Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche, siglato un accordo di collaborazione scientifica per la realizzazione di un sistema di acquisizione e gestione di dati ambientali a supporto del Piano di gestione del Parco del Deosai nel Pakistan settentrionale. Maria Teresa Melis ha guidato un team che sta implementando una piattaforma di acquisizione e gestione di dati ambientali basata sull’utilizzo di una nuova app che si appoggi su immagini da satellite ESA-Sentinel
14 October 2019
Maria Teresa Melis e gli studenti impegnati nelle attività di training in aula a Skardu. Tra i partecipanti, i direttori dei parchi del Central Karakorum National Park e del Deosai National Park.

L’idea è supportare e favorire il lavoro di raccolta di dati ambientali svolti dalle comunità locali, le guardie del parco, fornendo loro un sistema semplice da utilizzare direttamente dal proprio smartphone

Sergio Nuvoli

Cagliari, 14 ottobre 2019 - Nell’ambito del progetto “Improvement of Central Karakorum National Park Management as Model for Mountain Ecosystem In Northern Pakistan” finanziato dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale italiano e coordinato dal UNDP (United Nations Development Programme) e dalla ONG EvK2CNR Pakistan, Il Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche dell’Università di Cagliari ha siglato un accordo di collaborazione scientifica per la realizzazione di un sistema di acquisizione e gestione di dati ambientali  a supporto del Piano di gestione del Parco del Deosai nel Pakistan settentrionale.

Sotto il coordinamento di Maria Teresa Melis del Dipartimento dell’Università di Cagliari, Francesco Dessi, Paolo Loddo e Alessio Maccioni, specialisti nei campi dei web-GIS e dello sviluppo software hanno prima pensato e poi progettato e realizzato una piattaforma di acquisizione e gestione di dati ambientali basata sull’utilizzo di una nuova app che si appoggi su immagini da satellite ESA-Sentinel.

L’idea è supportare e favorire il lavoro di raccolta di dati ambientali svolti dalle comunità locali, le guardie del parco, fornendo loro un sistema semplice da utilizzare direttamente dal proprio smartphone.  Con questa finalità è stata creata GBGeoApp, una applicazione semplice ed efficace da utilizzare sul campo in modalità online e offline. In questo modo, la tecnologia più moderna può colmare una carenza di informazioni di massima importanza ambientale e che costituisce la base per la comprensione dei fenomeni di climate change estremamente evidenti nelle aree più fragili e sensibili del Pianeta.

Il Parco nasce come strumento di salvaguardia dell’ecosistema unico e fragile del Deosai nella regione del Giglit-Baltistan ai piedi del K2, dove le catene dell’Hymalaya e del Karakorum si incontrano

Il Parco nasce come strumento di salvaguardia dell’ecosistema unico e fragile del Deosai nella regione del Giglit-Baltistan ai piedi del K2, dove le catene dell’Hymalaya e del Karakorum si incontrano e che si estende per circa 12 kmq alla quota di 4000 metri, dopo il Tibet, l’altopiano più alto del mondo.  Il parco è conosciuto come habitat dell’Orso bruno e la biodiversità che custodisce è considerata come una sentinella delle variazioni climatiche.

Nelle scorse settimane la dott.ssa Melis ha svolto, supportata nella logistica dai tecnici della ONG  EVK2CNR,  la prima campagna di rilevamento sul Deosai per il training e test del sistema sviluppato dedicato ai tecnici e ricercatori locali provenienti da diverse organizzazioni di gestione dell’ambiente e dalle Università del Karakorum e del Baltistan. I primi risultati ottenuti sono stati molto positivi, e confermano l’interesse locale verso tecnologie che semplifichino e ottimizzino le attività sul campo. Inoltre, il coinvolgimento locale, soprattutto dei giovani, nelle attività di ricerca scientifica riveste un’importanza strategica per assicurare l’operatività del Piano di Gestione del Parco del Deosai.

Proprio con questa finalità, la dott.ssa Melis è stata invitata a tenere una lezione sulle applicazioni geomatiche alla gestione ambientale all’Università del Baltistan a Skardu. Gli studenti e le studentesse presenti hanno mostrato grande interesse e hanno chiesto di partecipare alla raccolta di dati installando immediatamente suoi propri smartphone l’applicazione GBGeoApp.

Il coinvolgimento degli studenti in questo progetto è stato particolarmente apprezzato da  Emanuela Benini, titolare della sede estera dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo dell’Ambasciata italiana in  Pakistan, che la dott.ssa Melis ha incontrato ad Islamabad. Nel corso di questo incontro, la dott.ssa Benini ha prospettato la stipula di un accordo tra l’Università di Cagliari e le università del Karakorum e del Baltistan sotto l’egida dell’Ambasciata italiana in Pakistan.

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