UniCa UniCa News News Un ricercatore di UniCa nel Quartier generale di Huawei

Un ricercatore di UniCa nel Quartier generale di Huawei

Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni del PRALab di UniCa, ha tenuto una talk sull’intelligenza artificiale su invito del colosso delle telecomunicazioni all’Huawei Strategy and Technology Workshop 2018, il meeting mondiale di assoluto prestigio che si è svolto a Shenzen (Cina). Tra i selezionatissimi invitati anche il Nobel per la Fisica del 2014 Shuji Nakamura. RASSEGNA STAMPA
20 May 2018
Battista Biggio (il terzo da sinistra) all'STW 2018 della Huawei

Un nuovo riconoscimento alla qualità della ricerca scientifica dell'Ateneo: ancora una volta gli specialisti del PRALab incassano importanti apprezzamenti a livello internazionale

di Sergio Nuvoli

Cagliari, 17 maggio 2018 - Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni del PRALab di UniCa, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all’Huawei Strategy and Technology Workshop 2018. Il professore, che afferisce al Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica, è stato invitato dal colosso della telefonia mobile, ha visitato il Quartier generale e ha tenuto martedì una talk su intelligenza artificiale e cybersecurity al workshop annuale. Tra i professori e gli esperti invitati al prestigioso appuntamento, anche il Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del LED blu.

La talk che Battista Biggio ha tenuto a Shenzen
La talk che Battista Biggio ha tenuto a Shenzen

Il ricercatore di UniCa si è soffermato in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull'intelligenza artificiale, nuova frontiera della cybersecurity, che a Cagliari si studia da anni

La talk tenuta dal prof. Biggio verteva sul problema della sicurezza dell’intelligenza artificiale: il ricercatore del DIEE ha spiegato come può accadere che i dati che le AI ricevono come input vengano manipolati in modo da ingannare la loro capacità di rilevazione (la rivista Wired le ha definite “tecniche che causano le allucinazioni alle AI”). Huawei è da sempre particolarmente sensibile al tema, e in numerosi punti della città di Shenzen è installato un sistema di riconoscimento facciale.

Il ricercatore di UniCa ha parlato poi della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PRALab lavorano da anni, come quelle in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell’utente, fino ai sistemi di riconoscimento dell’impronta e del volto, e alla costruzione di adesivi che - se applicati ai segnali stradali - ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

Un'altra immagine della talk tenuta da Battista Biggio
Un'altra immagine della talk tenuta da Battista Biggio

RASSEGNA STAMPA

L’UNIONE SARDA di sabato 19 maggio 2018
Cronaca di Cagliari (Pagina 22 - Edizione CA)
Telefonia e sicurezza, il prof vola in Cina
Battista Biggio del Dipartimento di ingegneria e ricercatore PraLab

È stato convocato dal colosso della telefonia “made in China” per offrire il contributo dell'Università cagliaritana alla ricerca sulla cybersecurity. Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni, ha partecipato al Huawei Strategy and Technology Workshop 2018 che si è svolto a a Shenzen.
Il professore del Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica che collabora con il PraLab ha tenuto un discorso sull'intelligenza artificiale e sulla cybersecurity accanto a docenti ed esperti internazionali, tra loro anche il premio Nobel Shuji Nakamura.
Biggio si è soffermato sui sistemi che riescono a ingannare i dispositivi basati sull'intelligenza artificiale, nuova frontiera della cybersecurity che a Cagliari i ricercatori del PraLab studiano da anni. Sua la spiegazione sulle modalità con le quali dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input possono essere manipolati per ingannare la loro capacità di rilevazione.
Battista Biggio ha parlato anche della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PraLab lavorano da anni. Ha illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell'utente, fino ai sistemi di riconoscimento dell'impronta e del volto, e alla costruzione di adesivi che - se applicati ai segnali stradali - ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

L'UNIONE SARDA
L'UNIONE SARDA

ANSA
Ricercatore sardo alla corte di Huawei

(ANSA) - CAGLIARI, 18 MAG - Nuove frontiere della cybersecurity a Cagliari. Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell'Università del capoluogo, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all'Huawei Strategy and Technology Workshop 2018, un appuntamento mondiale per il settore. Il professore - del Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (DIEE), ma collabora anche con il PRALab, è stato invitato dal colosso della telefonia mobile, ha visitato il Quartier generale e ha tenuto una talk su intelligenza artificiale e cybersecurity.
Tra i docenti e gli esperti invitati al prestigioso appuntamento, anche il Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del LED blu. Biggio si è soffermato in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull'intelligenza artificiale. E ha spiegato come può accadere che i dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input vengano manipolati.
Il ricercatore dell'Università di Cagliari ha parlato anche della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PRALab lavorano da anni. Inoltre ha illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell'utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell'impronta e del volto e alla costruzione di adesivi che - se applicati ai segnali stradali - ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.
    (ANSA).

