Il prestigioso riconoscimento riguarda solo ventidue pietre dell’intero pianeta ed è maturato per gli studi di Nicola Careddu con il contributo di Silvana Grillo. I ricercatori dell’ateneo di Cagliari sono in prima fila negli studi sul “Rosa Beta” estratto nell’alta Gallura
29 October 2019
New York. A colori il Financial Square. Il granito Rosa Beta è una delle due pietre usate per il rivestimento dell’edificio ( www.nyc-architecture.com)

Un titolo e un riconoscimento ad alto valore scientifico, culturale e commerciale

Mario Frongia

Lo scorso 22 luglio la sottocommissione Heritage Stones dell’Iugs (The International Union of Geological Sciences), ha conferito il titolo di Global Heritage Stone Resource (GHSR) al granito rosa della Sardegna. Commercialmente noto come "Rosa Beta", il pregiato minerale viene estratto nell’alta Gallura. Il riconoscimento è particolarmente prezioso anche per l'economia del territorio nord isolano. 

 

 

Siti estrattivi del Rosa Beta. In rosso le cave attive, in verde quelle chiuse prima del 1989, in blu quelle chiuse dopo
Siti estrattivi del Rosa Beta. In rosso le cave attive, in verde quelle chiuse prima del 1989, in blu quelle chiuse dopo

La qualità e la reputazione del lavoro di ricerca condotto dagli specialisti dell’ateneo

“Parliamo di un riconoscimento di elevata importanza culturale e scientifica. Infatti, il regolamento per le candidature pone dei vincoli per l’assegnazione del titolo. Sono considerate candidabili quelle pietre che hanno un forte impatto nella storia, la cultura, l'architettura e l'arte oltre i confini di origine (estrazione) e sono ancora in corso di estrazione” spiega Nicola Careddu. Lo studioso e docente al Dicaar (Dipartimento ingegneria civile, ambientale e architettura, Università di Cagliari) è stato il promotore dell’importanza del Rosa Beta: “Ho convinto i giudici senza particolari difficoltà. La pietra è stata utilizzata sin dalla protostoria (tombe dei giganti e nuraghi), in epoca romana e sino ai giorni nostri per il rivestimento e pavimentazione di importanti edifici in tutto il mondo. La professoressa Silvana Grillo (Dipartimento scienze chimiche e geologiche) ha studiato la mineralogia e la petrografia del Rosa Beta, fornendo un importante contributo alla pubblicazione”.

 

Nicola Careddu. Ricercatore al Dicaar
Nicola Careddu. Ricercatore al Dicaar

Il granito della Gallura brilla nei cinque continenti.

“Attualmente sono ventidue le pietre che nel mondo hanno avuto questo riconoscimento. Il granito sardo Rosa Beta - spiega il professor Careddu - è la seconda pietra italiana ad avere avuto il titolo dopo il celeberrimo marmo di Carrara”. Lo studioso della facoltà di Ingegneria ha pubblicato “Rosa Beta granite (Sardinian Pink Granite) a heritage stone of international significance from Italy”, lavoro che ha confermato e consolidato la reputazione del comparto e della scuola di Ingegneria dell’ateneo del capoluogo. Nicola Careddu si occupa di rocce ornamentali e in particolare, studia anche la parte relativa al geoheritage e alla geoetica.

Informazioni: http://globalheritagestone.com (è il link al documento della sottocommissione Iugs che ratifica la certificazione del “Rosa Beta”)

Plaza Tower One a Englewood, Colorado. Il granito Rosa Beta è  impiegato nel rivestimento dell’edificio (www.savema.com).
Plaza Tower One a Englewood, Colorado. Il granito Rosa Beta è impiegato nel rivestimento dell’edificio (www.savema.com).

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