Percentuale altissima di presenti al test di accesso ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria. Utilizzate per la prima volta più sedi dell’Ateneo, coinvolti anche i poli di Ingegneria e di viale Sant’Ignazio: tutto è filato liscio, la correzione dei compiti spetta come al solito al CINECA. Maggiori informazioni sul sito della Facoltà guidata da Gabriele Finco: martedì 8 sarà la volta dei corsi delle cosiddette Professioni sanitarie. RASSEGNA STAMPA
06 September 2020
L'Aula magna Boscolo all'inizio della prova

Per la prima volta sono state coinvolte più sedi dell’Ateneo per accogliere i 1335 tra candidati e candidate pronti a contendersi uno dei 243 posti in Medicina e chirurgia e dei 27 posti dell’altro corso di laurea

Sergio Nuvoli (ha collaborato Roberto Ibba) - evento seguito in diretta facebook -

Cagliari, 3 settembre 2020 – Il 93% dei candidati si è presentato per sostenere la prova, in tanti hanno raggiunto le sedi assegnate accompagnati dai genitori, tutti hanno rispettato le regole sul distanziamento e indossato la mascherina anche durante la compilazione delle 60 risposte della prova di accesso ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria.

Questa - in estrema sintesi - la fotografia di questa mattina, che ha visto coinvolte per la prima volta più sedi dell’Ateneo per accogliere i 1335 tra candidati e candidate pronti a contendersi uno dei 243 posti in Medicina e chirurgia e uno dei 27 posti dell’altro corso di laurea. Tutto è filato liscio, stando a sentire i componenti della commissione che hanno verificato la regolarità delle operazioni preliminari e presenziato ai 100 minuti della prova.

Gabriele Finco, Presidente di Medicina e chirurgia, intervistato da Graziano Pintus per il TGR della RAI
Gabriele Finco, Presidente di Medicina e chirurgia, intervistato da Graziano Pintus per il TGR della RAI
Servizio di Graziano Pintus introdotto da Rossella Romano nell'edizione delle 14 del 3 settembre 2020

“Offriamo una formazione personalizzata, quasi sartoriale – ha detto Gabriele Finco, Presidente della Facoltà, ai microfoni del TGR della RAI, affiancato dal coordinatore del corso di Medicina e chirurgia e presidente della commissione, Andrea Figus

“Offriamo una formazione personalizzata, quasi sartoriale – ha detto Gabriele Finco, Presidente della Facoltà, ai microfoni del TGR della RAI, affiancato dal coordinatore del corso di Medicina e chirurgia e presidente della commissione, Andrea Figus (entrambi sentiti da “L’Unione Sarda”) – La nostra è una delle poche realtà accademiche che può vantare un Centro di simulazione medica, in cui gli studenti possono esercitarsi con la guida dei docenti”.

Alle 12 in punto l’inizio, alle 13.40 il termine per la consegna del modulo con le risposte: ora, esattamente come gli anni scorsi, la palla passa al CINECA di Bologna che verificherà gli elaborati e restituirà ad ogni sede la speciale graduatoria. Domattina i preziosi plichi saranno già in volo per essere esaminati dai potenti pc del consorzio interuniversitario che da sempre si occupa della correzione.

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Andrea Figus intervistato da Andrea Piras per "L'Unione Sarda"
Andrea Figus intervistato da Andrea Piras per "L'Unione Sarda"
Servizio di Graziano Pintus nell'edizione delle 19.35 del TG della RAI condotto in studio da Maria Spigonardo

RASSEGNA STAMPA

L'UNIONE SARDA del 4 settembre 2020

Primo Piano - Pagina 7

Mascherine e distanziamento: l'Università di Cagliari riapre agli studenti

Medicina, prove di sicurezza

Mascherine e cautela. Con qualche piccola parentesi di incoscienza e distrazione nel portarsi dietro i dispositivi anti Covid e indossarli. Ci hanno pensato gli addetti alla sicurezza, presenti e severi (ma anche discreti), a ricordare il rispetto delle disposizioni. Per il resto, il ritorno alla normalità, nel primo appuntamento universitario “di presenza”, è filato liscio. Grazie alla correttezza dei più.
Covid a parte, il tentativo di infrangere le regole si è presentato puntuale. Una parentesi. Compito annullato, uno studente “beccato“ con le mani nel sacco. Il cellulare non doveva averlo in aula. In quelle aule dove i posti a sedere sono alternati per assicurare le giuste distanze.
 

