Meno di uno studente su cinque &è; disposto a sacrificarsi per affrontare l’appartamento condiviso e il lavoro serale per pagarsi le rette
21 July 2006

Milano, 20 lug. (Adnkronos/Ign) - Studente fuori sede? No grazie. Altro che voglia di indipendenza: per 6 neo-universitari su 10 l’imperativo è "mai lontani da casa’’. Soltanto il 7% delle matricole sarebbe disposto a fare le valige per trasferirsi lontano mamma e papà. Per tutti gli altri, l’università deve essere vicina a casa, comoda da raggiungere, con la possibilità di tornare per pranzo e cena ed evitare il salasso di affitti troppo alti e spese che graverebbero troppo sul bilancio familiare. E’ quanto risulta da una ricerca di Campus, il primo mensile degli studenti, condotta su 862 matricole universitarie, maschi e femmine, di età compresa tra i 18 e i 20 anni, realizzata in occasione dell’uscita in edicola delle nuove Guide all’Università 2007. Una matricola su tre non ne vuole proprio sapere di trasferirsi in un’altra città (31%) mentre una su quattro (25%) rimanda qualsiasi decisione alla fine dei primi tre anni. Soltanto il 13% dei ragazzi con l’obiettivo di scegliere un’Università prestigiosa sarebbe disposto a far subito le valigie, mentre solo il 6% delle neo-matricole farà le valigie comunque e in ogni caso.

Così, la voglia di indipendenza, gli appartamenti condivisi e i lavori serali per pagarsi le rette appartengono a questa risicata minoranza (meno di uno studente su cinque). Diventare uno studente fuori sede, secondo gli intervistati, implica troppe incognite: si deve rinunciare alle proprie abitudini (33%), bisogna dire addio alla cucina della mamma (24%), spesso si tratta di salutare il fidanzato o la fidanzata per andare incontro a un difficile rapporto a distanza (21%). Ma più di tutto a frenare è il carico di spese che andrebbero a pesare sul conto dei genitori (46%). Il 69% degli studenti (in pratica sette su dieci) non si cercherà un lavoro per mantenersi agli studi confidando nell’aiuto dei genitori a fronte di un 21% di volenterosi e un 10% di indecisi.

Le parole d’ordine dei nuovi universitari diventano comodità, stabilità e austerità. Ecco perché la vicinanza a casa, per il 57% dei giovani, è un fattore essenziale più ancora che l’interesse per uno specifico corso di studi (41%) o il presunto prestigio dell’ateneo (21%). Resta un fatto che ancora oggi ben il 65% dei ragazzi ritiene di non aver ricevuto adeguate informazioni per effettuare in maniera completa la propria scelta e che queste informazioni arrivano principalmente dal passaparola degli amici (29%) prima ancora che da Internet (23%) o da altri mezzi di comunicazione.

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