Presentati i risultati del progetto sulla gestione sostenibile dei rifiuti e dei reflui nei porti, che ha visto protagonista l'Università degli Studi di Cagliari come ente capofila, assieme ad altri sei partner nazionali e internazionali. Le azioni, finanziate dall'Interreg Marittimo Italia-Francia, hanno interessato tre regioni mediterranee (Sardegna, Toscana e Corsica) e quattro porti (Cagliari, Livorno, Ajaccio e Bastia). "L'obiettivo generale - ha dichiarato Alessandra Carucci, coordinatrice del progetto - è stato il miglioramento della qualità delle acque nei porti". Alla tavola rotonda finale, oltre alla professoressa Carucci, per UniCa hanno preso parte anche Paolo Fadda e Matteo Ranalli. VIDEOINTERVISTA
09 July 2021
Alessandra Carucci illustra i risultati del progetto GRRinPORT (intervista di Sergio Nuvoli)

L'Università di Cagliari ha coordinato il progetto, con la collaborazione di altri sette partner, con l'obiettivo di migliorare le acque portuali e gestire in maniera sostenibile i rifiuti e i reflui delle attività marittime

di Roberto Ibba - Intervista di Sergio Nuvoli

Cagliari, 9 luglio 2021 - “Con la divulgazione e la messa a disposizione dei piani d’azione speriamo possa esserci anche una diffusione delle buone pratiche e una armonizzazione delle procedure per la gestione dei rifiuti e dei reflui, non solo nei porti coinvolti nelle attività del nostro progetto”, è questo l'auspicio di Alessandra Carucci, coordinatrice del progetto e docente di UniCa, al termine della presentazione dei risultati finali di GRRinPORT, nell'Edificio Sali scelti del Parco regionale Molentargius-Saline.

Il progetto è stato coordinato come ente capofila dall'Università di Cagliari e finanziato dal programma Interreg Marittimo Italia-Francia. Il percorso scientifico e operativo è stato sviluppato dal Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura e dal Dipartimento di Scienze biomediche dell'Ateneo con la collaborazione della Regione Autonoma della Sardegna (Direzione Generale Agenzia Regionale Distretto Idrografico della Sardegna, RAS-ADIS), della Fondazione MEDSEA (Mediterranean Sea and Coast Foundation), dell'Université de Corse Pasquale Paoli (Laboratoire Lisa – Umr CnrS6240 Lieux, Identités, eSpaces et Activité), dell'Office des Transports de la Corse (OTC), dell'Università di Pisa (DESTEC - Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni) e dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Sezione sperimentale per la valutazione del rischio ecologico in aree marino costiere afferente al CN-COS, Livorno).

"L'obiettivo generale del progetto è stato il miglioramento delle acque nei porti - ha spiegato Alessandra Carucci - al quale si sono affiancati degli obiettivi specifici come la migliore gestione dei rifiuti, dei reflui, e dei sedimenti di drenaggio". La professoressa ha poi illustrato altre attivià portate avanti durante i tre anni di lavoro: "Abbiamo elaborato tre piani di azione per i diversi obiettivi del progetto. Nei porti interessati sono state allestite sette aree attrezzate. È stata realizzata anche una app che geolocalizza le aree di servizio, permettendo agli utenti dei porti di poterle utilizzare, e offre al pubblico la possibilità di conoscere i risultati del progetto".

Un momento della conferenza con Alessandra Carucci e Michele Di Francesco (RAS)
Un momento della conferenza con Alessandra Carucci e Michele Di Francesco (RAS)
Guarda il servizio di Salvatore Lussu andato in onda nell'edizione delle 14 del 10 luglio 2021 condotto in studio da Elena Laudante

Nell’ambito del progetto è stata realizzata un’azione pilota nel porto di Cagliari con una colonnina di aspirazione per le acque di sentina, ha spiegato Giorgia De Gioannis

Giorgia De Gioannis, docente di Ingegneria sanitaria del DICAAR, ha presentato il Piano d’Azione per la gestione sostenibile dei reflui e degli sversamenti accidentali nelle acque dei porti: "Abbiamo tracciato lo stato di fatto dei porti monitorati nell’ambito del progetto con report sulle modalità di gestione e dei flussi dei reflui. Sono stati poi individuati gli obiettivi strategici e le azioni migliorative in coerenza con lo sviluppo sostenibile". La professoressa ha poi sottolineato: "Le criticità sono determinate dal fatto che l’utilizzo del ritiro dei reflui è ancora su chiamata, e i porti non sono forniti di sistemi di intervento sugli sversamenti accidentali. Occorre incrementare le stazioni di aspirazione e adottare piani di intervento specifici”. Nell’ambito del progetto è stata realizzata un’azione pilota nel porto di Cagliari con una colonnina di aspirazione per le acque di sentina.

