Aperte con l'intervento del Rettore Francesco Mola le manifestazioni organizzate dall'Università degli Studi di Cagliari, l'Istituto Superiore Regionale Etnografico e l'Università di Sassari per celebrare la scrittrice premio Nobel a 150 anni dalla nascita. "È un’iniziativa importante, che coinvolge i due Atenei e le scuole. Portare l’università fuori dall’università vuol dire accogliere la più grande parte del sapere: è uno sforzo che dobbiamo e vogliamo fare anche con Università di Sassari, tanto più dopo l’esperienza drammatica che abbiamo vissuto" queste le parole del Magnifico
20 October 2021
L'intervento del Magnifico Rettore ha aperto la prima giornata dedicata agli studi deleddiani

Si sono aperte stamane le Giornate Deleddiane organizzate grazie alla collaborazione tra Università di Cagliari, Istituto Superiore Regionale Etnografico e Università di Sassari

Cagliari, 20 ottobre 2021 - "Portare l’università fuori dall’università vuol dire accogliere la più grande parte del sapere. È una sfida da vincere con la scienza, ma anche con la volontà. È fondamentale riunirsi e parlare, senza cadere nella trappola che esista un mondo parallelo a distanza. Si tratta di un ausilio che rinforza il mondo in presenza: questo dobbiamo comunicare", con queste parole il Rettore Francesco Mola ha aperto la prima delle Giornate Deleddiane, organizzate dall'Università di Cagliari con l'Istituto Superiore Regionale Etnografico e l'Università di Sassari. Vista la rilevanza dell'iniziativa il Magnifico ha poi aggiunto "Il programma del convegno è molto vivo. UniCApress, la casa editrice del nostro Ateneo, potrebbe essere coinvolta nella pubblicazione degli atti. Rimaniamo in contatto, grazie per il vostro impegno".

I lavori sono stati introdotti da Duilio Caocci, docente di Letteratura italiana e componente della consulta scientifica della manifestaizone, che ha ricordato come "Le giornate di studio su Grazia Deledda coinvolgano molte delle discipline studiate nella Facoltà di Studi Umanistici e nel Dipartimento di Lettere, lingue e beni culturali".

In apertura sono intervenuti anche la commissaria straordinaria dell'Istituto Superiore Regionale Etnografico, Stefania Masala, che ringraziando il comitato organizzatore ha evidenziato come "Attraverso lo streaming sia possibile raggiungere le scuole per far conoscere Grazia Deledda alle studentesse e agli studenti delle superiori", e il direttore del Dipartimento di Lettere, lingue e beni culturali e Prorettore alla Didattica Ignazio Putzu, il quale ha ricordato che "L'originalità dell'opera di Grazia Deledda è testimoniata dalla difficoltà di inquadramento nelle correnti letterarie dell'epoca. La scrittrice ha imposto un modello di racconto della Sardegna".

Spazio poi alla prima sessione di lavori aperta dalla densa relazione di Dino Manca, coordinatore della consulta scientifica, nella quale si è sottolineato come "Nell'opera di Grazia Deledda concorrano sia la formazione intima delle origini, sia la componente culturale urbana, non senza conflitti e complessità".

A seguire le relazioni di Gonaria Floris su "Biografia e autobiografia nelle novelle", Stefania Lucamante che ha trattato il tema "Una novella o una parabola? La festa del Cristo e la pratica del perdono secondo Grazia Deledda", Irene Palladini a proposito de "«Il cerchio magico» della narrazione. Il cedro del Libano" e Patrizia Sperelli su "I castelli di Grazia Deledda".

Le giornate di studio proseguiranno fino al 22 ottobre secondo il programma previsto.

I partecipanti al convegno con il Rettore Francesco Mola
I partecipanti al convegno con il Rettore Francesco Mola

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