La social innovation per un approccio fresco, moderno ed efficiente verso i mercati del lavoro e delle professioni. Lo step indispensabile per diventare competitivi anche grazie al know how messo a disposizione dall’ateneo. "Opportunità innovative, sfidanti e motivanti" spiega Maria Chiara Di Guardo
27 July 2022
I saperi, l'energia e la contaminazione per andare a caccia di idee imprenditoriali vincenti

Il know how universitario come sapere di frontiera per il futuro delle nuove generazioni

Mario Frongia

Un altro passo di pregio. Avantieri, lunedì 25 luglio, la sede di Startup Italia a Cagliari ha ospitato la prima giornata di networking fra i ricercatori dell’Università di Cagliari e gli aspiranti startupper del Contamination Plus, il nuovo percorso di educazione imprenditoriale del Crea UniCa, ispirato ai temi della social innovation. Il CPlus+ nasce dall’esperienza del Contamination Lab. Una strada feconda e produttiva che si snellisce, diventa breve e lascia spazio a nuove tematiche. In prima fila i temi della social innovation, leitmotiv di questo percorso rinnovato, che nella sua freschezza continua a nutrirsi dell’innovazione che la ricerca offre al territorio. “I ragazzi si chiedono come iniziare, come sfruttare al meglio le conoscenze acquisite e infine come arrivare alla meta con successo. Non solo per diventare imprenditori e startupper ma per acquisire un approccio imprenditivo utile nel lavoro e nella vita. Il CPlus risponde con un percorso che si differenzia da quelli attuali perché mette a disposizione il know how universitario come sapere di frontiera. E per rispondere alle grandi sfide della social innovation abitua i partecipanti a pensare in maniera alternativa” ha detto Maria Chiara Di Guardo, direttrice del Crea UniCa, durante l’inaugurazione del nuovo step formativo. I 40 partecipanti sono stati al centro del discorso di apertura incentrato sulle sfide imprenditoriali e personali.  

Cagliari. Una fase dello speech introduttivo curato da Maria Chiara Di Guardo
Cagliari. Una fase dello speech introduttivo curato da Maria Chiara Di Guardo

L’innovazione maturata nella ricerca universitaria è la cifra distintiva del percorso

CPlus+ offre uno scrigno di saperi innovativi in grado di generare benessere e ricchezza nel tessuto sociale, verso un cambiamento alla portata di tutti, anche con la creazione di nuove imprese. Il confronto tra aspiranti startupper e ricercatori si è svolto con la condivisione di esperienze, saperi e idee. Un banco di prova in cui gli attori del percorso e i docenti dell’ateneo si sono interrogati sui i bisogni emergenti della società. Da qui, il trasferire innovazione nel territorio con la supervisione di un team qualificato composto da Tiziana Pivetta (dipartimento Scienze chimiche e geologiche), Maurizio Atzori (Matematica e informatica), Paolo Sanjust (Ingegneria civile, ambientale e architettura), Miriam Melis (Scienze biomediche), Francesca Cabiddu (Scienze economiche e aziendali), Michela Loi (Scienze economiche e aziendali), Pier Carlo Ricci (Scienze fisiche), Marco Guicciardi (Pedagogia, psicologia, filosofia). “La scelta di un’idea di impresa è l’esito di più fattori: i temi di interesse del gruppo di lavoro, le competenze tecniche, gli studi affrontati, le professioni svolte” ha aggiunto la professoressa Di Guardo.

 

Una fase delle attività dei gruppi di lavoro del CPlus+. La docenza offerta dagli specialisti dell'ateneo è multidisciplinare
Una fase delle attività dei gruppi di lavoro del CPlus+. La docenza offerta dagli specialisti dell'ateneo è multidisciplinare

Soft skill e pensiero laterale: la missione del gioco per provare a fare impresa

Durante le attività i partecipanti del CPlus, seguiti da Marco Casto (coach) e Fausta Laddomada (esperta di Gamification), hanno scoperto quanto nella scelta di un’idea siano centrali le propensioni individuali, con pregi e difetti. Stimolare il pensiero laterale degli aspiranti startupper attraverso il gioco è stato l’obiettivo della giornata, per iniziare a tracciare una delle tante possibili direzioni di una squadra nella scoperta della giusta idea di impresa. “Fare impresa non è un gioco ma perché non provare a giocare a fare impresa?” dicono i tutor e docenti. Per rispondere alle grandi sfide della social innovation i partecipanti dovranno pensare oltre il noto, uscire dalla scatola e usare ingegno e creatività. La prima giornata del CPlus è stato un banco di prova. Nelle prossime settimane si terranno lezioni e pitch di presentazione delle idee finali. Intanto, è stato anticipato il momento in cui l’idea di business dovrà confrontarsi con il mondo del mercato. “Ci sarà spazio per l’errore, ma - ha spiegato Augusto Coppola, Entrepreneurship evangelist e mentor del CPlus+ - la costanza e la perseveranza sono elementi imprescindibili per favorire la crescita di un’idea di business”.

 

Quando si gioca duro i duri cominicano a giocare
Quando si gioca duro i duri cominicano a giocare

Dalla salute mentale alle energie rinnovabili. Le sfide per il futuro

Nella serata d’avvio soo stati presentati i primi pitch. Fra i temi, salute mentale, energie rinnovabili, biotech, sharing economy, agritech, smart education, imprese culturali, economia circolare, cura ambientale, welfare aziendale. “Sono emersi i temi della sfida e delle possibilità per i giovani imprenditori. La nostra regione - ha rimarcato Carlo Mannoni, direttore generale Fondazione di Sardegna - ha le carte in regola, su scala nazionale e internazionale, alla luce dei grandi cambiamenti che stanno investendo il pianeta, per operare sulle soluzioni che il sapere e la conoscenza offrono per consentire alle imprese e alle persone di affrontarli”.

Obiettivi, auspici, consapevolezza di poter tracciare un percorso proficuo
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