Alla conferenza sono intervenute anche Elena Tamburini e Raffaela Bussu, docenti del Dipartimento di Scienze biomediche di UniCa, che hanno spiegato l’importanza dei microorganismi nella valutazione della qualità delle acque: “Negli ultimi anni il loro impiego è crescente - ha detto la professoressa Tamburini - Con il progetto Grrinport abbiamo calato i criteri di valutazione della qualità nell’acqua dei porti. È dunque importante l’integrazione dei procarioti come elementi di valutazione”.

Alla tavola rotonda finale, coordinata da Giacomo Serreli, oltre alla professoressa Carucci, hanno preso parte per UniCa anche Paolo Fadda, docente di Fondamenti dei trasporti, e Matteo Ranalli, collaboratore al progetto. Nel suo intervento, il professor Fadda ha esposto gli obiettivi del progetto “Impatti-NO”, che ha finalità simili al Progetto Grrinport: “È un’iniziativa nata nel paradigma dell’economia circolare - ha detto il docente - Abbiamo trattato le plastiche prodotte all’interno dei porti e le acque di lavaggio delle cisterne delle navi chimichiere e petroliere, sostanze che creano molti problemi perché permangono in mare. Metteremo a punto alcune linee guida per l’Unione europea, prima fra tutte la necessità della disponibilità delle banche dati”.

Giorgia De Gioannis durante il suo intervento
Giorgia De Gioannis durante il suo intervento
Guarda il servizio andato in onda nell'edizione delle 14 del Tg di Sardegna Uno condotta da Marco La Picca sul progetto GRRINPORT

Tre piani di azione per una gestione sostenibile dei rifiuti, dei reflui e del materiale di drenaggio nella prospettiva dell'economia circolare

Il progetto GRRinPORT si è occupato, nelle sue attività, di aiutare gli armatori navali, i diportisti e i gestori delle strutture portuali a riposizionarsi in chiave ecosostenibile ed innovativa. Dalla ricerca e dal monitoraggio sono scaturiti tre piani di azione che saranno utili nelle attività dei porti.

Il Piano d’Azione per la gestione sostenibile dei rifiuti portuali è nato dallo studio delle preferenze individuali di pescatori e diportisti da un lato e dei passeggeri dei traghetti dall’altro, circa la raccolta e lo stoccaggio a bordo e il conferimento in porto dei rifiuti. Sono emerse criticità rispetto alla presenza di strutture idonee e sono state proposte alcune soluzioni adatte ai porti oggetto della ricerca.

Con il Piano d’Azione per la gestione sostenibile dei reflui e degli sversamenti accidentali nelle acque dei porti, che ha visto tra gli attori principali il DICAAR e il DISB, sono state attrezzate delle aree per la raccolta degli oli vegetali usati prodotti a bordo. A Cagliari è stata allestita un’area per l’aspirazione dei reflui dalle imbarcazioni da diporto, infrastruttura spesso mancante nei porti, ma fondamentale per aiutare nella tutela della qualità delle acque. Inoltre, è stata testata la validità di prodotti naturali in lana di pecora, per contenere o rimuovere gli idrocarburi sversati accidentalmente nelle acque portuali, in collaborazione con l’azienda sarda EDIZERO.

Infine, nel Piano d'azione per la gestione sostenibile dei sedimenti di dragaggio contaminati sono confluiti i risultati, ottenuti dal lavoro congiunto del DESTEC, della sezione ISPRA di Livorno e del DiSB, sui sedimenti dragati contaminati che sono stati analizzati e trattati per identificare tecniche efficaci ed economiche di decontaminazione, con lo scopo di ridurre il quantitativo di sedimenti inquinati da destinare a discarica, in chiave di economia circolare.

Alessandra Carucci e Matteo Ranalli nella tavola rotonda finale
Alessandra Carucci e Matteo Ranalli nella tavola rotonda finale

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