CLAB NETWORK. Un riconoscimento eccezionale firmato dal ministero dell’Università: il Contamination Lab “buona pratica” nazionale
26 June 2017

Il Contamination Lab dell’Università di Cagliari vincitore della linea CLab relativa alla creazione di un Network nazionale dei Contamination Lab.
 
Un riconoscimento eccezionale firmato dal ministero dell’Università: il Contamination
Lab “buona pratica” in ambito nazionale. Premiato il lavoro innovativo teso a creare
e diffondere cultura imprenditoriale, svolto dallo staff guidato da Maria Chiara Di Guardo
 
Cagliari, 26 giugno 2017
Mario Frongia

IN CIMA AL PAESE. Un riconoscimento conquistato sul campo. Ma anche il premio per un lavoro certosino e “contaminante” maturato negli anni. Il Contamination Lab dell’Università di Cagliari (CLab-UniCa) guida da pochi giorni il Network CLab Italia. Ovvero, il Miur (ministero Istruzione, università e ricerca) ha prima valutato le performance delle strutture nate per favorire cultura d’impresa in ambiti multidiscplinari. Per poi dare la palma d’oro e il ruolo di capofila nella nascente rete nazionale al format e allo staff guidato da Maria Chiara Di Guardo, direttore scientifico del progetto. Ma non solo. Il CLab UniCa ha vinto il bando per sviluppo e perseguimento delle proprie attività nell’Ateneo cagliaritano. Il 3 luglio viene pubblicato il bando per la selezione della quinta edizione del CLab-UniCa, che avrà inizio a ottobre.
 
INNOVAZIONE, IMPRESE, TERRITORI. Il Miur ha pubblicato la valutazione delle proposte per la creazione dei Contamination Lab nelle università italiane e per il loro inserimento in una rete nazionale. L’Italian CLab Network deve favorire l’acquisizione di nuove competenze volte allo sviluppo di progetti di innovazione a vocazione sociale e imprenditoriale, in relazione con i punti di forza degli atenei e dei territori. Al contempo dovrà contribuire alla creazione di un ecosistema imprenditoriale, creare riflessione e know-how legato alla diffusione della cultura di impresa.
 
CAGLIARI IN VETTA. Il CLab UniCa capofila dell’Italian CLab Network sarà un “incubatore di CLab”. Raccoglierà al suo interno e metterà in connessione tra di loro i Contamination Lab. Previste attenzioni anche per i Contamination in divenire. I CLab dei vari atenei saranno i nodi locali di un unico progetto con una piattaforma nazionale teso a valorizzare il brand CLab con una strategia coerente.
 
NOVE SFIDE. Lo sviluppo dell’Italian CLab Network prevede nove punti chiave: 1) piattaforma digitale di condivisione per facilitare lo scambio di informazioni e le connessioni tra CLab; riferimento per dialogo e confronto con gli utenti delle diverse realtà italiane con la creazione di una rete e community attiva. La piattaforma garantirà la condivisione di informazioni, documenti, materiale didattico, webinar; la partecipazione a competizioni e a challenges organizzate con i partner dei CLab; co-progettazione di azioni integrate, sviluppo competenze e interazione in rete con altri soggetti pubblici e privati interessati a far crescere e valorizzare i CLab a livello nazionale; 2) video-conferencing tra i CLab, tesa a promuovere attività in co-presenza dei partecipanti e interazione continua tra gli studenti; 3) creazione “cassetta degli attrezzi” su metodologia di co-costruzione peer-to-peer (studenti-docenti da pari a pari) e su forme di apprendimento innovative; 4) condivisione strumenti di governance e trasferimento degli stessi, anche amministrativi, necessari per un efficace funzionamento dei percorsi progettuali; 5) trasferimento best practices tra i Clab, amplificando il valore ottenuto da ciascuno di essi; 6) comunicazione esterna per promuovere il lavoro dei CLab e narrare le attività di una “generazione Clabber” in crescita e attiva sui territori; story-telling regolare delle attività in progress e di quelle concluse, un brand unico al quale legare il nome della città di riferimento per il racconto e la trasferibilità delle esperienze e la riconoscibilità e identità del progetto nazionale; 7) condivisione funzionamento e risultati ottenuti (monitoraggio); 8) attrazione di ulteriori risorse private per il funzionamento dei CLab, garantendo un adeguato contatto con il mercato e i venture capitalist; 9) attività di supporto per le Università che attiveranno in itinere e nei prossimi anni altri CLab, al fine di facilitarne e velocizzarne le fasi di avvio.
 
