In prima serata tv nazionale, la trasmissione Freedom-Oltre il confine dedicata a uno dei principali e pregiati tesori dell'Università di Cagliari. Un viaggio tra le straordinarie opere scientifiche e artistiche custodite in Cittadella nel museo fondato da Alessandro Riva e curato dal suo allievo, Francesco Loy
15 January 2022
Cagliari. Una delle straordinarie cere anatomiche custodite in Cittadella dei musei

Storia, medicina e ricerca con una visibilità su scala nazionale

Mario Frongia

Lunedì 17 gennaio, alle 21.20 su Italia 1, il programma scientifico Freedom-Oltre il confine, ha ospitato un ampio servizio sulle cere anatomiche di Clemente Susini, custodite nell'omonimo museo in Cittadella dei musei a Cagliari. La trasmissione, curata e condotta dal giornalista Roberto Giacobbo, è stata realizzata grazie al supporto e alla collaborazione di Francesco Loy, docente dell'Università del capoluogo e attuale responsabile scientifico del Museo delle cere.

Cagliari. Da sinistra, Roberto Giacobbo e Francesco Loy
Cagliari. Da sinistra, Roberto Giacobbo e Francesco Loy

Il corpo umano narrato in un eccezionale viaggio tridimensionale

Le cere realizzate al Museo della specola a Firenze da Clemente Susini e Francesco Boi, originario di Olzai, sono suddivise in ventitré tavole ed esposte nella sala pentagonale del Museo delle cere anatomiche. Gli operatori tv di Italia1 hanno colto l'insieme e i particolari dello straordinario tesoro che vanta – ovviamente, pre pandemia, decine di migliaia di visitatori annui. Praticamente impossibile, vista l'eccezionale bellezza delle cere, comporre una sorta di classifica basata sul fascino, l’estetica, il magnetismo e la cura dei dettagli. Ma meritano un cenno particolare, i Muscoli della faringe visti dal di dietro (tavola IX), la Testa e tronco di giovinetta (III), Fegato, stomaco, duodeno, pancreas e milza (XIX), Apparato urogenitale femminile con l'utero gravido aperto (XXI) e al Termine della gravidanza (XXIII) e Muscoli dorsali profondi dal sacro all'occipite (II). Le telecamere coordinate da Roberto Giacobbo hanno indugiato su nascita, storia e provenienza delle cere a Cagliari. In breve, una puntata che racconta e svela anche numerose curiosità poco note, utili sia agli studenti di medicina, sia a quanti si interessano di storia, anatomia del corpo umano ed evoluzione delle scienze.

Avventura e misteri: Freedom-Oltre in confine è un superbo contenitore di divulgazione scientifica
Avventura e misteri: Freedom-Oltre in confine è un superbo contenitore di divulgazione scientifica

La magia della cera che rappresenta la donna e il nascituro

“Sì, dal professor Riva, fondatore, curatore e promotore nei cinque continenti del Museo delle cere anatomiche, ho ricevuto una gran bella eredità. E ne sono orgoglioso”. Francesco Loy è stato nominato nel 2016 responsabile scientifico del Museo delle cere anatomiche. Il docente di Anatomia umana nella facoltà di Medicina, corsi di laurea delle Professioni sanitarie, ha uno spot: “Le cere vanno viste perché rappresentano il corpo umano. Si è sempre molto curiosi per il corpo umano. Pur con tanti mezzi di comunicazione, web, documentari, poter vedere su tre dimensioni la riproduzione perfetta del nostro corpo, mi fa dire che l'anatomia è stata trasformata in arte”. Le cere sono state a Pavia e Londra, in Giappone e Francia. “Abbiamo ottime relazioni con i più prestigiosi musei nazionali e internazionali. Spero che il museo, il primo creato in Cittadella, rimanga, qui. è questa la sua posizione naturale. La mia cera preferita? Quella del feto di una donna al quinto mese in gravidanza. Di recente, ho colto le parole sull’origine della vita date da una mamma al proprio bambino. Di fronte alla cera  - dice il professor Loy - è parso tutto perfetto. I visitatori dialogano direttamente con le opere”.

 

Francesco Loy, allievo del professor Riva conduce con perizia e rigore il Museo delle cere dell'ateneo
Francesco Loy, allievo del professor Riva conduce con perizia e rigore il Museo delle cere dell'ateneo

Il giornalismo divulgativo di qualità in ateneo

Roberto Giacobbo scopre, studia e osserva. Poi, cuce e mette in scena una trasmissione che cattura. Scienza e divulgazione. Detta così pare facile. Ma per cogliere l’attenzione del grande pubblico sono necessari doti non comuni. Dalla notiziabilità alla narrazione: rapida, asciutta e avvicinante. Senza scordare creazione di suspense, curiosità, immedesimazione. Infine, il cuore della trasmissione: le immagini. “Sono venuto al museo dedicato al maestro Susini per raccontare storie uniche. Storie che qui all’Università di Cagliari sono conservate molto bene. Perché parlo delle cere? Perché sono particolari, realizzate in maniera diversa, con una maggiore rilevanza artistica e di precisione, Si scopre il corpo” dice Giacobbo. “Le cere catturano. Adesso abbiamo libri e video, un tempo avevano i calchi in 3D: le cere custodite nel museo dedicato al Susini, magnificamente brillanti dopo due secoli, ci aiutano a capire anche l'evoluzione della tecnologia. Complimenti”.

Cagliari. La troupe di Italia1 al lavoro con le cere del Susini: il servizio è stato realizzato lo scorso 19 novembre
Cagliari. La troupe di Italia1 al lavoro con le cere del Susini: il servizio è stato realizzato lo scorso 19 novembre

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