ANSA
ANSA

L’UNIONE SARDA online
Il ricercatore cagliaritano Battista Biggio protagonista in Cina al workshop Huawei
CULTURA » CAGLIARI

Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell'Università di Cagliari, è stato protagonista nei giorni scorsi a Shenzen, in Cina, del prestigioso Huawei Strategy and Technology Workshop 2018, un appuntamento mondiale per il settore.
Il professore - che afferisce al Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (DIEE) e collabora con il PRALab, il Laboratorio diretto dal prof. Fabio Roli -, invitato dal colosso della telefonia mobile, ha visitato il quartier generale e ha tenuto una relazione soffermandosi in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull'intelligenza artificiale, nuova frontiera della cybersecurity che a Cagliari i ricercatori del team di Roli studiano da anni. Al centro del suo intervento, dunque, il problema della sicurezza: il ricercatore del DIEE ha spiegato come può accadere che i dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input vengano manipolati in modo da ingannare la loro capacità di rilevazione (la rivista Wired le ha definite "tecniche che causano le allucinazioni alle AI"). Huawei è da sempre particolarmente sensibile al tema, e in numerosi punti della città di Shenzen è installato un sistema di riconoscimento facciale.
Tra i docenti e gli esperti invitati in Cina, anche il Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del LED blu.
Il ricercatore dell'Università di Cagliari ha anche parlato della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PRALab lavorano da anni. Ha illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell'utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell'impronta e del volto, e alla costruzione di adesivi che - se applicati ai segnali stradali - ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

L'UNIONE SARDA
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CASTEDDUONLINE.IT
Ricercatore dell’Università di Cagliari nel quartier generale di Huawei in Cina
Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università di Cagliari, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all’Huawei Strategy and Technology Workshop 2018

Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università di Cagliari, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all’Huawei Strategy and Technology Workshop 2018, un appuntamento mondiale per il settore.
Il professore – che afferisce al Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (DIEE) e collabora con il PRALab, il Laboratorio diretto dal prof. Fabio Roli – è stato invitato dal colosso della telefonia mobile, ha visitato il Quartier generale e ha tenuto una talk su intelligenza artificiale e cybersecurity. Tra i docenti e gli esperti invitati al prestigioso appuntamento, anche il Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del LED blu.
Biggio si è soffermato in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull’intelligenza artificiale, nuova frontiera della cybersecurity che a Cagliari i ricercatori del team di Roli studiano da anni. Per questo la sua talk è stata incentrata sul problema della sicurezza: il ricercatore del DIEE ha spiegato come può accadere che i dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input vengano manipolati in modo da ingannare la loro capacità di rilevazione (la rivista Wired le ha definite “tecniche che causano le allucinazioni alle AI”). Huawei è da sempre particolarmente sensibile al tema, e in numerosi punti della città di Shenzen è installato un sistema di riconoscimento facciale.
Il ricercatore dell’Università di Cagliari ha parlato anche della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PRALab lavorano da anni. Ha illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell’utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell’impronta e del volto, e alla costruzione di adesivi che – se applicati ai segnali stradali – ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

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Ricercatore dell’Università di Cagliari nel quartier generale di Huawei
Battista Biggio, ricercatore di sistemi di elaborazione delle informazioni è stato invitato dal colosso delle telecomunicazioni Huawei al meeting mondiale che si è svolto a Shenzen. Tra i selezionatissimi invitati anche il Premio Nobel per la Fisica, Shuji Nakamura

Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università di Cagliari, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all’Huawei Strategy and Technology Workshop 2018, un appuntamento mondiale per il settore. Il professore – che afferisce al Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (DIEE) e collabora con il PRALab, il Laboratorio diretto dal prof. Fabio Roli – è stato invitato dal colosso della telefonia mobile, ha visitato il Quartier generale e ha tenuto una talk su intelligenza artificiale e cybersecurity. Tra i docenti e gli esperti invitati al prestigioso appuntamento, anche il Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del LED blu.
Biggio si è soffermato in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull’intelligenza artificiale, nuova frontiera della cybersecurity che a Cagliari i ricercatori del team di Roli studiano da anni. Per questo la sua talk è stata incentrata sul problema della sicurezza: il ricercatore del DIEE ha spiegato come può accadere che i dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input vengano manipolati in modo da ingannare la loro capacità di rilevazione (la rivista Wired le ha definite “tecniche che causano le allucinazioni alle AI”). Huawei è da sempre particolarmente sensibile al tema, e in numerosi punti della città di Shenzen è installato un sistema di riconoscimento facciale.
Il ricercatore dell’Università di Cagliari ha parlato anche della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PRALab lavorano da anni. Ha illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell’utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell’impronta e del volto, e alla costruzione di adesivi che – se applicati ai segnali stradali – ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

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Un ricercatore dell'Universita' di Cagliari in Cina, nel quartier generale di huawei
Si chiama Battista Biggio, è un ricercatore di sistemi di elaborazione delle informazioni e ha tenuto una comunicazione sull'intelligenza artificiale in Cina.


Il contributo del professore è stato dato in occasione dell'huawei strategy and technology workshop 2018, il meeting mondiale di assoluto prestigio che si è svolto a shenzen, in Cina.
Tra i selezionatissimi invitati anche il nobel per la fisica del 2014 Shuji Nakamura.
Il professore, che afferisce al dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica, è stato invitato dal colosso della telefonia mobile Huawei, ha visitato il quartier generale e ha tenuto una talk su intelligenza artificiale e cyber security.
Biggio si è soffermato in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull'intelligenza artificiale, nuova frontiera della cybersecurity che a Cagliari i ricercatori studiano da anni.
Ha, inoltre, illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell'utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell'impronta e del volto, e alla costruzione di adesivi che - se applicati ai segnali stradali - ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

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Battista Biggio, dall’Ateneo cagliaritano al colosso della telefonia mobile Huawei
Biggio si è soffermato sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull'intelligenza artificiale, nuova frontiera della cybersecurity

Di Alessandro Congia

Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università di Cagliari, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all’Huawei Strategy and Technology Workshop 2018, un appuntamento mondiale per il settore.
Il professore - che afferisce al Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (DIEE) e collabora con il PRALab, il Laboratorio diretto dal prof. Fabio Roli - è stato invitato dal colosso della telefonia mobile, ha visitato il Quartier generale e ha tenuto una talk su intelligenza artificiale e cybersecurity. Tra i docenti e gli esperti invitati al prestigioso appuntamento, anche il Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del LED blu.
Biggio si è soffermato in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull'intelligenza artificiale, nuova frontiera della cybersecurity che a Cagliari i ricercatori del team di Roli studiano da anni. Per questo la sua talk è stata incentrata sul problema della sicurezza: il ricercatore del DIEE ha spiegato come può accadere che i dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input vengano manipolati in modo da ingannare la loro capacità di rilevazione (la rivista Wired le ha definite “tecniche che causano le allucinazioni alle AI”).
Huawei è da sempre particolarmente sensibile al tema, e in numerosi punti della città di Shenzen è installato un sistema di riconoscimento facciale.
Il ricercatore dell’Università di Cagliari ha parlato anche della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PRALab lavorano da anni. Ha illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell’utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell’impronta e del volto, e alla costruzione di adesivi che - se applicati ai segnali stradali - ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

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TRASFERIMENTO TECNOLOGICO
Cybersecurity. Un ricercatore dell’Università di Cagliari invitato da Huawey in Cina
Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università di Cagliari, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all’Huawei Strategy and Technology Workshop 2018, un appuntamento mondiale per il settore

