto di vista personale: “Chi è corrotto – ha avvertito - viene meno al giuramento di fedeltà alla Repubblica e pone le basi per la violazione del principio democratico”. Con riferimento alle riforme che la Pubblica amministrazione ha necessità di approvare, il prof. Demuro ha proposto una chiara semplificazione dei procedimenti amministrativi in modo da ridurre i campi nei quali la corruzione può infilarsi: “Serve un uso maggiore della digitalizzazione dei processi decisionali – ha concluso - e un reclutamento straordinario per concorso di giovani laureati che possano portare conoscenza nuove in una PA ormai troppo invecchiata a causa del blocco decennale delle assunzioni”.

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Il professor Gianmario Demuro, ordinario di Diritto costituzionale
Il professor Gianmario Demuro, ordinario di Diritto costituzionale

Sergio Nuvoli

Cagliari, 9 ottobre 2017 – Interverrà anche il prof. Gianmario Demuro, docente di Diritto costituzionale dell’Università di Cagliari, giovedì 12 ottobre al convegno-confronto organizzato dalla Camera penale di Cagliari su “La corruzione nella Pubblica amministrazione”. L’evento – che ha una valenza formativa riconosciuta per tutti gli avvocati, previa iscrizione – comincerà alle 15 nella Biblioteca dell’Ordine degli avvocati e si svolgerà in videoconferenza con Herat (Afghanistan), da dove dal Camp Arena interverranno il Comandante di TAAC-W, generale B. Massimo Biagini, e il Governatore di Herat insieme al Procuratore Capo della Procura di Herat e al Procuratore per il contrasto alla corruzione.

Partecipano il rappresentante speciale per il Segretariato Generale delle Nazioni Unite, Mr Tadamichi Yamamoto, il sindaco di Herat, il Comandante del 207mo C.A. dell’Esercito, il Comandante regionale della Polizia, e i rappresentanti di 65 istituzioni locali. Argomento degli interventi da Herat sarà il quadro normativo di riferimento afghano e le modifiche al codice penale in corso di approvazione, lo studio del fenomeno, le modalità nelle quali si estrinseca, e saranno riferiti dati statistici nel quadro dell’analisi sull’incidenza del fenomeno, con le misure di prevenzione e coercitive.

Dalla Scuola di Applicazione di Torino sarà collegata la prof.ssa Silvia Ponzio, docente di Diritto amministrativo, che interverrà sul fenomeno nella pubblica amministrazione italiana con particolare riferimento alle Forze armate.

Quindi la parte cagliaritana dell’incontro, introdotta dall’avvocato Giuseppe Ledda, direttore della Scuola della Camera Penale di Cagliari. Interverranno Maria Alessandra Pelagatti, Procuratore Capo della Procura di Cagliari, Paolo De Angelis, magistrato della Procura di Cagliari, Rita Dedola, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, Rodolfo Meloni, Presidente della Camera Penale di Cagliari e Gianmario Demuro, docente di Diritto costituzionale. Al centro degli interventi i beni giuridici tutelati, gli elementi costitutivi dei reati, il contrasto in ambito giudiziario e le misure di prevenzione e coercitive, i limiti e le garanzie, i profili costituzionali e sviluppi legislativi. Quindi un confronto tra il fenomeno nella pubblica amministrazione italiana e quello presentato dai relatori afghani.

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