INFORMAZIONI. http://clabunica.it/

 
http://clabunica.it/
 
Il CLab di UniCa capofila in Italia per i prossimi tre anni

Maria Chiara Di GuardoEccezionale riconoscimento del Ministero dell’Università al Contamination Lab dell’Ateneo di Cagliari. La conferma di uno straordinario lavoro innovativo svolto dallo staff guidato dalla professoressa Maria Chiara Di Guardo
 
Cagliari, venerdì 23 giugno 2017
Ivo Cabiddu / Mario Frongia

 

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha pubblicato (
link) la valutazione delle proposte pervenute a seguito della call per la creazione dei Contamination Lab nelle università italiane e per il loro inserimento in una rete nazionale. Il network dovrà favorire l’acquisizione di nuove competenze volte allo sviluppo di progetti di innovazione a vocazione sociale e imprenditoriale, in relazione con i punti di forza delle università e dei territori. Allo stesso tempo dovrà contribuire alla creazione di un ecosistema imprenditoriale, creare riflessione e nuovo know-how in materia di diffusione della cultura di impresa.
   
CAGLIARI CAPOFILA. Il CLab UniCa in qualità di capofila dell’Italian CLab Network sarà un “incubatore di CLab”. Raccoglierà al suo interno e metterà in connessione tra di loro tutti i CLab esistenti e quelli futuri che operano e si riconoscono nella sfida complessiva di dare un contributo alla creazione di un ecosistema imprenditoriale, di creare riflessione e nuovo know-how in materia di diffusione della cultura di impresa e della creazione di impresa nei contesti universitari. Il piano assegna stanziamenti per un totale di quasi cinque milioni di euro, da suddividere tra gli atenei del Centro Nord (1,98 milioni) e delle aree del Sud e Isole (2,97 milioni). Al Contamination Lab dell’Università di Cagliari, diretto dalla professoressa Maria Chiara Di Guardo, un contributo di 300mila euro per le proprie attività e una dotazione di ulteriori 150mila euro per il coordinamento del network nazionale.
 
IL NETWORK CLAB ITALIA. I CLab dei vari atenei saranno i nodi locali di un unico progetto, che avrà presto una piattaforma online per la condivisione delle esperienze, la promozione delle attività e la valorizzazione del brand CLab a livello nazionale. Nove i livelli e gli ambiti di interazione individuati per lo sviluppo del network:
  1. piattaforma digitale di condivisione per facilitare lo scambio di informazioni e le connessioni tra CLab, un punto di riferimento per chi vuole dialogare e confrontarsi con gli utenti delle diverse realtà italiane sparse nei territori, creando di fatto una rete e community attiva di Clab. La piattaforma garantirà la condivisione di informazioni, documenti, materiale didattico, webinar; la partecipazione a competizioni e a challenges organizzate insieme ai Partner in cui i CLab insistono; la possibilità di co-progettare azioni integrate, sviluppare competenze ed interagire in rete con altri soggetti pubblici e privati interessati a far crescere e valorizzare i CLab a livello nazionale;
  2. video-conferencing tra tutti i CLab locali, che promuova attività in co-presenza dei partecipanti e interazione continua tra gli studenti;
  3. creazione di una “cassetta degli attrezzi” relativi alla metodologia di co-costruzione peer-to-peer (studenti-docenti da pari a pari) e a forme di apprendimento innovative;
  4. condivisione degli strumenti di governance e trasferimento degli strumenti, anche amministrativi, necessari per un efficace funzionamento dei percorsi progettuali;
  5. trasferimento di best practices tra i Clab, amplificando il valore ottenuto da ciascuno di essi;
  6. comunicazione esterna per promuovere il lavoro dei CLab e narrare le attività di una “generazione Clabber” che sta crescendo ed è attiva sui territori; uno story-telling regolare delle attività in progress e di quelle concluse, un brand unico al quale legare il nome della città di riferimento per il racconto e la trasferibilità delle esperienze e la riconoscibilità e identità del progetto nazionale;
  7. condivisione del funzionamento e dei risultati ottenuti (monitoraggio);
  8. attrazione di ulteriori risorse private per il funzionamento dei CLab, garantendo un adeguato contatto con il mercato e i venture capitalist;
  9. attività di supporto verso quelle Università che vorranno attivare in itinere e nei prossimi anni nuovi CLab, al fine di facilitarne e velocizzarne le fasi di avvio. 
ALTRE IMPORTANTI NOVITÀ. Oltre a questo importante traguardo, il CLab di Cagliari è risultato vincitore del bando per lo sviluppo e perseguimento delle proprie attività all’interno dell’Ateneo cagliaritano. Il prossimo 3 luglio è prevista la pubblicazione del bando per accedere alla selezione della quinta edizione del CLab UniCa, che avrà inizio nel mese di ottobre.


 

 

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