Partecipazione
In 1.335 (93 per cento dei candidati), si sono presentati ieri mattina tra la Cittadella universitaria di Cagliari-Monserrato, il polo di via Is Maglias di Ingegneria e il Polo economico-giuridico di viale Sant'Ignazio per la prova di ammissione ai corsi di laurea della facoltà di Medicina e chirurgia e contendersi i 243 posti in Medicina e i 27 di Odontoiatria. Erano lì di buon'ora, gli aspiranti dottori arrivati da diversi centri della città metropolitana e da altri paesi dell'Isola. Ben prima di mezzogiorno, orario previsto per i test. Sessanta domande da affrontare e cento minuti di tempo per assicurare le giuste risposte che consentiranno di uscire indenni (e vittoriosi) dalla difficile competizione e sperare di ottenere il via libera per diventare studenti università di Medicina.
 

I tentativi
Primo tentativo per molti, secondo per qualcuno che, già iscritto in altre facoltà, ha voluto ritentare dopo l'insuccesso dell'anno scorso o due anni fa. «Mi sono iscritta perché ho questo sogno sin da piccola. È la mia seconda volta, spero di passare. Ho provato in un'altra facoltà ma non nmi ha soddisfatto. Ritento». Sorride ed è un sorriso carico di tensione, quello di Carla Secchi, 21 anni di Nuoro. Come raccontano le espressioni di tanti altri studenti che in piccoli gruppi o rigorosamente da soli con la propria ansia aspettano di entrare nelle aule armati di penna e speranza. Trema la voce di Claudia Schirru, diploma scientifico e una voglia matta di riuscire a farla, la professione del medico. «Ansia da morire - ammette - il mio è un “vizio” di famiglia, ci sono molti medici tra i miei parenti». Arriva da Quartu, Michele Piras. Anche per lui è il secondo tentativo. «È un test difficile, ieri c'è stata la prova di Veterinaria e abbiamo visto quant'erano le difficoltà. Ma voglio riuscirci. Mio nonno è medico, seguirò le sue orme».
 

La paura diffusa
La tensione è la stessa. Qualche ragazzo sceglie la solitudine, assorto sulla prova che dovrà sostenere. Nulla, intorno, riesce a disturbare la concentrazione, il pensiero fisso su quali potrebbero essere le domande. Altri preferiscono chiacchierare, rompere la tensione con un sorriso, una battuta. O magari parlarne, di quelle domande ancora misteriose a cui dovranno dar risposta. Il primo test dell' era Covid scorre lento dietro le mascherine. Parlano gli occhi, più delle parole. La paura di non farcela, quegli attimi di autocoscienza che fanno crescere i dubbi, le incertezze sulla preparazione conquistata con ore e ore di studio. Non sono pochi i ragazzi che hanno raggiunto la Cittadella universitaria con i genitori. Papà e mamme iperprotettivi, giovani apprensivi? Non è solo questo. Molti arrivano da lontano, viaggiare con l'auto di famiglia era la soluzione migliore. Sarà ora il Cineca di Bologna, a verificare gli elaborati e stilare le graduatoria. Già oggi i documenti “voleranno” verso l'Emilia per essere esaminati nei pc del Consorzio interuniversitario.
 

Professioni sanitarie
Prossima prova martedì. In 1.648 concorreranno per i corsi di Infermieristica, Ostetricia, Fisioterapia, Educazione professionale, tecniche di Neurofisiopatologia, Assistenza sanitaria, tecniche della Prevenzione e tecniche di Radiologia medica.
Andrea Piras

 

Le richieste

Quindici studenti positivi al tampone costretti a casa

In quindici sono rimasti fuori. Positivi al virus, l'hanno comunicato con l'autocertificazione e non hanno potuto concorrere. Chiedono però di poter svolgere i test in un secondo momento, a fine quarantena. «Dovrà pronunciarsi il ministero, non può essere l'Università a decidere», spiega il presidente di Medicina e chirurgia, Gabriele Finco. «Ci siamo organizzati per garantire agli studenti e ai commissari la giusta protezione. Abbiamo raddoppiato le aule d'accesso per garantire il distanziamento. Ora attendiamo di sapere come muoverci per i ragazzi esclusi». Andrea Figus, coordinatore dei corsi: «Il caso degli studenti esclusi può affrontarlo solo il ministero, non è solo un caso cagliaritano ma ce ne sono stati altri nel resto d'Italia». Se per Medicina e chirurgia il modulo per l'autocertificazione era obbligatorio, non lo è altrettanto (e stranamente) per i prossimi test riservati alle professioni sanitarie. Una dimenticanza ministeriale? La domanda non ha risposta.
Resta l'alto afflusso ai test. Quel 93 per cento racconta di una voglia matta di cimentarsi con un corso di laurea impegnativo ma affascinante. «Garantiamo - spiega Finco - una formazione quasi personale, è il vantaggio di facoltà non grandissima. Disponiamo anche di un centro di simulazione che consente di cimentarsi con la diagnostica prima di andare sul paziente». (a.pi.)

I servizi di Andrea Piras su L'Unione Sarda del 4 settembre 2020 a pagina 7
I servizi di Andrea Piras su L'Unione Sarda del 4 settembre 2020 a pagina 7

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