Venerdì 25 maggio il via al Festival delle arti visive, con “50 e oltre. Paese Museo, l’utopia possibile”, il convegno nato dalla sinergia della Fondazione Sciola con l'Università: interverranno Pamela Rita Ladogana, Giuseppe Marci, Marco Pignotti e Barbara Cadeddu. L'attualità delle intuizioni dell'artista di San Sperate spiegata dai docenti dell'Ateneo
24 May 2018
Barbara Cadeddu, Pamela Rita Ladogana, Marco Pignotti e Giuseppe Marci

di Sergio Nuvoli e Valeria Aresu

Cagliari, 24 maggio 2018 – Il Festival Sant’Arte si aprirà venerdì 25 con un convegno di studi dal titolo “50 e Oltre. Paese Museo, l’Utopia possibile”, organizzato da Comune di San Sperate con la collaborazione di Fondazione Pinuccio Sciola e Associazione Noarte Paese Museo e - per la parte del mattino - coordinato dall’Università di Cagliari. Parteciperanno all’incontro, che si terrà nel Teatro Comunale di San Sperate a partire dalle 10, studiosi della storia dell’arte, protagonisti di allora e gli attori per i nuovi scenari che oggi attendono l’idea di Paese Museo.

Pamela Rita Ladogana, Giuseppe Marci, Marco Pignotti e Barbara Cadeddu, docenti del nostro ateneo, attraverso i loro interventi, metteranno in luce come l’arte e l’opera di Pinuccio Sciola possano diventare strumenti di crescita sociale sul piano critico, intellettuale e urbano.

La sessione mattutina prevede una riflessione sul Paese Museo alla luce di una contestualizzazione nel panorama delle pratiche artistiche italiane coeve, approfondimenti e riflessioni sulla figura di Pinuccio Sciola e due omaggi a Gillo Dorfles e Cenzo Porcu, recentemente scomparso, testimone e artefice anche lui degli anni della calce.

Nella sessione pomeridiana si affronterà il tema dell’Arte come pratica relazionale, propulsore territoriale e strumento di rinascita, creando un parallelo tra San Sperate ed altre esperienze nazionali ed internazionali, studiate o talvolta vissute in prima persona dai relatori che, nel corso degli anni, hanno avuto modo di collaborare attivamente con il Paese Museo.

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