Il professore – che afferisce al Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (DIEE) e collabora con il PRALab, il Laboratorio diretto dal prof. Fabio Roli – è stato invitato dal colosso della telefonia mobile, ha visitato il Quartier generale e ha tenuto una talk su intelligenza artificiale e cybersecurity. Tra i docenti e gli esperti invitati al prestigioso appuntamento, anche il Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del LED blu.
Biggio si è soffermato in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull’intelligenza artificiale, nuova frontiera della cybersecurity che a Cagliari i ricercatori del team di Roli studiano da anni. Per questo la sua talk è stata incentrata sul problema della sicurezza: il ricercatore del DIEE ha spiegato come può accadere che i dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input vengano manipolati in modo da ingannare la loro capacità di rilevazione (la rivista Wired le ha definite “tecniche che causano le allucinazioni alle AI”). Huawei è da sempre particolarmente sensibile al tema, e in numerosi punti della città di Shenzen è installato un sistema di riconoscimento facciale.
Il ricercatore dell’Università di Cagliari ha parlato anche della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PRALab lavorano da anni. Ha illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell’utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell’impronta e del volto, e alla costruzione di adesivi che – se applicati ai segnali stradali – ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

TRASFERIMENTO TECNOLOGICO
TRASFERIMENTO TECNOLOGICO

CAGLIARIPAD.IT
Ricercatore sardo alla corte di Huawei

Nuove frontiere della cybersecurity a Cagliari. Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università del capoluogo, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all’Huawei Strategy and Technology Workshop 2018, un appuntamento mondiale per il settore. Il professore – del Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (DIEE), ma collabora anche con il PRALab, è stato invitato dal colosso della telefonia mobile, ha visitato il Quartier generale e ha tenuto una talk su intelligenza artificiale e cybersecurity.
Tra i docenti e gli esperti invitati al prestigioso appuntamento, anche il Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del LED blu. Biggio si è soffermato in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull’intelligenza artificiale. E ha spiegato come può accadere che i dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input vengano manipolati.
Il ricercatore dell’Università di Cagliari ha parlato anche della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PRALab lavorano da anni. Inoltre ha illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell’utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell’impronta e del volto e alla costruzione di adesivi che – se applicati ai segnali stradali – ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

CAGLIARIPAD.IT
CAGLIARIPAD.IT

SARDINIAPOST.IT
Cybersecurity, i cinesi di Huawei a lezione dal cagliaritano Battista Biggio

Nuove frontiere della cybersecurity (la sicurezza sul web) a Cagliari. Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università del apoluogo, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all’Huawei strategy and technology workshop 2018, un appuntamento mondiale per il settore. Il professore – del Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (Diee) e collaboratore del PraLab, è stato invitato dal colosso della telefonia mobile, ha visitato il quartier generale e ha tenuto una talk su intelligenza artificiale e cybersecurity.
Tra i docenti e gli esperti invitati al prestigioso appuntamento, anche il Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji
Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del Led blu. Biggio si è soffermato in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull’intelligenza artificiale. E ha spiegato come può accadere che i dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input vengano manipolati.
Il ricercatore dell’Università di Cagliari ha parlato anche della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PraLab lavorano da anni. Inoltre ha illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell’utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell’impronta e del volto e alla costruzione di adesivi che – se applicati ai segnali stradali – ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

SARDINIAPOST.IT
SARDINIAPOST.IT

YOUTG.NET
Un prof di Cagliari dà lezione di cybersecurity ai cinesi della Huawei

SHENZEN. Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università di Cagliari, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all’Huawei Strategy and Technology Workshop 2018, un appuntamento mondiale per il settore.
Il professore - che afferisce al Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (DIEE) e collabora con il PRALab, il Laboratorio diretto dal prof. Fabio Roli - è stato invitato dal colosso della telefonia mobile, ha visitato il Quartier generale e ha tenuto una talk su intelligenza artificiale e cybersecurity. Tra i docenti e gli esperti invitati al prestigioso appuntamento, anche il Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del LED blu.
Biggio si è soffermato in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull'intelligenza artificiale, nuova frontiera della cybersecurity che a Cagliari i ricercatori del team di Roli studiano da anni. Per questo la sua talk è stata incentrata sul problema della sicurezza: il ricercatore del DIEE ha spiegato come può accadere che i dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input vengano manipolati in modo da ingannare la loro capacità di rilevazione (la rivista Wired le ha definite “tecniche che causano le allucinazioni alle AI”). Huawei è da sempre particolarmente sensibile al tema, e in numerosi punti della città di Shenzen è installato un sistema di riconoscimento facciale.
Il ricercatore dell’Università di Cagliari ha parlato anche della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PRALab lavorano da anni. Ha illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell’utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell’impronta e del volto, e alla costruzione di adesivi che - se applicati ai segnali stradali - ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

YOUTG.NET
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